14 giugno 2026

“Calcio & Mercato” con Giovanni Botti di modenasportiva.it: ”Su Zanimacchia il giudizio è sicuramente positivo, la società cercherà di trattenerlo. De Luca ha deluso le aspettative”

Prosegue il nostro viaggio estivo con la rubrica ‘Calcio & Mercato’. In Serie B, mentre si vanno delineando gli staff tecnici e dirigenziali, le società iniziano a concentrarsi sulla composizione delle rose e sulla gestione dei prestiti.

Proprio ieri, Botturi e Bonato — i nuovi direttori sportivi di Cremonese e Modena — hanno formalizzato la scelta degli allenatori, affidando le panchine rispettivamente a Giampaolo e Galloppa. I due tecnici saranno ora chiamati a valutare i gruppi di lavoro, prestando particolare attenzione ai calciatori di ritorno dai prestiti.

Per questo motivo ho voluto coinvolgere il collega Giovanni Botti di Modenasportiva.it e Radio cronista di Radio Gamma per le gare del Modena, per scambiare due parole sulla stagione dei grigiorossi Zanimacchia e De Luca, che hanno chiuso, almeno momentaneamente, la loro esperienza con la maglia del Modena.

Innanzitutto grazie per la disponibilità. È sempre un piacere confrontarsi tra colleghi, soprattutto in questo periodo di calciomercato in cui le notizie si rincorrono e i tifosi di tutte le squadre sono comprensibilmente un po' agitati.

Sì, confermo, anche qui da noi a Modena l'ambiente è un po' in fermento. C'è grande attesa. Dopo l'addio di Sottil, i tifosi si aspettavano forse un nome altisonante, un profilo vincente alla Stroppa, e invece la società ha virato su un esordiente come Galloppa. Di conseguenza, la piazza ha storto un po' il naso, specialmente sui social dove le reazioni sono sempre molto calde”.

Una situazione che in parte ricorda quella di Cremona. Oggi la Cremonese – sotto la guida del direttore sportivo Botturi – sta inaugurando una "linea verde". Si tratta di un programma triennale mirato a contenere i costi e a valorizzare i giovani, una strategia che mi sembra stia prendendo piede anche a Modena. Pensi che la Serie B stia cambiando pelle in questo senso?

Assolutamente sì. La Serie B sta diventando sempre di più una palestra per i giovani. Ormai il divario economico e tecnico con la Serie A è talmente ampio che, quando le squadre salgono, fanno una fatica tremenda a salvarsi rispetto a qualche anno fa. Di conseguenza, molte società preferiscono tirare i remi in barca a livello di spese folli e investire sulla valorizzazione dei ragazzi. Anche la Nazionale ormai attinge costantemente dalla cadetteria, segno che il materiale umano di qualità c'è”.

Entrando nel vivo, vorrei un tuo bilancio su due giocatori che i tifosi grigiorossi conoscono bene: Zanimacchia e De Luca. Come giudichi la loro stagione a Modena?

Su Zanimacchia il giudizio è sicuramente positivo. È arrivato all'inizio del campionato e ha disputato una stagione solida, giocando una trentina di partite. Magari non ha il gol nel sangue e in alcune occasioni ha fallito la zampata decisiva, ma è un calciatore concreto, generoso, che dà ampie garanzie. Su De Luca, invece, le aspettative sono state ampiamente deluse. Era stato acquistato a gennaio proprio per risolvere il problema dell'attacco del Modena, un reparto che faticava a fare gol (se escludiamo Diaw, che però ha segnato molti rigori). De Luca avrebbe dovuto essere l'uomo della svolta, ma ha deluso: ha segnato solo tre reti – di cui due allo Spezia e una al Pescara, contro squadre poi retrocesse – e ha giocato spesso spalle alla porta, senza mai dare l'impressione di poter essere l'attaccante risolutivo che la piazza si aspettava. Detto ciò, mentre per De Luca si prospetta una separazione, credo che per Zanimacchia la società farà di tutto per trattenerlo, a meno che il nuovo allenatore non esprima parere contrario. Sappiamo bene che nel calcio odierno i direttori sportivi propongono, ma è l'allenatore a decidere in base al proprio modulo.”

Di recente ho seguito la conferenza stampa del Modena con Rivetti e l’ex ds grigiorosso Bonato. Che tipo di presidente è Rivetti? Spesso viene dipinto come un "mangia-allenatori", un po' come Arvedi che a Cremona ne ha cambiati parecchi in vent'anni.

In realtà Rivetti ha ironizzato lui stesso su questa etichetta, dicendo che in cinque anni ha cambiato cinque allenatori. Però posso dirti che, istintivamente, lui sarebbe un presidente propenso ai progetti a lungo termine. Quando esonerò Paolo Bianco, ad esempio, fu una scelta spinta principalmente dal figlio e da Vaira, perché la squadra stava crollando verso la zona play-out, ma lui lo avrebbe trattenuto. Lo stesso accadde con Tesser l'anno precedente. L'idea di Rivetti è molto aziendale: vuole un Modena giovane, moderno, capace di esprimere un calcio offensivo e spettacolare, motivo per cui è stato scelto Galloppa (che giocherà probabilmente con il 4-2-3-1 o moduli simili). Vuole gettare basi solide per il futuro.”

Modena è una piazza, con una media di 11.000 spettatori a partita, un tifo caldissimo e una proprietà italiana solida. Eppure, sembra mancare sempre l'ultimo centesimo per fare l'euro. Secondo te, cosa manca davvero a questo club per fare il salto di qualità definitivo?

“Manca ancora un po' di esperienza calcistica specifica da parte della proprietà, che ha iniziato questa avventura proprio con il Modena e sta imparando sul campo. Rivetti ha sempre dichiarato di voler crescere un passo alla volta, applicando al calcio lo stesso modello delle sue aziende. Ma la vera conditio sine qua non per il salto di qualità, secondo il presidente, sono le infrastrutture. Per questo motivo la società ha investito pesantemente nel nuovo centro sportivo, denominato "Il Nido", che dovrebbe essere pronto tra agosto e settembre. Per Rivetti, avere una struttura di proprietà dove far crescere i giovani e far allenare la prima squadra è la base fondamentale su cui costruire una società stabilmente adatta alla massima serie, evitando l'effetto "ascensore" di salire per poi retrocedere subito.”

Una visione condivisibile. Anche Cremona ha un centro sportivo splendido e la proprietà Arvedi spende molto, ma spesso nel calcio, se non hai uomini di campo capaci a cui delegare totalmente la gestione sportiva, i soldi da soli non bastano.

“Esatto, il calcio è un'azienda molto particolare e complessa. Vedremo come si svilupperà questo nuovo corso con Galloppa e quali risposte darà il mercato, che si preannuncia molto lungo e profondo per entrambe le squadre.”

Ringrazio il collega Giovanni Botti per il tempo che ci ha dedicato e gli do appuntamento al prossimo campionato, quando grigiorossi e canarini torneranno a sfidarsi sul campo.

Daniele Gazzaniga


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