“Calcio & Mercato” con Corrado Ferretto di Biancorossi.net. ”Stuckler? In coppia con Bonazzoli, per gli avversari sarebbero dolori: vede la porta come pochi, la sua forza è l'istinto in area"
Il nome di David Stuckler ha dominato la scena sin dalla conferenza stampa inaugurale della nuova stagione della Cremonese. Sebbene il direttore generale Armenia e il nuovo DS Botturi abbiano precisato che Stuckler è soltanto uno dei diversi talenti del settore giovanile destinati alla prima squadra, il suo profilo spicca come simbolo del rinnovamento grigiorosso. Questo grazie all'ottimo rendimento mostrato negli ultimi due anni in prestito: prima alla Giana Erminio e poi al Vicenza, dove ha messo a segno rispettivamente 16 e 15 gol stagionali.
L'ottima stagione disputata dal giovane danese, culminata con la promozione del Vicenza in Serie B, non è passata inosservata ai sostenitori grigiorossi più attenti. Il timore di molti era che la società potesse privarsene cedendolo a titolo definitivo proprio alla squadra veneta, trascinata dai suoi gol verso la categoria superiore, che lo avrebbe accolto a braccia aperte, ma fortunatamente così non sarà.
Non ci resta quindi che andare a scoprire il ‘piccolo danese’ grigiorosso attarverso le parole di Corrado Ferretto, redattore di biancorossi.net testata giornalistica online che segue le gesta del Vicenza.
Ciao Corrado, partiamo dalle ultime novità in casa Cremonese che ritroviamo anche su biancorossi.net. Oggi, in conferenza stampa, il direttore sportivo Botturi ha di fatto chiuso il discorso relativo a Stuckler: il ragazzo tornerà a Cremona. Una scelta che si inserisce in una precisa virata societaria verso la "linea verde". La proprietà sembra intenzionata a tagliare i rami secchi, soprattutto chi percepisce ingaggi pesanti e ha deluso le aspettative – penso ad esempio a Sanabria – per puntare tutto sui giovani del vivaio e su rientri importanti come quello di Gabbiani. Da voi a Vicenza come avete vissuto questa parentesi e come valuti il profilo del ragazzo?
"Ti dico la verità: qui eravamo già abbastanza rassegnati al suo addio. Non sarebbe stato logico, da parte della Cremonese, lasciarlo ancora qui, specialmente considerando il valore della categoria. Se la Cremonese punta a obiettivi alti, un anno di apprendistato in B per lui ha perfettamente senso. È un giocatore vostro ed è giusto che cresca da voi. Sul valore del giocatore ti rispondo con l'occhio di chi lo ha seguito attentamente fin dai tempi della Giana Erminio, due anni fa. Sai bene come sono i tifosi: spesso si entusiasmano solo per i grandi nomi. Se arriva un profilo alla Coda, che ha 38 anni, tutti impazziscono solo perché 'è Coda'. Di Stuckler, all'inizio, diffidavano tutti. Io ci scrissi un articolo definendolo un profilo di grande prospettiva, e il tempo mi ha dato ragione.”
Qual è stato il suo percorso di crescita durante la stagione?
“All'inizio ha faticato perché il mister vedeva più Morra o Rauti che segnava quasi sempre, quindi giocava relativamente poco. Poi, gradualmente, si è preso il suo spazio ed è diventato fondamentale, siglando gol pesantissimi. Ha ampi margini di miglioramento. Ha una dote rara: vede la porta come pochi. Inoltre, cosa che non guasta mai, è un bravissimo ragazzo, con la testa sulle spalle. Nel calcio ho visto troppi fenomeni perdersi per problemi caratteriali; lui invece ha una mentalità solida.”
Dal punto di vista prettamente tecnico, come lo descriveresti? Sappiamo che è un destro naturale.
“Sì, è un destro che sa colpire anche di sinistro. È rapido, attacca benissimo la profondità ed è un giocatore completo. Se giocasse in coppia con uno come Bonazzoli, per gli avversari sarebbero dolori. La sua vera forza è l'istinto in area di rigore: quando la palla arriva lì, lui c'è quasi sempre. Anche di testa se la cava bene, ma migliorerà ancora.”
Passiamo al Vicenza. Avete dominato e vinto il campionato di Serie C con largo anticipo, già a marzo. Adesso però vi attende la Serie B. Come si sta muovendo la società?
“Bisogna essere onesti: il campionato di Serie C appena vinto era tecnicamente modesto, per larghi tratti sembrava una Serie D. Ora in Serie B il livello cambia totalmente. C'è la necessità assoluta di rinforzare la rosa. Noi abbiamo una proprietà sana ma che storicamente non ha mai fatto spese folli, preferendo muoversi con prestiti e operazioni mirate”. “Quattro anni fa eravamo già saliti in B, ma non si è voluto strutturare una squadra capace di consolidarsi, commettendo anche errori tecnici gravi nella scelta dell'allenatore. Risultato? Siamo retrocessi subito e ci abbiamo messo quattro anni per risalire. Ora avverto lo stesso rischio: si parla tanto, ma la proprietà fatica a spendere cifre importanti nei ruoli chiave. Le punte forti si pagano. Abbiamo sondato Di Nardo, ma la richiesta di 2 milioni di euro del Pescara ha spaventato il nostro direttore sportivo, che è fuggito a gambe levate”
Il problema dei gol è cronico nel calcio: se non segni, non vinci. E i profili validi costano caro. Il Vicenza rischia di ripetere gli errori del passato sul mercato?
“Il rischio c'è. Negli ultimi otto anni a Vicenza non è mai stato acquistato un giocatore a titolo definitivo per cifre superiori ai 500-600 mila euro. E spesso i soldi spesi sono stati investiti male. Penso ai 600 mila euro per Jallow, all'operazione Proia (rivelatosi un flop), o ai 400 mila euro per Samuele Longo, un giocatore che ha girato il mondo tra Olanda e Spagna (passato pure da Cremona n.d.r.) senza mai incidere.” “Al momento il nostro mercato è bloccato: abbiamo preso Corazza dal Bologna in prestito secco e Amey, difensore centrale cresciuto proprio qui a Vicenza, ma per il resto si fanno solo nomi per il secondo portiere e a centrocampo è ancora tutto fermo. Se non anticipi le mosse, soprattutto se neopromossa, in Serie B soffri.”
Vicenza e Cremona, legate da uno storico gemellaggio, sono piazze storiche, caldissime, con tifoserie importanti che meriterebbero stabilmente la massima serie. Eppure si fatica sempre a fare il salto di qualità definitivo.
“Per quanto ci riguarda, la proprietà attuale garantisce assoluta solidità economica: non avremo mai il rischio di non iscriverci al campionato o di fallire. Manca però la passione viscerale. Il club è stato acquistato all'asta fallimentare per 1,1 milioni di euro. Dopo sei mesi, il 40% delle quote è stato rivenduto per quasi 2 milioni. È un'ottima operazione finanziaria per loro, ma il calcio è un'altra cosa”. “I soldi sono necessari ma è la competenza a fare la differenza. Però, se non altro, Arvedi vi ha portato in Serie A e ha dimostrato un legame reale con la città. La passione si vede anche da questo.”
Saluto il collega Corrado Ferretto per la disponibilità, nella certezza che ci saranno altre occasioni durante la stagione per tornare a parlare di grigiorossi e biancorossi.
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