24 maggio 2026

Stadio Zini ore 20.45: Grigiorossi con l’obbligo di vincere contro il Como e sperare in un miracolo del Genoa a Lecce

Stasera alle 20.45, si accenderanno i riflettori dello Stadio Giovanni Zin per l’ultima volta in questa stagione sportiva, per la sfida più importante nella storia recente della Cremonese.

In palio c’è una permanenza nella massima serie che, nella storia di questo club, ha avuto un solo precedente: quella Cremonese di Luzzara e Simoni, capace tra il 1993 e il 1996 di restare in Serie A per tre stagioni consecutive.

L’unica, e indimenticata, per i valori espressi in campo e fuori, dai dirigenti come dai giocatori. Da allora, ogni ritorno nella massima serie è durato il tempo di un’estate, come sta accadendo al tramonto di questa stagione: quasi salva all’intervallo del campionato, quasi retrocessa allo scorgere del traguardo finale.

Ci vorrà un’impresa per ribaltare quello che appare come un pronostico scontato: vincere contro un Como indiscutibilmente superiore che lotta per la Champions, e sperare in un tonfo del Lecce nella sfida interna contro un Genoa senza particolari motivazioni. Ma il calcio, seppur bistrattato da menti contorte nel nome del business, mantiene ancora quel margine di imprevedibilità che tiene legata la salvezza della Cremonese ad un sottilissimo filo.

Il pubblico grigiorosso, che ha vissuto una stagione di tormenti, chiede un ultimo, definitivo segnale di vita. Giampaolo ha detto che c’è da scalare l’Everest: domenica sera si vedrà se la corda regge. La classifica alla vigilia: il Lecce padrone del suo destino La 37ª giornata ha scritto il copione di questa giornata: la Cremonese ha vinto 1-0 sul campo dell’Udinese, grazie a un tap-in di Jamie Vardy al 9’; seconda vittoria consecutiva per i grigiorossi, che hanno mostrato compattezza difensiva e determinazione.

Ma il gol della vittoria di Stulic al 96’ — in Sassuolo-Lecce — ha rimesso la salvezza nelle mani dei salentini, con un solo maledetto punti di vantaggio sui grigiorossi: uno dei tanti persi malamente per strada in questo finale di campionato.

Uno scenario tanto chiaro quanto crudele: la Cremonese si salva solo se vince e il Lecce non vince. Se entrambe vincono, i grigiorossi chiudono terzultimi a 37 punti e retrocedono. Se entrambe pareggiano, i salentini restano davanti.

Esiste anche lo scenario spareggio, in caso di pareggio della Cremonese e sconfitta del Lecce, le due squadre finirebbero appaiate a 35 punti. Ma la strada maestra è una sola: vincere. La spinta dello Zini: la fede non retrocede

Sugli spalti dello Zini ci sarà, come sempre, la spinta di una tifoseria che non ha mai abbandonato la squadra: né in casa, né nelle trasferte più ingrate di un campionato che ha messo a dura prova la pazienza e la fede di chiunque porti i colori grigiorossi nel cuore. Quella fede non è in vendita, non si misura con la categoria e non decade con una retrocessione: è il vero patrimonio di questo club, l’unico che resiste nel tempo e che si tramanda da padre in figlio.

Un precedente da cui aggrapparsi: il 6 maggio 2022

Il calcio mantiene ancora quel margine imprevedibile tra la volontà e la fortuna. Ed è proprio qui che la memoria dei tifosi grigiorossi sa pescare un precedente per aggrapparsi a una speranza.

Era il 6 maggio 2022, ultima giornata di Serie B della stagione 2021/22. Il Monza di Stroppa — in vantaggio di un solo punto sui grigiorossi — perdeva a Perugia contro la squadra di Alvini. Nel frattempo, in riva al Lario, la Cremonese di Pecchia espugnava il campo del Como di Gattuso con una doppietta di Di Carmine, sovvertendo ogni pronostico e conquistando una Serie A che pochi, fino a poche ore prima, avevano osato immaginare. In quella stessa giornata, a chiudere il podio di una Serie B memorabile, c’era il Lecce di Baroni e Coda, già promosso come capolista. Uno strano turbinio di protagonisti che quattro anni dopo si ritrovano, con ruoli e fortune diverse, a recitare di nuovo insieme l’ultimo atto di una stagione.

Giampaolo: «Siamo chiamati a scalare l’Everest.»

Marco Giampaolo si è presentato in conferenza stampa con la lucida consapevolezza di chi conosce i propri limiti ma non vuole farne un alibi. La metafora scelta è eloquente: «Domani dobbiamo affrontare l’Everest, perché davanti avremo una squadra forte, organizzata e in grande condizione. Servirà fare tutto bene, anzi benissimo, per provare a vincere». Poi, sull’enormità del momento e sulla necessità di andare oltre: «Per noi sarà come scalare l’Everest, è chiaro che servirà la partita migliore probabilmente anche della carriera di tanti di noi, non solo la migliore della stagione. Sono molto consapevole delle dinamiche, di tutto quel che rappresenterà questa partita, degli intrecci con gli altri campi, soprattutto della forza dell’avversario. Non sarà una gara impossibile, niente è impossibile, ma dovremo fare tante cose tutte insieme e perfette per vincere. Dobbiamo andare oltre tutto». Sulla precarietà che ha segnato l’intera gestione: «Quando sei lì sotto a rincorrere, ogni partita pesa tantissimo. A un certo punto impari a convivere con la precarietà, con la pressione e con l’obbligo di fare risultato. Abbiamo fatto il possibile, ma non l’impossibile. Vorrei avere altre quattro o cinque gare». E poi il richiamo al giorno del giudizio: «Se vogliamo essere sintetici, sì. Siamo chiamati ancora una volta a dare prova di noi stessi come è sempre stato sin qui. Le difficoltà ti misurano: è in quei momenti che bisogna vedere come si reagisce».

Fàbregas: «Io voglio andare in Champions. La fede è l’ultima cosa che si perde.»

Cesc Fàbregas ha risposto con la determinazione di chi sa di avere qualcosa di grande a portata di mano. In conferenza stampa, il tecnico spagnolo ha delineato con precisione il doppio valore della gara: «Dobbiamo fare una partita importante, è la gara della stagione. Sarà una partita bellissima, la più emozionante tra tutte. Chi farà meno errori e chi avrà le idee più chiare avrà la meglio».

Poi, sulla corsa alla Champions: «La fede è l’ultima cosa che si perde. Se non ci crediamo, andiamo in vacanza e lasciamo alla Cremonese la chance di rimanere in Serie A. Non è giusto per quanto fatto, per quello in cui credono i tifosi. Dovremo lottare fino alla fine: se vinciamo andiamo in Champions. Io voglio andare in Champions. C’è una grandissima opportunità». Sul rispetto per l’avversario: «Loro sono migliorati tanto con Giampaolo, lo rispetto tantissimo. Ha più attaccamento emozionale di tutti». Fàbregas ha anche sottolineato come sia «crudele» imporre a chiunque l’obbligo assoluto di vincere, riconoscendo l’enorme posta in palio per entrambe le squadre.

Qui Cremona: Giampaolo verso la conferma del 3-5-2 ’Nicoliano’

Giampaolo ripropone il modulo e quasi integralmente la formazione che ha vinto a Udine. Difesa a tre con Terracciano, Bianchetti e Luperto davanti ad Audero. Sulle fasce Barbieri a destra — con il dubbio che potrebbe portare a Zerbin o Floriani Mussolini — e Pezzella a sinistra. In mediana Thorsby, Grassi e Maleh. Davanti la coppia Bonazzoli-Vardy, con Sanabria che, pur avendo recuperato parzialmente, potrebbe restare in panchina. Assenti per infortuni o virus: Baschirotto, Bondo, Ceccherini, Faye, Moumbagna e Payero. Diffidati da monitorare: Vardy, Luperto e Maleh.

Qui Como: in dubbio solo il ‘gioiello’ Nico Paz

Il Como di Cèsc Fàbregas si presenta allo Zini con 68 punti, quinto in classifica, a due lunghezze da Milan e Roma — le squadre che occupano il quarto e il terzo posto in zona Champions. Una vittoria porterebbe i lariani in Champions League, a patto che almeno una tra Milan e Roma non vinca nella stessa serata. La squadra è quasi al completo. L’unico dubbio di rilievo riguarda Nico Paz, alle prese con una contusione al ginocchio: Fàbregas ha dichiarato in conferenza stampa che la sua presenza è incerta fino all’ultimo. Al suo posto, dietro a Douvikas, è pronto Baturina. In difesa il dubbio è tra Van der Brempt e Smolcic sulla fascia destra.

Ancora il Como nel destino dei grigiorossi

Le cronache di questo confronto rievocano due episodi determinanti. Oltre alla più recente già citataa, nel torneo di Serie B 1982/83, le squadre finirono terze a pari merito con il Catania, rendendo necessario un triangolare di spareggio a Roma per stabilire chi avrebbe accompagnato Milan e Lazio in Serie A. Lo scontro diretto tra grigiorossi e lariani si chiuse senza gol, e alla fine fu il Catania a ottenere la promozione battendo il Como.

Prendendo in esame i 29 precedenti ufficiali, la Cremonese ha prevalso in 17 occasioni, mentre il bilancio si completa con 7 pareggi e 5 vittorie del Como. Sebbene la sfida manchi nel massimo campionato allo Zini dal 31 marzo 1985, i grigiorossi possono contare su una serie positiva che dura da dieci confronti tra Serie A, B e C, nei quali hanno collezionato sette successi e tre pareggi.

LE PROBABILI FORMAZIONI CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Bianchetti, Luperto; Barbieri, Thorsby, Grassi, Maleh, Pezzella; Bonazzoli, Vardy. A disposizione: Silvestri, Nava, Zerbin, Floriani Mussolini, Collocolo, Vandeputte, Okereke, Djuric. Allenatore: Marco Giampaolo.

COMO (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Ramón, Kempf, Alberto Moreno; Perrone, Da Cunha; Diao, Baturina, J. Rodriguez; Douvikas. A disposizione: Reina, Smolcic Vojvoda, Strefezza, Nico Paz, Sergi Roberto, Kone, Cutrone, Beltrami. Allenatore: Cèsc Fàbregas.

LA TERNA ARBITRALE ARBITRO: il direttore di gara designato è Fabio Maresca di Napoli, assistenti Dario Cecconi di Empoli e Domenico Fontemurato di Roma 2, quarto ufficiale Andrea Calzavara di Varese. Al Var Matteo Gariglio di Pinerolo, AVAR Giacomo Camplone di Lanciano.

PROGRAMMA 38ª GIORNATA: Fiorentina-Atalanta 1-1 Bologna-Inter 3-3 Lazio-Pisa 2-1

DOMENICA 24 MAGGIO: Ore 15.00: Parma-Sassuolo Ore 18.00: Napoli-Udinese Ore 20.45: Cremonese-Como Ore 20.45: Lecce-Genoa Ore 20.45: Milan-Cagliari Ore 20.45: Torino-Juventus Ore 20.45: Verona-Roma

CLASSIFICA ALLA 37ª GIORNATA: Inter* 87; Napoli 73; Milan 70; Roma 70; Como 68; Juventus 68; Atalanta* 59; Bologna* 56; Lazio* 54; Udinese 50; Sassuolo 49; Torino 44; Parma, Fiorentina* 42; Genoa 41; Cagliari 40; Lecce 35; Cremonese 34; Hellas Verona 21; Pisa* 18. (*) una partita in più.

Dopo la vittoria allo Zini sotto la curva

Daniele Gazzaniga


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