Una speciale Tac all'Humanitas rivela i segreti dell'Ortolano dell'Arcimboldo della Pinacoteca di Cremona
E' uno dei capolavori conservati nella Pinacoteca di Cremona e i suoi segreti potranno essere svelati grazie a una speciale Tac condotta dal team di Andrea Laghi, professore di Humanitas University e direttore del Dipartimento di Diagnostica dell'Irccs Istituto Clinico Humanitas. L'operazione è in corso su "L'Ortolano" la tavola 36x24 dipinto da Giuseppe Arcimboldo nel 1587-1590. Si tratta di una natura morta di verdure in una ciotola, reversibile in figura antropomorfa. Il Museo Civico di Cremona espone l'opera in una teca di vetro contenente uno specchio al di sotto per apprezzare la rivelazione della figura.
"Obiettivo delle indagini scientifiche - ha dichiarato Mario Marubbi, conservatore Pinacoteca Ala Ponzone - sarà determinare la procedura tecnico-esecutiva impiegata nella realizzazione dell'opera, al fine di verificare l'ipotesi che L'Ortolano costituisca la prima testa composita realizzata dall'Arcimboldo".
Gli esami permetteranno di accertare la natura e la stratificazione della tavola sia il tipo di colore e di materiali usati dal pittore ed eventuali interventi di restauro effettuati. Il pittore milanese, noto artista della corte dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, deve la sua celebrità soprattutto alle sue sorprendenti “teste composte” e alle “immagini reversibili”, di cui questa tavoletta del Museo di Cremona è una delle testimonianze più importanti. L’Ortolano raffigura una tazza colma di ortaggi di vario tipo che, ruotata di 180°, si trasforma in un bizzarro e paffuto faccione di intonazione popolana. L’opera di evidente carattere nordico mostra stretti legami col mondo dell’alchimia e della Phytognomica di Giovan Battista Della Porta, secondo cui le piante avrebbero la proprietà di curare e guarire i disturbi degli organi e delle parti del corpo che presentano le loro stesse forme o sagome.
"L'esame è una Tac a conteggio di fotoni (Photon-Counting CT), in grado di tradurre in segnale elettrico l'energia dei singoli fotoni che raggiungono il rivelatore dopo aver interagito con i tessuti: In questo caso, con gli strati pittorici e la tavola. Caratteristica del macchinario è la capacità di arrivare a una risoluzione ad altissima precisione. Questo ha consentito di acquisire immagini della stratificazione dell'opera, con spessore di un quinto di millimetro" spiega Laghi.
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