La Cremonese di Luzzara e Favalli è stata, prima di tutto, una lezione d'umanità
"Una squadra di provincia che sembrava uscita da un romanzo, con un presidente filosofo della terra e un direttore sportivo con l'occhio buono e il cuore grande. La Cremonese di Luzzara e Favalli è stata, prima di tutto, una lezione d'umanità.
Nel cuore della Bassa padana, quando l'umidità sale dalla terra e la nebbia avvolge il Torrazzo come un abbraccio silenzioso, c'è stato un tempo in cui il calcio si mescolava col pane, col vino e con le facce vere. Era il tempo della Cremonese di Domenico Luzzara, ma anche di un uomo che gli stava sempre accanto, più ombra che riflettore: Erminio Favalli, il direttore sportivo che sapeva riconoscere un calciatore dal modo in cui camminava, più che dai numeri".
Così hanno postato sulla pagina social "Il Nobile Calcio"...
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