"Controcampo" con Michele Bufalino di sestaporta.news:”Sarà una gara difficile e siamo all’inizio, il lavoro di Pecchia è lontano dall’essere completato”
Il campionato di Serie B 2026/27 è pronto ad alzare il sipario sulla 7ª giornata, con la Cremonese guidata da Fabio Pecchia, che, sabato 17 ottobre a partire dalle ore 19.30, scenderà in campo all'Arena Garibaldi, per sfidare il Pisa allenato da Paolo Bianco.
Entrambe retrocesse dalla Serie A la scorsa stagione, le due compagini arrivano a questa sfida in uno stato di forma e di classifica differenti: la vittoria sul campo del Vicenza ha consentito ai nerazzurri di portarsi a 10 punti, a +4 sui grigiorossi; la Cremonese, al contrario, ha collezionato ad Arezzo il suo terzo pareggio consecutivo sotto la guida di Pecchia.
Attraverso la rubrica ‘Controcampo’ analizzeremo i temi della vigilia, il momento degli avversari e le prospettive della gara, grazie alla collaborazione del collega Michele Bufalino collega che segue le vicissitudini del Pisa dalle pagine di sestaporta.news.
Ciao Michele, in un tuo video parlavi del ritorno in Serie A con un progetto biennale per riscattare una retrocessione dovuta più all'inesperienza che ai mezzi. Vista la crescita di rendimento, ritieni questo traguardo davvero alla portata?
“Ritengo che il Pisa possa riuscire a centrare la promozione in Serie A anche in una sola stagione. Si è intervenuto pesantemente sulla rosa della squadra con tanti innesti, lasciando partire quei giocatori invece che avevano mercato, ma non più motivazioni di restare. Parallelamente è stato scelto come allenatore Paolo Bianco che ha come obiettivo iniziale quello di rimentalizzare il gruppo dal trauma della retrocessione, viste le sue esperienze a Frosinone e Monza. Io infatti l’ho soprannominato ‘il Mentalista’”.
L’ultima sessione estiva di calciomercato ha rinnovato sensibilmente il Pisa: innesti come Marras, Leone, Pittarello e Correia, affiancati a elementi d'esperienza quali Moreo, Tramoni, Canestrelli e l’ex grigiorosso Caracciolo, sembrano aver dato maggiore freschezza e fluidità al gioco della squadra. A sei giornate dall'inizio del campionato, qual è il tuo bilancio sull'operato della società?
“La società ha fatto quello che doveva fare. Dopo una stagione estremamente problematica nella quale gli innesti estivi sono stati per lo più sbagliati, i dirigenti erano intervenuti nel gennaio scorso spendendo una trentina di milioni di euro, ma poi hanno sbagliato allenatore con Hiljemark al posto di Gilardino. Lo svedese ha suonato il requiem sulla squadra bruciando anche alcuni giocatori appena arrivati come Durosinmi. Quest’anno è stata modificata completamente la strategia. Nessun nome esotico, la scelta di un tecnico per risalire e l’avere ascoltato proprio le sue direttive. Alla società non si poteva chiedere di più”
Verona, Pisa e Cremonese condividono tutte la scelta di aver cambiato guida tecnica, con i grigiorossi che sono persino arrivati al secondo avvicendamento. Considerando il valore assoluto dei profili ingaggiati e l'organico che ciascuno ha a disposizione, qual è la tua valutazione su questi allenatori e sulle rose a disposizione?
“Le rose a disposizione sono di grande qualità per tutte e tre le neoretrocesse. In pochi però considerano un fattore determinante, quello delle scorie di una stagione. I giocatori più esperti o comunque già presenti nelle stagioni scorse hanno vissuto il dramma della retrocessione. In particolare per Pisa e Cremonese le cose sono state molto difficili. Per il Pisa perché, dopo novembre, non è più stato in grado di concorrere seriamente per la salvezza, per la Cremonese invece il contraccolpo psicologico di essere risucchiati in un vortice dopo una partenza che aveva lasciato presagire ben altro epilogo. Le potenzialità della stagione si misureranno più che sulle rose in sé, sulle capacità dei tecnici di supportare psicologicamente i gruppi e, di conseguenza, dei gruppi di riemergere e diventare squadra”.
Dopo una ‘calda estate’ ed un avvio di stagione non semplice, il Pisa pare aver trovato il giusto assetto per stazionare nella parte alta della graduatoria. Lì davanti alcune squadre stanno già viaggiando a ritmi elevati, tra cui Palermo, Mantova e Modena. A tuo avviso, chi ha la continuità necessaria per restare in vetta e quali formazioni potrebbero inserirsi nella corsa alla lunga?
“Il Palermo è indubbiamente la squadra da battere. Per ciò che ha speso, perché Inzaghi è al suo secondo anno e perché ha davvero più di due giocatori per ogni ruolo tra i migliori del campionato. Il secondo posto, pur significando la promozione diretta, sarebbe già negativo, andare ai playoff un fallimento. Mi piace molto sia il Modena, sia il Mantova, in cui rivedo lo spirito di 20 anni fa, quando lottava per la A. Anche il Sud Tirol potrebbe essere una mina vagante, così come l’Avellino”.
Avendo incrociato la Cremonese anche nel corso del passato campionato, che opinione ti sei fatto sulle mosse estive dei grigiorossi? Cosa ne pensi, inoltre, della decisione iniziale di confermare Giampaolo dopo la retrocessione e del successivo cambio di rotta con l'arrivo di Pecchia?
“Non avrei mandato via Giampaolo dopo due giornate, mi è sembrato voler snaturare una decisione presa mesi prima. Di fatto è stato inutile fare il mercato con un tecnico che poi hai mandato via appena iniziato il torneo. Comunque Pecchia ha vinto una partita su quattro e stiamo parlando di un allenatore che, a sua volta, è tra i top della categoria. Questo dimostra ciò che dicevo prima, serve più pazienza per chi retrocede. Da parte del pubblico, ma in questo caso particolare anche della società. Onestamente avrei dato più tempo a Giampaolo, ora si è costretti a dare più tempo a Pecchia. La Serie B non è un campionato facile. Per nessuno. Inoltre ritengo che alcune mosse come l’acquisto di Baschirotto per 3 milioni lo scorso anno, siano figlie di spese non proprio centratissime della proprietà, che non potrà mai rivenderlo alla stessa cifra. E non tutte le scorie della Cremonese mi sembrano essere state ripulite mentalmente. Siamo all’inizio, il lavoro di Pecchia è lungi dall’essere completo”
In un tuo recente articolo su sestaporta.news hai evidenziato come il Pisa vanti attualmente il miglior rendimento tra le squadre retrocesse. Ciononostante, i nerazzurri hanno incassato due sconfitte su tre gare interne, mentre la Cremonese è ancora a secco di vittorie fuori casa. Alla luce di questi dati, che tipo di partita ti attendi sabato all'Arena e che Cremonese pensi di vedere?
“Mi aspetto una partita in cui entrambe le squadre giocheranno a viso aperto. In casa il Pisa finora ha faticato, la Cremonese invece avrà di sicuro qualche ansia in più di prestazione, perché perdere significherebbe andare potenzialmente a 13 punti di distacco dal primo posto del Palermo, se i rosanero vincessero a sua volta. E’ una gara difficile per tutte e due. Potrebbe essere una gara molto bloccata oppure una gara pazza e inaspettata”
Ringraziamo il collega Michele Bufalino e la redazione di sestaporta.news per la disponibilità. L’appuntamento per tutti i tifosi grigiorossi è fissato per sabato: la sfida tra Cremonese e Pisa rappresenta uno snodo cruciale per la squadra di Pecchia, chiamata a ottenere un risultato utile in questa trasferta e, possibilmente, a centrare il primo successo esterno in questa stagione.
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