LMC La Mezza di Cremona: il bilancio della prima edizione, con lo sguardo già rivolto alla prossima con la testimonianza di Massimo Ghezzi
Oltre 2.000 partecipanti per le tre distanze in programma — la prova regina sui 21 chilometri, la 10k Stracremona e la Family Run di 6 chilometri — e una data, quella dello scorso 20 settembre 2026, che ha segnato il ritorno della mezza maratona nel centro storico di Cremona.
La prima edizione della ‘LMC - La Mezza di Cremona’ si è chiusa con numeri importanti, in una vera e propria corsa contro il tempo.
Soltanto una visione concreta del progetto e un obiettivo comune hanno permesso a tutti coloro che si sono messi in gioco, di tagliare un traguardo ambizioso, salvaguardando la continuità di un appuntamento che, pur cambiando nome e volto, mantiene inalterato il suo spirito e da continuità alla sua storia.
Soltanto attraverso un'analisi obiettiva e un ascolto concreto di chi l'evento lo ha vissuto in prima persona - sia dai box che a stretto contatto con la pista - è possibile raccogliere quelle indicazioni indispensabili per perfezionare e far crescere ulteriormente una manifestazione che ha già saputo farsi apprezzare.
Per fare il bilancio finale e per capire in quale direzione di orienterà la prossima edizione, ho scelto di affidarmi alle parole di Massimo Ghezzi, presidente e guida di questa complessa macchina organizzativa.
Ciao Massimo, come sempre, grazie per la disponibilità. Partiamo dalla fine. C’è stato un momento in cui hai potuto dire, ‘Ok è andata’ e quale è stata la sensazione o il pensiero con cui si è chiusa questa prima edizione della LMC?
“Il momento esatto è stato quando sono salito sul palco insieme ai miei collaboratori per la classica foto finale. Lì ho tirato un vero sospiro di sollievo e, confrontandomi con loro, abbiamo realizzato che era andato tutto bene e che avevamo raggiunto il nostro obiettivo. È in quell'istante che la tensione ha lasciato spazio alla reale consapevolezza di aver fatto centro.”
Premesso che da soli non si arriva da nessuna parte e poi ci arriveremo, quello che ho potuto vedere la tua ‘posizione’ è solo formalmente cambiata, nel senso che sei a capo della ‘macchina’, ma in questi due giorni ti ho visto sempre con ‘le mani nel motore’, dal palco, alla griglia di partenza, alla movimentazione delle transenne. Come descriveresti la tua due giorni?
“Purtroppo o per fortuna, gli eventi io li vivo così, a 360 gradi. Mi piace stare in mezzo ai ragazzi e avere le mani nel motore, perché è l'unico modo che conosco per capire davvero lo stato dei lavori in tempo reale e, soprattutto, perché mi piace vedere il risultato nascere sotto i miei occhi. So che questo mio modo di fare può farmi sembrare a volte fin troppo ingombrante, ma la passione e il desiderio che tutto sia perfetto prendono sempre il sopravvento.”
Veniamo appunto alla macchina della LMC versione 2026 che è partita già da buone basi, ma che è stata rielaborata in modo importante. ‘Telemetria’ post gara alla mano, dove si dovrà intervenire prima di tutto?
“Come ho detto anche durante il nostro debriefing, la carrozzeria della macchina è perfetta e pulita, ma all'interno – trattandosi del primo evento – un po' di sporco c'è. Di conseguenza abbiamo già individuato con precisione le criticità e stiamo lavorando per perfezionarle. La struttura ha risposto benissimo, ora si tratta di pulire i dettagli interni per far girare il motore al massimo dei giri.”
Questa edizione ha visto passare dal via oltre 2’000 partecipanti, un numero per nulla scontato per una ‘prima’ edizione. Quale è stata a tuo parere la carta vincente per mantenere una base solida da dove ripartire?
“C'è un'unica parola per spiegare questo risultato: sistema. Abbiamo fatto sistema con tutti gli attori principali del territorio. Siamo partiti dall'amministrazione comunale – che ha gestito in modo impeccabile il lavoro insieme alla Polizia Locale e a tutti i reparti coinvolti – passando per gli sponsor e le società sportive. Ma, soprattutto, abbiamo sentito il calore profondo della gente, che ha apprezzato questa nuova versione della Mezza. Cremona c'è, dobbiamo solo essere noi i primi a crederci.”
Quanto è stata importante, al netto dell’impegno che può comportare, mantenere la formula delle tre manifestazioni in un unico evento?
“Oggi il mondo del running è molto espanso e allargato. Di conseguenza, le formule non competitive hanno due effetti straordinari. Il primo è quello dell'approccio: offrono una porta d'ingresso ideale per chi poi, un domani, deciderà di spostarsi sulle gare competitive. Il secondo è quello dell'inclusione: permettono a chiunque di essere lì sulla linea di partenza e di vivere le stesse identiche emozioni insieme ai top runner. È questo che trasforma una gara in una festa collettiva.”
E qui veniamo al circuito gara, cambiato in toto (ed in corsa). Sappiamo bene quanto questo non riesca ad accontentare tutti e qui avanzo una critica sulla parte che si è dipanata nel quartiere Po, che è parso più un tentativo di recuperare metri prima del rettilineo finale di Corso Vittorio Emanuele. Quale è stato il giudizio che ti è arrivato dalla pista?
“Onestamente il giudizio arrivato dalla pista è stato molto positivo. È chiaro che questo non è un percorso per velocisti puri alla caccia del record cronometrico, ma un tracciato molto tecnico. Però ha permesso di passare nel cuore pulsante di Cremona e, soprattutto, la scelta di fare la prima parte immersi nel verde del Bosco ex parmigiano per poi rientrare in città è stata apprezzatissima dai podisti. Il sentimento generale, nonostante le variazioni, è stato davvero ottimo e al percorso della pista darei un bel 8+.”
Se dovessi scegliere una ‘istantanea’ dell’evento cosa rappresenterebbe?
“È un'istantanea doppia. Da un lato vede la partenza, carica di tutta l'adrenalina e della tensione positiva che si respira prima dello start. Dall'altro, vede Piazza Stradivari completamente vestita a festa per accogliere l'arrivo dei corridori. Questo contrasto tra l'energia della partenza e la gioia dell'arrivo racchiude lo spirito profondo di tutta la manifestazione.”
Quando si parla di evento si pensa alla gara, ma in realtà ci sono due snodi importanti dove si presenta sempre qualche intoppo specialmente nel rush finale: la gestione delle iscrizioni ed il ritiro pettorali. Come è andata?
“Hai perfettamente ragione, quando si organizza un evento si tende a pensare solo alla gara, ma poi ci sono tantissimi aspetti logistici cruciali da considerare. La gestione del ritiro pettorali è stata ottimale, così come quella del deposito borse e dei ristori. Ma il vero valore aggiunto è stato l'aver creato un "evento nell'evento": il talk del sabato pomeriggio ha permesso a tutti di vivere e vedere la manifestazione non solo come una corsa, ma come una vera e propria festa per la città fin dalle ore della vigilia.
Frugando nei post social relativi all’evento ho trovato solamente feedback positivi, che se da una parte è una buona notizia, dall’altra non aiuta a migliorarsi. Allora chiedo a te, che sei stato a contatto dei podisti in questa due giorni. Ti sono arrivate critiche o suggerimenti?
“Devo essere sincero: ho ricevuto davvero solo commenti positivi. Forse la grande paura che la città aveva di non avere più la Mezza a Cremona ha spinto tutti a sostenerci, lasciandoci magari qualche chance di errore in più. Detto questo, purtroppo il critico più severo sono io. Come ho accennato prima, sappiamo bene di avere ancora tante cose da migliorare a livello interno, ma ci metteremo subito al lavoro e ce la faremo.”
Veniamo alla conferma della data della prossima edizione nell’aprile 2027 e qui vale la pena sottolineare che un cambio di data nel calendario podistico non è scontato e soprattutto è sempre legato ad un fine chiaro e preciso e soprattutto, almeno sulla carta, favorevole. Nel caso della LMC quale è stato?
“Su questo punto preferisco rispondere con un... no comment. Posso solo dire che ogni scelta è frutto di una visione a lungo termine per il bene della corsa e della città. Sveleremo i dettagli a tempo debito, ma le novità saranno importanti.”
Nel chiederti l’intervista, mi avevi raccomandato la massima 'imparzialità' nelle domande: a questo punto ricambio il favore chiedendomi che voto ti sentiresti di dare a questa edizione?
“Mi sento di dare come per il percorso un 8+. È un voto meritato per come la squadra ha saputo gestire la situazione e ridare vita a un evento così complesso in pochissimo tempo, superando le aspettative di tutti. Ma è anche un voto che lascia quel margine necessario per non sedersi e puntare al massimo per il futuro.”
Per chiudere ti chiedo di racchiudere in un pensiero, il valore espresso dal team di cui hai fatto parte e con cui hai trasformato una visione in realtà.
“Una visione senza il valore di un team rimane solo un sogno. Insieme abbiamo portato avanti una grandissima voglia di fare, dimostrando una generosità incredibile: ognuno ha messo in campo competenza e fatica senza mai risparmiarsi. Abbiamo preso un testimone che rischiava di cadere e lo abbiamo portato al traguardo insieme a tutta la città.”
Parole che delineano il bilancio di un'edizione inaugurale affrontata con spirito pragmatico e rigoroso, ma anche emotivamente coinvolgente. La capacità di fare ‘sistema’ tra amministrazione, sponsor, associazioni e partecipanti ha permesso di superare ogni ostacolo.
Con la data della seconda edizione in calendario - domenica 18 aprile 2027 - la macchina organizzativa è già in moto, la nuova sfida è già iniziata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti