Quando, per poche ore, mister Giampaolo, pronto al debutto in B, si è sentito allenatore della Juve. E il Milan ha avuto fretta con lui. Zanimacchia verso Padova...
"Mi chiamarono i dirigenti Secco, Castagnini e il responsabile Blanc. Mi ricordo che andai a Torino, a cena proprio a casa di Blanc poi ripartii per tornare a casa, di notte, a Giulianova. Durante il viaggio mi richiamarono per dirmi che al novantanove per cento sarei stato l'allenatore dei bianconeri e che serviva soltanto che ratificasse il consiglio di amministrazione o una roba del genere. Andavo a tremila, ma con la testa non in senso di velocità. Capirai, avevo quarant'anni. Chi ci pensava alla Juventus? In cent'anni quanti si siedono su quella panchina. Purtroppo, dopo un paio di giorni, mi dissero che c'erano cose più grandi, che non decidevano solamente loro e presero Ferrara. A Milano sono stato pochissimo, troppo poco. È finita presto, troppo presto. Ritenevo di essermelo meritato dopo tre anni buoni alla Samp e uno all'Empoli. Facciamo che non si sono allineati gli astri". Così, spesso e volentieri, mister Marco Giampaolo, ricorda, quando nell'estate 2009, per poche ore, si è sentito allenatore della Juventus. Ora, il Maestro è pronto per il suo debutto in B, alla guida della Cremo. Intanto, Zanimacchia è pronto ad accasarsi al Padova in via definitiva.
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