13 giugno 2026

I tifosi della Cremo via social applaudono la conferma del Maestro Giampaolo

La maggioranza dei tifosi tdella Cremonese, via social ha preso bene la conferma del Maestro Marco Giampaolo sulla panchina grigiorossa. E in tanti sperano che insieme alla permanenza del trainer restino anche i pezzi pregiati della rosa. Insomma, appena retrocessa, la società ha voglia di ripartire e di riprovare subito a tornare in serie A


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commenti


biagio

13 giugno 2026 20:04

​La conferma di Marco Giampaolo sulla panchina della Cremonese ha aperto, come sempre succede in questi casi, una discussione nel merito all'interno della tifoseria e tra gli addetti ai lavori. Non è una questione di facile ottimismo o di ingiustificato pessimismo; si tratta, molto più linearmente, di proporre alcune riflessioni motivate basate sulla realtà dei fatti. E la mia analisi, dati alla mano, è la seguente.
​Per avere un quadro chiaro e oggettivo, è necessario scorrere l'intero curriculum del "Maestro", perché la sua carriera sembra divisa in due ere calcistiche nettamente distinte.
​C’è un lungo "prima", durato quasi quindici anni, in cui Giampaolo ha costruito la sua fama di esteta della tattica. Parliamo degli esordi ad Ascoli (salvezza nel 2006), delle tappe a Cagliari e del record storico di 44 punti con il Siena nel 2009, passando per le panchine di Catania e Cesena, fino all'ottimo ottavo posto in Lega Pro proprio qui a Cremona nel 2015. Quella stagione in grigiorosso gli riaprì le porte della Serie A, spingendolo verso il miracolo Empoli (10° posto nel 2016) e, infine, verso il suo capolavoro: il triennio alla Sampdoria dal 2016 al 2019, con due decimi posti e un nono posto. In quegli anni le sue geometrie basate su ritmi compassati, possesso palla e scambi nello stretto funzionavano alla perfezione. Ma parliamo di un'epoca in cui si faceva un altro tipo di calcio.
​La linea di demarcazione scatta con gli anni 2020, quando il calcio subisce una mutazione totale, diventando intensità pura, forza fisica straripante e pressing ultra-offensivo a tutto campo. Ed è qui che inizia il "dopo", una cronistoria recente in cui il suo modo di fare calcio avrebbe incontrato difficoltà maggiori. La rigidità del suo dogma tattico e il suo possesso palla cadenzato avrebbero faticato a reggere l'urto della modernità, traducendosi a volte in manovre più lente e prevedibili, più facilmente leggibili dagli avversari aggressivi. In questo senso parrebbero deporre gli esoneri al Milan nel 2019, al Torino nel 2021 e il ritorno alla Sampdoria nel 2022, oltre alla recente e brevissima parentesi a Lecce, tutte tappe che parrebbero confermare come il suo credo fatichi a sposarsi con i ritmi frenetici della massima serie attuale.
​Guardando questo quadro completo, è legittimo chiedersi quali siano state le valutazioni che hanno spinto la dirigenza grigiorossa a puntare su di lui per un campionato agonistico, "sporco" e fisico come la Serie B, considerando che oggi siamo in pieno calcio moderno. Ce lo spiegheranno successivamente, probabilmente in una prossima intervista o nella prima conferenza stampa ufficiale.
​I dubbi della vigilia fanno parte del gioco, ma nel calcio esistono proprio per essere smentiti, ed è esattamente ciò che ci auguriamo tutti da osservatori attenti. Per questo, guardando avanti con oggettività, rivolgiamo un grande in bocca al lupo al Mister: la speranza più grande è che sia proprio il campo, a suon di risultati, a dare ragione alla società e che anche lui possa riaprire un ciclo positivo, regalandoci le soddisfazioni che aspettiamo. Un saluto da biagio