6 maggio 2024

Biometano, A2A non arretra e cerca di rassicurare i cittadini: “Ecco tutti i benefici”. Marchi: “Promesse di dubbia possibilità realizzativa”. Lipara: “Sentiremo i nostri consulenti”

A2A non arretra di un passo e anzi rilancia sull'impianto di biometano, da mesi al centro delle polemiche e delle proteste di cittadini e amministratori del territorio. “A2A – precisa la società in una nota stampa –, attraverso la controllata Agripower, ha depositato oggi la documentazione integrativa relativa al progetto di realizzazione di un impianto per la produzione di biometano a Cremona da matrici agricole e agroindustriali. "Le richieste di chiarimenti e integrazioni espresse dalla Conferenza dei Servizi e pervenute dagli stakeholder - tra cui la Provincia di Cremona e altri enti e agenzie coinvolti - sono state vagliate e recepite con estrema attenzione dalla Società”. 

In particolare, prosegue la società, “accogliendo le istanze paesaggistiche e ambientali del Parco Locale di interesse sovracomunale del Po e del Morbasco, A2A ha previsto l’estensione della fascia boschiva fino ad una superficie complessiva di oltre 1,5 ettari: la più importante misura mitigativa e compensativa per questa tipologia di impianti nel territorio”. 

A2A precisa inoltre che “Sono state previste soluzioni per limitare il flusso degli automezzi per il trasporto delle matrici in ingresso, grazie alla realizzazione di un refluodotto che collegherà con due tubazioni sotterranee alcune aziende agricole all’impianto. In questo modo, il passaggio di mezzi attraverso i Comuni di Gerre de Caprioli, Bonemerse e Stagno Lombardo risulterà significativamente ridotto e il transito giornaliero in ingresso all’impianto sarà circoscritto mediamente a soli 5 mezzi/giorno, con una riduzione del 70% rispetto a quanto originariamente previsto. Infine, il quantitativo di materiale in ingresso all’impianto è stato ridotto del 25%”. 

Insomma, la società tenta di rassicurare i tanti contrari all'impianto, come dimostra anche il passaggio seguente, in cui si evidenzia che “Inserito nell’ambito del progetto Cremona 20-30, il progetto prevede l’immissione in rete di circa 3.900.000 metri cubi di biometano all’anno, recuperando biomasse vegetali, reflui zootecnici e sottoprodotti di origine agroindustriale secondo i principi dell’economia circolare ed in accordo ai dettami di sostenibilità previsti dalla Direttiva “RED II”. Il biometano generato verrà immesso nella rete di distribuzione del gas e potrà soddisfare il fabbisogno annuo di oltre 3mila famiglie. L’impianto sarà inoltre dotato di pannelli fotovoltaici installati sulle coperture ed in grado di produrre ulteriori 300 MWh di energia rinnovabile che verrà utilizzata per soddisfare i propri fabbisogni energetici. L’infrastruttura sarà completamente autosufficiente grazie all’autoproduzione di energia elettrica e termica, senza ricorrere quindi all’utilizzo di fonti fossili”

Le misure previste, fa sapere la società, “consentiranno una riduzione di emissioni di CO2 per circa 8.000 tonnellate all’anno rispetto alle emissioni attuali nel territorio (i reflui attualmente vengono distribuiti sui terreni senza alcun trattamento). L’impianto inoltre produrrà una quota importante di digestato che, sempre in accordo ai principi di economia circolare, potrà esser utilizzato sul suolo agricolo in qualità di fertilizzante restituendo sostanze nutrienti nonché materiale organico ed evitando così l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi derivanti da fonte fossile”

A fronte del nuovo passo avanti di A2A, il primo cittadino di Gerre, Michel Marchi, da sempre in prima linea contro l'impianto, prende tempo e osserva: “Leggeremo con attenzione e studieremo gli atti integrativi depositati, come sempre fatto. Le indicazioni finora rese vanno comunque nella medesima direzione del passato, parole e promesse di dubbia capacità realizzativa”. 

Fa invece riflettere – evidenzia però Marchi – la frettolosa esigenza di affidare un comunicato alla stampa prima che si apra la discussione in Conferenza dei Servizi evidenziando un palese disagio politico, frutto del diffuso sentimento di contrasto a questo impianto da parte dei cittadini di Cremona, Gerre e Bonemerse. Ci aspetta un mese di duro lavoro, avremo bisogno del sostegno dei tantissimi cittadini che ci hanno finora manifestato la loro vicinanza”.

A stretto giro anche la dichiarazione di Luigi Lipara, presidente del comitato BiometaNO, che commenta: “Apprendiamo dalla stampa che A2A ha depositato la documentazione integrativa. Attendiamo di avere accesso ai documenti ufficiali per verificarne il contenuto insieme ai nostri consulenti tecnici perché non è possibile fare alcuna valutazione sulla base di un comunicato stampa”.

f.c.


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commenti


Graziano

6 maggio 2024 18:20

Mitigazione superiore alla norme di 1,5 ettari....... Sembra un numero sono poco più di 13 pertiche... un campetto
E poi tubazioni sotterranee ???? E da dove partono e sotto chi e cosa passano...
E se si rompono ,per caso non possono inquinare le falde di usa i pozzi?

Paola Tacchini

6 maggio 2024 18:30

Non si risolve il problema della distanza dall'ospedale, con due impianti ad alto rischio di incendio... Se scoppia un incendio come è da poco successo nel mantovano?
Nessun beneficio di fatto per i cittadini, forse 3000 famiglie su trentamila vedranno qualche sconticino in bolletta... Ma la salute di tutti non ha prezzo, ricordiamocelo.
Si parla di interrare tubi per far scorrere i reflui. Scavare dove? Passando per terreni agricoli? Meno camion sulle provinciali che tagliano i paesini come Bonemerse, Gerre De Caprioli? E chi lo garantisce?
Non dimentichiamo poi che la zona è ad alto rischio alluvionale con rialzi di falda.
Per noi è ancora e resta un no!

Carlo

6 maggio 2024 19:17

A2a ha già speso i soldi per comprare la azienda agricola e come minimo ha già messo nei bilanci di precisione le entrare previste dalle agevolazioni per la produzione di metAno.
La città e i cittadini non avranno mai nessun beneficio.

Manuel

6 maggio 2024 21:02

Quelli di A2A e tutti i politici che sostengono il progetto, mi fan venire in mente Mussolini quando aizzava gli italiani verso la guerra e la ineludibile vittoria. Le cose andarono in modo diverso, la maggioranza degli italiani si riprese dalla sbornia e Mussolini ne pago’ il prezzo... questi niente pagheranno, anzi qualcuno riuscirà pure ad accomodarsi su d’uno scranno importante.

Luciano Losi

7 maggio 2024 14:32

Quella del refluodotto proprio mi mancava! Mi pare ridicola, comunque staremo a vedere. Si può stare a discutere all’infinito, ma l’incremento di inquinamento sarà comunque garantito, in una zona che dovrebbe invece assistere ad una diminuzione. Voglio proprio vedere come l’ente Provincia formulerà una Via favorevole.