La morte improvvisa di Paolo Garavelli, istruttore dell’Accademia Boxe Cremona: martedì, i funerali a Spinadesco
Paolo Garavelli aveva spento da alcune settimane quarantanove candeline. I suoi giorni sono stati interrotti bruscamente da un malore improvviso.
Era nato a Spinadesco il 26 agosto 1977. Era nipote di Gianfranco Moia, che è stato vicesindaco del paese, per decenni. I suoi genitori risiedevano nel rione Cavazza. Avevano dato Paolo alla luce in età abbastanza avanzata, quando, per loro, la speranza di poter concepire un bambino sembrava ormai persa e stravedevano per lui. La mamma se n’è andata, allorché Garavelli non era nemmeno ventenne, il papà poco dopo.
Paolo s’era sposato nel 2016. Lascia il figlio Pietro, di undici anni. Abitava da tempo in città e lavorava alla Casa di Cura San Camillo. Era uno stimato istruttore dell’Accademia Boxe Cremona. Su Instagram, si definiva infatti “Maestro di pugilato, padre e combattente”. In passato, era stato chiamato spesso per prestare servizio nella sicurezza, come buttafuori, nei locali ed in occasione di feste e manifestazioni: aveva però dovuto smettere, per gravi problemi di salute.
Era stato allievo di Benito Penna, il “Gigante buono”, un noto peso massimo, originario di Castelverde, scomparso nel 2022. A Spinadesco, il 14 luglio 2018, Garavelli era persino salito sul ring con il suo mentore, su invito della Polisportiva locale, con lo scopo di dimostrare che il pugilato non è violenza bruta, bensì uno sport, con regole precise.
Paolo viene ricordato come una persona brillante, estroversa, simpatica. Era sveglio, intelligente e, a scuola, non aveva mai avuto bisogno di faticare troppo sui libri. Alle elementari, era stato il pupillo della sua insegnante, Sandra Bodini in Cappellini. Da ragazzino, riscuoteva un certo successo con le coetanee: “Era bellissimo – ci racconta un’amica, in lacrime – da piccola, andavo a casa di sua nonna. Il motivo ufficiale erano i compiti da svolgere insieme, mentre la verità era che avevo una cotta per lui. L’unica consolazione è che adesso potrà riabbracciare i suoi cari”.
L’esistenza di Garavelli non è stata lineare: ha conosciuto alti, bassi e persino momenti bui e negativi, che il giovane uomo si era lasciato alle spalle. Paolo era amatissimo e rappresentava un punto di riferimento nel campo sportivo.
Sarà possibile salutare le sue spoglie mortali domenica e lunedì, dalle ore 15 alle 18, presso la camera ardente dell’Ospedale Maggiore. Il funerale sarà invece celebrato nella chiesa parrocchiale di Spinadesco, martedì, alle 10:30, con partenza dal nosocomio cittadino.
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