"Quel mesociclone potenziato dal caldo e dall'umidità". I climatologi spiegano l'evento che ha colpito Cremona. "L'effetto farfalla che ne ha impedito la previsione"
Il terribile fenomeno che ha investito Cremona è stato un mesociclone potenziato dal caldo e dall'umidità. Così Gianni Messeri, climatologo del CNR Consorzio Lamma, ha spiegato su La7 l'evento atmosferico che ha messo in ginocchio la città del Torrazzo. "Si tratta di un sistema temporalesco molto organizzato che si struttura con un megaciclone, ossia una massa d'aria che ruota molto velocemente attorno a sè stessa. Queste celle temporalesche sono in grado di produrre danni ingenti sia in termini di precipitazioni che di vento e grandine. Producono venti molto intensi anche superiori ai 100 chilometri l'ora e chicchi di grandine di dimensioni ragguardevoli: nel caso di Cremona intorno ai dieci centimetri di diametro".
Il fondatore di www.ilmeteo.it, Antonio Sanò, ha spiegato con un articolo il perchè l'evento che ha messo in ginocchio Cremona non sia stato possibile prevederlo ("con l’occasione ci scusiamo per quanti hanno subito disagi, ma vi promettiamo che daremo sempre il massimo per raggiungere la vostra soddisfazione e la vostra fiducia").
"Tanti ci stanno chiedendo come è possibile che un evento così forte e disastroso come quello che ha colpito Cremona non potesse essere previsto non dico il giorno prima, ma almeno qualche ora prima. Purtroppo la previsione di ieri si è rivelata particolarmente difficile poiché caratterizzata da fenomeni improvvisi, di estrema intensità, localizzati e allo stato attuale imprevedibili in tempi utili se non poche decine di minuti prima. - afferma Sanò - Cerchiamo di spiegare cosa è accaduto realmente e perché i meteorologi non sono stati in grado di avvisare con congruo numero di ore o giorni in anticipo.
Facciamo una distinzione tra perturbazioni o formazioni locali: delle prime se ne conosce l’intensità attuale e la velocità di spostamento e come un treno (più o meno in orario) se ne può prevedere correttamente l’arrivo, è il caso delle perturbazioni autunnali e invernali quando si riesce a prevedere l’inizio della pioviggine anche nell’orario esatto con giorni in anticipo; le seconde sono invece temporali estivi di cui non se ne conosce l’intensità e la localizzazione finché non nascono e tanta più energia, calore ed umidità sono presenti tanto più difficile sarà la previsione, la localizzazione e lo spostamento. Allo stato attuale i modelli matematici che abbiamo a disposizione hanno una buona affidabilità per le perturbazioni e una scarsa affidabilità per i temporali localizzati e di estrema intensità, per questo motivo le previsioni sono così diverse in tutti i siti meteo in questo periodo dell’anno tra maggio e settembre.Quello che è accaduto ieri si colloca nella formazione di una super-cella ovvero una formazione di estrema violenza che si è formata a dispetto delle previsioni poiché i dati iniziali internazionali avevano certamente delle lacune a livello di alcuni parametri fisici come temperature e umidità alle varie quote da 0m a 10.000m , che hanno poi prodotto l’innesco di temporali di fortissima intensità la cui evoluzione è stata fino all’ultimo una incognita: infatti bastano piccoli errori in partenza per rendere la previsione inefficace.
Si chiama instabilità dei modelli da condizioni iniziali, il famoso paradosso dell’ Effetto Farfalla di Lorenz (1963) che scherzosamente ma non superficialmente sottolineava come un battito d’ali di una farfalla potrebbe innescare un uragano dall’altra parte del pianeta.
Tutti i centri del mondo stanno lavorando nel miglioramento dei sistemi di analisi tridimensionale dell’atmosfera ma si tratta di tecnologie di acquisizione anche satellitari di estrema complessità infatti risoluzioni attuali addirittura di 1km non sono ancora sufficienti a cogliere piccolissime instabilità localizzate che possono facilmente poi innescare fenomeni estremi. Consideriamo che 30 anni fa la risoluzione era 100km in previsione e 10km in analisi , pertanto comunque i passi avanti ci sono stati. Lato nostro cerchiamo di offrire al pubblico il miglior servizio possibile, combinando più fonti modellistiche da vari centri internazionali anche con il confronto di elaborazioni proprietarie e con l’utilizzo del radar riusciamo a bilanciare la carenza nella previsione con un avviso di almeno 1 ora anche per fenomeni estremamente localizzati veloci ed estremi".
Durante la sua visita a Cremona anche l'assessore al welfare Bertolaso, ha posto il problema della necessità di rafforzare gli strumenti di previsione e prevenzione di fronte a fenomeni meteorologici sempre più intensi e improvvisi.
"Ogni volta che accade qualcosa del genere ci sorprendiamo e diciamo che il clima sta cambiando. Se questo è vero, e i fatti lo dimostrano, dobbiamo utilizzare tutte le iniziative che oggi la tecnologia ci mette a disposizione per migliorare previsione e prevenzione".
In particolare, l'assessore ha richiamato l'importanza dei radar meteorologici, che consentono di individuare con un certo anticipo la formazione e l'evoluzione di celle temporalesche particolarmente violente.
Nelle foto la tempesta caduta su Cremona nella foto di un nostro lettore e l'evento sulla mappa di "ilmeteo.it"
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commenti
Stefano
31 agosto 2026 11:03
"Previsioni così diverse tra tutti i siti meteo " ,dice Sano ' " da maggio a settembre, " quindi per mezzo anno, vien da chiedersi a che servono sia le previsioni sia i siti meteo. Oh certo con tutti i soldi che si mangiarno,questi siti,siamo più avanti di un secolo fa ',ma se ciò nonostante questi sono i risultati, tanto vale affidarsi ancora agli stregoni, come ai vecchi tempi,o semplicemente guardare il cielo che cambia. È più affidabile. Perché tanta gente, fidandosi di questi benedetti/ maledetti siti meteo, ha perso la capacità di guardarsi attorno. O meglio, l' ha completamente delegata al sito.