20 ottobre 2026

Cremonese: le assenze pesano, ma ora serve una reazione per scacciare un incubo che che ci schiaccia nel fondo della classifica

Il 3-1 dell'Arena Garibaldi contro il Pisa evidenzia delle crepe profonde nella stagione grigiorossa che è doveroso evidenziare. Con appena 6 punti in 7 giornate, 6 gol segnati e 10 subiti, il gruppo guidato da Pecchia si attesta su ritmi da piena zona playout: dati statistici che ribaltano le ambizioni dell'ambiente e impone una ridefinizione delle priorità stagionali.

A ben guardare, al netto delle differenti categorie e stagioni, la Cremonese e il popolo grigiorosso si trovano prigionieri di un incubo iniziato a metà del campionato scorso e tuttora irrisolto. Se fino allo scorso giugno ad incidere negativamente sono state una gestione e una risposta del gruppo senz'altro discutibili, in questo avvio di stagione — pur considerando tutte le attenuanti del caso — si evidenzia una netta assenza di reazione caratteriale, un limite che va ben oltre il piano tattico e le scelte tecniche. 

Sabato sera allo Zini arriverà la Juve Stabia vittoriosa contro il Sudtirol - fino al triplice fischio unica squadra imbattuta insieme al Palermo - che insegue i grigiorossi ad un solo punto, ma che considerando i 4 punti di penalizzazione che pesano sulla classifica delle ‘vespe’, superano ampiamente i grigiorossi in classifica

La cronaca di Pisa-Cremonese racconta di una sfida che solo nella seconda parte del primo tempo ha visto la Cremonese - al netto delle numerose assenze - di tenere testa ad un Pisa, oggettivamente più motivato, organizzato e qualitativamente strutturato. 

Colpita a freddo dopo appena tre minuti dal vantaggio di Tramoni, la squadra di Pecchia ha avuto il merito di reagire nella seconda parte del primo tempo, trovando il meritato pareggio con una splendida giocata di Berti, dopo una clamorosa traversa di Vandeputte.

L'equilibrio si è spezzato nei primi minuti della ripresa: i padroni di casa sono rientrati in campo decisi a conquistare i tre punti, mentre la Cremonese ha iniziato a sbandare. Il tentativo di mister Pecchia di porre rimedio alla situazione è stato vanificato sia dalle limitate opzioni a disposizione in panchina, sia da successive variazioni tattiche che hanno finito per complicare ulteriormente uno scenario già critico.

I gol messi a segno da Moreo e Marras nei minuti conclusivi hanno definitivamente archiviato il match, mettendo in luce un contesto decisamente complesso. 

La ricerca di una soluzione appare tutt'altro che semplice, specie in vista dei prossimi e impegnativi appuntamenti che vedranno la squadra opposta prima alla Juve Stabia e successivamente nel derby di Mantova.

Numeri da incubo: più infortuni che punti

I 6 punti in 7 gare, con una media di poco superiore ad un punto, disegnano un quadro sicuramente preoccupante. L’attacco grigiorosso con 6 reti in 7 partite, è uno dei peggiori della Serie B; poco meglio la difesa, con 10 reti al passivo, numeri che, oltre a ridimensionare enormemente il valore della squadra, obbligano squadra ed allenatore ad una reazione di orgoglio, per evitare di finire nelle sabbie mobili della bassa classifica.

Reazione doverosa, ma oggettivamente difficoltosa con un’infermeria al collasso, visto che ieri a Pontisso, Gerli, Bonazzoli, Djuric, Rocchetti e Stuckler e con l’assenza di Collocolo, che è stata giustificata come una scelta di campo.  Tali cifre inducono a interrogarsi sulle cause di questa ecatombe di infortuni — in larghissima parte di natura muscolare — maturata in appena sette turni di campionato.

Esperienza che ‘non pesa’ e scelte tecniche ‘obbligate’ 

La partita di Pisa ha mostrato chiaramente la difficoltà per un singolo e per l’intero gruppo di adattarsi a un campionato in cui la determinazione conta prima dell’apparenza e dove i trascorsi nella massima serie si riducono a semplici statistiche.

Ne è un esempio Pecchia, che ha schierato sul terreno di gioco gran parte di questo bagaglio di esperienza ottenendo però riscontri deludenti. 

Le dichiarazioni di intenti di Pecchia e Thorsby 

Nel post partita del Cetilar Arena, le dichiarazioni di mister Pecchia e di Thorsby, che hanno sottolineato quanto manchi qualcosa, che vada aldilà delle assenze e della necessità di compattarsi e reagire. 

Il norvegese richiama la squadra a compattarsi e dare qualcosa di più:“Siamo consapevoli della classifica, sappiamo di essere in una situazione difficile anche per via degli infortuni. Dobbiamo rimanere tutti dentro, il gruppo deve stare insieme anche in questi momenti. Quando le cose non vanno può esserci del nervosismo, ma è proprio in momenti del genere che bisogna restare uniti e tirare fuori ancora di più da ognuno di noi”.

Mister Pecchia ribadisce il concetto: “Oggi il clima era molto caldo, soprattutto sul finale. Con la rabbia giusta e ancora più determinazione, con la voglia di vincere la partita. Sappiamo che c’è da lavorare”. Resta da capire se alle parole seguiranno i fatti e quale sarà la risposta della squadra già a partire dalla prossima sfida. 

Servono le punte per fare punti

Il nodo più complesso da sciogliere è quello delle punte - che non sono gli ‘attaccanti’ - dove, al netto delle assenze anche a reparto completo, resta fonte di scelte discutibili in fase di mercato, che stanno presentando un conto già salatissimo.

Fuori Bonazzoli su cui pesano la quasi totalità delle potenzialità del reparto, e Stuckler che resta un giovane promettente che deve confrontarsi con un salto di categoria i cui risultati non sono per nulla scontati, restano Nasti, volenteroso ma avulso al gol, l’abulico De Luca e un Djuric obiettivamente lontano da quello che potrebbe essere anche solo un ruolo di comprimario. 

Sulle dinamiche di mercato che hanno portato a determinate scelte - per certi versi quantomeno dubbie - inutile soffermarsi, ma basta prendere atto del rendimento di giocatori come Cristian Shpendi autore di i 6 gol in 6 partite, dei 4 di Di Nardo alla Juve Stabia che segna da 4 partite consecutive o un Cheddira che sta trascinando l’Avellino in un inizio di campionato d’alta classifica. N

umeri che se mai ce ne fosse bisogno, confermano quanto sia importante avere almeno due punte che possano garantire gol e prestazioni costanti. I risultati e prestazioni della Cremonese in queste ultime due partite ne sono la conferma. 

Il campionato offre ancora margine per rimediare ad una situazione complicata che necessità di punti ancor prima che da prestazioni, che restituiscano certezze e stimoli quantomeno ad essere superiori sul campo con squadre di un altro livello di esperienza e qualità. Continuare a perdere terreno significherebbe scivolare in un incubo sportivo già vissuto con i risultati che ben conosciamo.

Daniele Gazzaniga


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti