Difesa ed attacco: la ‘doppia faccia’ della medaglia grigiorossa
Con il pareggio di sabato allo Stadio città di Arezzo, il bottino di sei punti nelle prime sei giornate dimostra come la Cremonese stia ancora scontando le scorie di un avvio di campionato non semplice.
Da un lato, il secondo clean sheet di fila rappresenta una nota lieta e attesta la compattezza del reparto difensivo; dall'altro, la manovra d'attacco appare poco incisiva e paga oltremodo le defezioni di Bonazzoli e Stuckler, anche se nei confronti di quest'ultimo è bene non gravare di eccessive responsabilità vista la giovane età.
Al rientro tra i pali con un'ottima prestazione, Fulignati ha sottolineato a fine gara l'importanza di tenersi stretto questo pareggio arrivato in un momento complesso, invitando a non drammatizzare. È un'analisi condivisibile, avvalorata dal quarto utile consecutivo e tenendo conto delle numerose assenze che affollano l'infermeria grigiorossa; ciononostante, la valutazione globale sulla prova offerta dalla squadra rimane insufficiente, o quantomeno difficile da decifrare.
Tra i segnali incoraggianti spiccano il ritorno di Barbieri sulla destra — dirottato poi tempestivamente a sinistra per sopperire alla falla aperta da Pezzella — e i rientri, seppur in condizioni imperfette, di Licina e Berti. Dietro, Bianchetti e Luperto si sono dimostrati solidi nel contenere le offensive amaranto; Baschirotto ha fatto valere l'esperienza adattandosi da terzino destro, mentre Grassi ha portato sostanza in mediana, pur mancando di spunto nella transizione rapida del gioco. Meno brillanti Elia e Thorsby, che pur mostrando una condizione fisica in evidente crescita, sono parsi a disagio e fuori posizione. Apprezzabile infine la prova di generosità di Nasti, vicino anche alla marcatura, per quanto denoti ancora la mancanza dei tempi e dei punti di riferimento tipici del centravanti di ruolo.
Un punto guadagnato, senza dubbio, ma che lascia il sapore amaro dell'occasione perduta contro un avversario capace di tentare la conclusione per 21 volte, trovando la porta in soli 2 casi. Le assenze spiegano solo parzialmente una prova al di sotto delle attese, specie se si considera che 9/11 dei giocatori in maglia grigiorossa hanno giocato in serie A. Sempre in funzione della suddetta esperienza, è ancora meno giustificabile appare la leggerezza di Pezzella, espulso per doppio giallo nel giro di appena 3 minuti, un’ingenuità che ha pesato sull’esito finale della sfida.
Prende forma la più classica delle medaglie con due facce: se da una parte la retroguardia si conferma solida e ben strutturata, dall'altra l'attacco fatica a essere incisivo e se non segni non vinci.
Per far fronte all'emergenza, mister Pecchia ha scelto di mantenere intatta l'impostazione tattica adattando i singoli, una soluzione non del tutto convincente ma figlia del momento. Il lavoro di amalgama prosegue, così come la piena fiducia nel tecnico, che nel post partita ha evidenziato la coesione e lo spirito del gruppo; tuttavia, la corsa ai vertici della classifica viaggia a ritmi serrati e non permette soste e c’è chi al bicchiere mezzo pieno, risponde con una caraffa tracimante.
Per la Cremonese la priorità assoluta sarà ora svuotare l'infermeria e recuperare gli indisponibili, ritrovare equilibrio e ridare stabilità al quadro tattico. Senza un cambio di rotta, oltre ai soliti grattacapi nelle rotazioni della formazione titolare, si solleverebbe seri interrogativi sulla gestione atletica di un gruppo che da inizio preparazione, riporta un bilancio di stop e infortuni muscolari che comincia a farsi fin troppo pesante.
L'attenzione si sposta subito al prossimo appuntamento: sabato i grigiorossi saranno attesi dalla seconda trasferta toscana consecutiva, sul campo di un Pisa in piena salute, reduce dal netto 3-0 inflitto al Vicenza e di ben altra caratura rispetto all'Arezzo, dove servirà mettere in campo spirito e compattezza, ma soprattutto cattiveria e concretezza.
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