Vent'anni fa, il volo della farfalla Vanessa Ferrari quando in Danimarca vinse la prima medaglia d'oro della ginnastica italiana ai mondiali femminili
Vent'anni fa, il 19 ottobre 2006, è stata la prima atleta azzurra a laurearsi campionessa mondiale di ginnastica artistica ad Aarhus in Danimarca. Bresciana di nascita, ma prestata per alcuni anni alla provincia cremonese (ha abitato a lungo a Genivolta e si è poi trasferita a Capriano al Colle) rappresenta quanto di meglio la ginnastica femminile italiana ha prodotto in tutta la sua lunga storia. Per noi cremonesi era la “Farfalla di Genivolta”. “Vany”, come da sempre la chiamano gli amici, appartiene a una famiglia di sportivi: la mamma viene dalla ginnastica, uno dei fratelli più piccoli è salito più volte sul ring con la maglietta della Boxe Brescia Mariani ed è quasi naturale che sin da bambina sia stata avviata allo sport.
E’ il 1997 l’anno in cui tutto ha inizio. Vanessa ha visto in Tv una gara di ginnastica artistica e ha deciso che quella sarà la sua vita. Determinatissima sin da bambina, quando la mamma la iscive ad un corso di danza, capisce che non è quello che vuole e allora Mamma Galia la porta a Castelleone, alla “Liberi e Forti”, ma questo non le basta ancora, gli allenamenti non sono giornalieri, il talento emerge e allora a Brescia, alla Brixia: un piccolo provino e qui capiscono immediatamente che il materiale su cui lavorare è di prima qualità.
Il problema sono i chilometri che corrono tra Genivolta e Brescia: due allenamenti giornalieri e dopo pochi mesi la necessità di trasferirsi a Brescia, a soli otto anni. Una vita tutta dedicata alla ginnastica. allenamenti al mattino e al pomeriggio e, dalle 18, una scuola privata serale. Ma bisogna arrivare al 2002, quando a 12 anni soltanto, arrivano le prime soddisfazioni: a Fermo vince il campionato Italiano Allieve ed esordisce in nazionale contro la Gran Bretagna Non ha ancora 13 anni quando vince a Montevarchi il tricolore Juniores e prova ad attaccare le senatrici della ginnastica agli Assoluti: è quinta nel concorso generale, seconda nel corpo libero e alla trave.
Ad Amsterdam ci sono i Campionati Europei Juniores: è seconda nel concorso generale, terza alla trave, mentre agli Assoluti mette in fila tutte alle parallele.
2005: Campionati del Mediterraneo ad Almeria. Sei gare e sei medaglie, cinque d’oro e una d’argento, ma fu più il rammarico per l’oro perduto che non la felicità per quelli conquistati. Ormai aveva perfetta coscienza del proprio valore e non si accontenta vapiù. A fine stagione, al Festival Olimpico della Gioventù Europea, vince la medaglia d’oro nel concorso individuale e al corpo libero, l’argento al volteggio, il bronzo alle parallele..
Il 2006 la vede al debutto nella massima categoria, al cospetto delle ginnaste in assoluto più forti del mondo. Europei e mondiali attendono lei ed una squadra rinnovata, giovanissima ed affamata e per la prima volta la ginnastica femminile italiana vola sul tetto d’Europa. Con “Vany” ci sono Lia Parolari, Federica Macri, Monica Bergamelli e Carlotta Giovannini. Superano in finale Russia e Romania, le dominatrici di sempre ed è la prima volta dell’Italia mentre Vanessa, per completare l’opera, vince l’argento al corpo libero.
Il 16 ottobre l’inizio dei mondiali ad Aarhus, in Danimarca. Selezione molto difficile, ma Vanessa ottiene la qualificazione alla finale in ben quattro attrezzi: non era mai accaduto ad una ginnasta italiana. Caricatissima anche per essere l’unica italiana in grado di eseguire lo Tsukahara avvitato “Silivas”, un elemento che poche al mondo sanno eseguire. E’ anche la prima al mondo a presentare un esercizio con cinque diagonali. Vanessa affronta tre giorni dopo la finale.
“Di quel giorno, di quella gara, mi ricordo ogni preciso momento, ogni emozione vis- suta, ogni piccolo consiglio che mi dava Enrico, ogni punteggio conquistato.”
Una gara perfetta, nonostante un piccolo neo, una caduta alla trave che le fa perdere qualche briciola di punti, ma non la demoralizza anche se prima di quell’esercizio stava al comando della classifica provvisoria ed ora insegue al secondo posto, ma sa anche che ha dalla sua l’ultimo esercizio, il corpo libero, il suo preferito.
“Nessun dorma” il motivo che l’accompagna nell’esercizio. Perfetto. E quando scende dalla materassina l’attesa del punteggio è spasmodica, ma finalmente la classifica esce sul tabellone e nel clan italiano scoppia il finimondo: è la prima medaglia italiana nella storia dei mondiali femminili.
Da allora, pur tra pesanti infortuni (tra cui la rottura del tendine d'Achille), è stato un susseguirsi di grandi risultati, tra cui il titolo di campionessa europea nel 2007 e vicecampionessa al corpo libero ai Giochi olimpici di Tokyo 2020. Vanessa ferrari è stata un condensato di forza di volontà, di voglia di vincere sempre, di tanto talento. Pochi al mondo sono gli atleti che hanno dovuto affrontare le conseguenze di infortuni gravi e che non hanno mai esitato a rimettersi in gioco con la voglia e l’umiltà di quando hanno ini- ziato da bambini
Prima atleta azzurra a laurearsi campionessa mondiale di ginnastica artistica, prestazione realizzata ad Aarhus (Danimarca) nel 2006, nello stesso anno fu insignita del collare d'oro al merito sportivo del CONI e, a inizio 2007, ricevette l'onorificenza presidenziale di cavaliere al merito della Repubblica.
Vanta nel palmarès internazionale, oltre al titolo del 2006, un argento olimpico, un argento e tre bronzi mondiali, otto medaglie ai Campionati europei tra il 2006 e il 2021 (di cui quattro ori), cinque vittorie in Coppa del Mondo tra il 2007 e il 2021 ed otto ori in due edizioni dei Giochi del Mediterraneo (che ne fanno la sportiva italiana più vincente nella storia di tale rassegna[2]).
Ha preso parte a quattro edizioni dei giochi olimpici, prima ginnasta italiana a riuscire in tale impresa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti