Kit Armstrong fa ben risuonare l’organo della chiesa di Stradivari
Nei giorni cremonesi del trionfo della liuteria, la Fondazione Casa di Stradivari, va controcorrente scegliendo di proporre un concerto per organo e violino. Ma non a caso perché nella stessa chiesa , Sant’Agata, in cui il sommo liutaio si sposò per la prima volta. Una basilica che, giustamente, sta diventando la sede di alcuni importanti eventi musicali di Fondazione. Scelta sicuramente apprezzabile dal punto di vista storico e come valorizzazione di alternativi luoghi di musica. Protagonista: Kit Armstrong, artista residente in Casa Stradivari, che ha tenuto un master di musica da camera per approfondire brani importanti del repertorio.
Alle tastiere dell’organo cremonese Armstrong ha proposto un programma variegato partendo dall’ Ave Maria di Charles Gounod costruita sull’arpeggio del primo preludio del primo libro del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach
Interessante poi la parte con il violino di Fabrizio von Arx .Sono risuonate le note di pezzi composti da Tarquinio Merula , musicista dell’epoca monteverdiana che sotto queste volte svolse il ruolo di maestro di Cappella. Pezzi brevi ma significativi su come il violino solista stava avanzando a grandi passi verso il trionfo della sonata per strumento solistico e basso continuo e del concerto solistico. Brani assolutamente interessanti con una vena melodica inaspettatamente intensa e originale. Poi il principe dello strumentismo del tardo barocco italiano, quell’ Arcangelo Corelli sempre pronto all’evoluzione della forma e della conseguente struttura del violino con quel capolavoro de La Follia, meravigliosa rielaborazione creativa di una danza spagnola. Hanno chiuso il programma un’imponente Fuga bachiana e un’altrettanto imponente composizione di Charles-Marie Widor.
Armstrong ha dato prova di grande capacità virtuosistica e di sapere argomentare nella scelta della registrazione dell’organo sulla diversificazione dei pezzi nella loro collocazione storica e stilistica. Assai bravo nel dialogo con il violino di von Arx soprattutto nel pezzo corelliano. Molto bello il dialogo tra loro: due musicalità diverse ma essenzialmente emozionanti.
Ottima iniziativa con grandi interpreti. Applausi di un pubblico non numerosissimo ma assolutamente attento.
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