"Regione Lombardia vuole esserci, in modo concreto e lontano dalle ideologie. Chiesto lo stato di emergenza, ma servono più autonomie". Attilio Fontana visita i luoghi feriti di Cremona
Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, si è recato in visita oggi pomeriggio a Cremona per visitare alcuni dei luoghi maggiormente colpiti dal ciclone che venerdì pomeriggio ha devastato la città. Lo ha fatto al termine di un incontro con il presidente della Provincia Roberto Mariani, il sindaco Andrea Virgilio e il prefetto Antonio Giannelli nella sala del consiglio provinciale, dove erano presenti le massime autorità civili, religiose e militari della città.
"Regione Lombardia ci sarà e vuole esserci in un modo poco mediatico ma molto concreto" ha esordito Fontana dopo i saluti di Mariani e di Virgilio, "abbiamo già richiesto di estendere lo stato di emergenza anche a Cremona: la domanda è stata presentata, attendiamo quanto prima le risposte. Oggi però servirebbe maggiore autonomia dallo Stato centrale per riuscire a velocizzare i tempi. Oggi per avere lo stato di emergenza ci sono tempi burocratici che come minimo richiedono dalle 3 alle 4 settimane. Se invece dipendesse solo da Regione Lombardia, avremmo già firmato".
La risposta della città non ha atteso la burocrazia e già dalle prime ore sono iniziati gli interventi di messa in sicurezza e di pulizia di strade, marciapiedi, piazze. E il presidente Fontanta ha naturalmente colto questo spirito di ripresa e di reazione di Cremona e dei cremonesi: "La città ha iniziato subito a rimboccarsi le maniche ed è già stata rimessa a posto in modo positivo e significativo rispetto a quanto si è visto su giornali e televisioni solo ventiquattro o quarantotto ore fa".
Fontana ha fatto poi riferimento alla necessità di garantire la massima sicurezza ai cittadini perchè se da un lato la macchina dei soccorsi si è rivelata molto efficace da subito dopo l'evento, dall'altro la tempesta è stata talmente repentina e veloce da rendere difficile avvisare i cittadini prima del verificarsi: "Eventi come questo erano impensabili solo 10 o 15 anni fa, ma oggi dobbiamo invece mettere in conto che nel futuro di eventi di questa portata ce ne saranno ancora e frequenti, finché non si invertirà la tendenza del cambiamenti climatico. Per fortuna non si sono registrati feriti gravi nè esiti drammatici, però serve lavorare molto sulla prevenzione, almeno per cercare di avvisare i cittadini e fare in modo che possano mettersi al sicuro".
Altro tema particolarmente urgente è quello dell'avvio dell'anno scolastico, che per i nidi e le scuole dell'infanzia inizierà già domani, fatta eccezione per due scuole comunali, il Polo "Hack-Montalcini" di via S. Antonio del Fuoco, la scuola per l'infanzia "Zucchi" e lo Spazio Crescita di via Ruggero Manna che rimarranno chiusi per interventi e valutazioni di messa in sicurezza. Da valutare invece tutte le scuole superiori, tutte di competenza della Provincia di Cremona, tra le quali il Torriani risulta quello maggiormente danneggiato, così come il Ghisleri, ma in generale la quasi totalità degli istituti dovranno essere attentamente valutati per garantire la riapertura con la massima sicurezza. Di questo ha fatto cenno il prefetto Giannelli, spiegando di aver già interpellato il ministro Valditara per una prima valutazione rispetto alle scuole superiori e alle due situazioni più impegnative.
Non meno importante il tema degli sfollati, su cui Virgilio ha posto l'accento: una cinquantina in tutto, per i quali i tempi di rientro potrebbero essere lunghi. Per questo il primo cittadino ha chiamato i cremonesi alla generosità e alla capacità di fare squadra, chiedendo di mantentere sempre l'attenzione alta, anche dopo che sul piano mediatico sarà scemata.
La visita di Fontana è poi proseguita direttamente sui luoghi maggiormente colpiti dalla supercellula temporalesca, dalla Torre Civica, dove i Vigili del Fuoco stanno ancora intervenendo per la messa in sicurezza, al transetto del Duomo su largo Boccaccino; quindi le scuole, tra cui appunto l'Itis Torriani e la Fiera di Cremona, pure questa pesantemente danneggiata.
Fotoservizio Francesco Sessa Ventura
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commenti
Bruno
1 settembre 2026 05:38
E già, presidente, la città ha iniziato subito a rimboccarsi le maniche ed è stata rimessa a posto in modo positivo e significativo rispetto a quanto si è visto su giornali e televisioni solo ventiquattro o quarantotto ore fa. E sa perchè? Perchè se avessimo gli stessi tempi di Roma i risultati si vedrebbero tra due o tre anni. La politica è lenta ed è percepita dalla popolazione come inutile.
A voi politici piace girare di disastro in disastro e promettere.
Ma la vita è tutti i giorni.
Avete leve fiscali per rinunciare alle tasse e lasciare in busta paga o alle aziende le risorse immediate per pagare i danni e ripartire. Ma è troppo semplice e costerebbe troppo allo Stato in termini di minori incassi e dunque avanti con le prese in giro!
Vi siamo vicini, vi daremo - se arriveranno - i soldi, fate le segnalazioni dei danni e poi, se non vi daremo nulla, arrangiatevi...
Un matrimonio così è destinato a durare ancora poco.
Matilde
1 settembre 2026 11:15
La Regione vi sarà vicino...
Intanto se ti serve liquidità la chiedi in banca!
A Cremona attivato un plafond straordinario da 20 milioni di euro per sostenere famiglie e imprese duramente colpite dal violento maltempo di venerdì 28 agosto.
Il finanziamento è destinato a chi deve affrontare le spese per riparare e ripristinare abitazioni, attività produttive, strutture agricole, automezzi e altri beni danneggiati, ma anche alle imprese che necessitano di liquidità per tornare rapidamente alla piena operatività.
Intanto, se hai bisogno, chiedi il finanziamento, paghi gli interessi e poi si vedrà!
La Fontana che fa acqua da tutte le parti...