Alle 13 Cremona è la città più calda di Lombardia: toccati i 40.27 gradi secondo le stazioni di Arpa Lombardia
Oggi alle 13, secondo i dati rilevati in tempo reale da Arpa Lombardia di via Fatebenefratelli, Cremona è stata la città più calda della Lombardia raggiungendo la temperatura record di 40.27. Leggermente inferiori le temperature a Casalmaggiore (37.4) e a Crema (38.5). Temperature alte ma inferiori alle nostre a Mantova (38.7) e a Brescia (37.65). Impressionante è anche il tasso di umidità, sempre secondo l'Arpa questa notte all'83%. Una temperatura spaventosa che comunque non ha fermato l'afflusso alle bancarelle della Fiera di San Pietro, specialmente nelle prime ore della mattinata. Il caldo non concede tregua e continua a stringere nella sua morsa l’Italia e gran parte dell’Europa. Anche la giornata di domani si preannuncia torrida, ma l’ondata di calore potrebbe essere ormai vicina al suo apice. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, l’anticiclone africano Caronte sta infatti iniziando ad allentare la propria presa sul Nord Italia, dove le correnti atlantiche stanno progressivamente erodendo la cosiddetta “Heat Dome”, la cupola di calore che ha interessato gran parte dell’Europa dopo aver investito Scozia, Inghilterra, Francia e Spagna.
Le foto sono di Francesco Sessa Ventura
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commenti
Stefano
28 giugno 2026 16:52
….un paesone dove la qualità della vita, salute compresa è al TOP……👍
Michele de Crecchio
28 giugno 2026 17:28
La decisamente "difficile" situazione ambientale della nostra città è raramente messa nella dovuta evidenza dai periodici "bollettini" dei più importanti quotidiani, cartacei o telematici, nazionali o regionali che, parlando della Lombardia, si limitano in genere a citare le temperature di Milano e Brescia, città che sono però poste in posizioni geografiche alquanto migliori della nostra.
Cremona (al pari di Mantova) è, infatti, situata proprio al centro della valle Padana, dove la ventilazione naturale è già, di per sé stessa, assai modesta. Nel caso particolare di Cremona la situazione ambientale è ulteriormente compromessa dalla estrema vicinanza ad una importante zona industriale, zona nella quale sono collocate notevoli attività decisamente problematiche sotto il profilo ambientale.
In un recente passato, nonché in più sedi di pianificazione urbanistica, si era, di conseguenza, ipotizzato di mitigare tale evidente disagio, almeno destinando a bosco i terreni rimasti ancora inedificati tra la città e tale zona industriale. Dopo alcune positive iniziative, da tempo però anche tale buona intenzione sembra essere ormai uscita dalle concrete intenzioni operative di chi governa la città. I terreni inedificati potenzialmente destinabili a tale importante (anche se certamente non risolutiva del disagio) funzione di "bosco-filtro" restano, infatti e purtroppo, non piantumati e sui terreni già edificati vengono sistematicamente e non di poco aumentate le superfici impermeabili. Un caso particolarmente grave è poi quello, decisamente paradossale, che ha visto persino edificare una nuova grande struttura edilizia sopra un vasto terreno da poco piantumato. proprio per iniziativa della stessa amministrazione comunale. Si è così impedita la realizzazione della continuità che, per evidenti ragioni ecologiche, si sarebbe dovuta garantire al grande parco urbano che, sviluppandosi dalla via Massarotti sino alla ferrovia per Piacenza, avrebbe dovuto abbracciare l'intero quartiere residenziale posto a nord del viale Po!