31 agosto 2026

Offerta vincolante del Gruppo Arvedi per l'acquisto della Cln Distribuzione di Torino (400 addetti, 500 milioni di ricavi). Venerdì l'incontro

In attesa dell'esito delle trattativa della cordata italiana sul salvataggio dell'ex Ilva, il gruppo Arvedi è pronto all'acquisto di Cln Distribuzione, storica società torinese della famiglia Perris Magnetto (Cln, azienda attiva nella lavorazione e commercializzazione dell’acciaio nell'automotive, conta circa 400 addetti e circa 500 milioni di ricavi) finita in composizione negoziata della crisi con debiti per c irca 35 milioni di euro. Cln Distribuzione è andata in crisi con il crollo del mercato dell'auto. Arvedi ha già presentato a fine luglio una proposta vincolante. Venerdì 4 settembre si terrà una riunione con gli investitori per definire il piano negoziato con il Gruppo Arvedi a cui farà seguito l'incontro con i creditori e con le organizzazioni sindacali. A dare la notizia dell'imminente acquisto da parte del Gruppo cremonese, sia la Stampa che il Corriere della Sera. La chiusura della trattativa è prevista per fine ottobre. L'accelerazione è dovuta al fatto che "il progetto di ArcelorMittal, già socia di Cln Distribuzione dal 2015, è diventato impraticabile per effetto dei limiti imposti dal governo con il golden power", come scrive la Stampa.

Il quotidiano torinese aggiunge che "L’offerta di Arvedi, hanno fatto sapere Fiom-Cgil e Fim-Cisl, prevede un aumento di capitale, in parte attraverso la conversione di crediti e in parte con nuova liquidità, oltre a un contratto di “tolling”, la lavorazione di materie prime o semilavorati per conto di un altro soggetto, per garantire la continuità operativa. Resterebbero inoltre accordi commerciali con ArcelorMittal: sfumata l’ipotesi di ingresso nel capitale, il gruppo continuerebbe dunque a essere presente nella partita come partner commerciale". 

Il piano Arvedi prevederebbe una ristrutturazione soft dell'azienda. "L’offerta della società lombarda del patron della Cremonese prevede un aumento di capitale, contratti di tolling sulle materie prime (non scontato nei giorni del tramonto dell’ex Ilva di Taranto) e lo scorporo del ramo di azienda di Alpignano (circa 40 dipendenti) in una Newco, da cedere successivamente. Una ristrutturazione decisamente più «soft» rispetto al piano di Mittal che prevedeva la cessione del quartier generale di Caselette e che aveva allarmato i sindacati Fim e Fiom. E che sembra rimettere in moto il riassetto della siderurgia nel Nord Ovest" scrive il Corriere. E ancora "Oggi Fim e Fiom chiedono al gruppo Arvedi di vedere il piano industriale al più presto per un affare che potrebbe definirsi entro ottobre con l’incorporazone di Cln Distribuzione. «La nostra priorità come ribadito nelle riunioni della Cnc è l’occupazione — ha spiegato Bruno Ieraci della Fiom Cgil — e quindi anche la problematica di Alpignano deve essere risolta con tutti i lavoratori ricollocati». La famiglia Perris Magnetto resta nel business dell’auto conservando la Ma, la divisione dei componenti metallici per automotive"

Nella foto l'interno dello stabilimento di Casalette

 

 

r.c.


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti