Il cordoglio per la morte del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna. Giovedì i funerali
Ha suscitato profondo cordoglio, anche ben oltre i confini parmensi (terra dove viveva) la morte del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna. Un uomo semplice, un contadino come lui stesso amava definirsi, di una cordialità straordinaria, innamorato della sua terra, della sua rocca, della sua gente. Un uomo dal tratto sempre gentile, estremamente generoso e buono con tutti, dagli importanti legami cremonesi, sia per l’origine della nobile e antica Casata dei Meli di cui si è scritto qui https://cremonasera.it/cronaca/si-e-spento-il-principe-diofebo-meli-lupi-di-soragna-esponente-dei-casati-meli-di-cremona-e-lupi-di-soragna che per il suo legame di sincera amicizia col maestro Virginio Lini di San Daniele Po che lo ha raffigurato in diverse sue opere di cui si è scritto invece qui https://cremonasera.it/cronaca/cordoglio-anche-nel-cremonese-per-la-scomparsa-del-principe-diofebo-meli-lupi-di-soragna-il-suo-ritratto-nei-grandi-quadri-di-virginio-lini. Sono innumerevoli i messaggi di cordoglio che stanno giungendo. Tra questi anche quello dei Conti Angelo e Ottone Persico Licer, proprietari del Castello Mina Della Scala di Casteldidone che hanno espresso “sincero cordoglio per la scomparsa del Principe Diofebo Meli Lupi di Soragna. Con affetto e profonda stima – hanno scritto i Conti Angelo e Ottone Persico Licer - ci uniamo al dolore della famiglia nel ricordo di un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla custodia e valorizzazione del patrimonio storico e culturale che ci unisce. Un ultimo, rispettoso saluto Angelo e Ottone Persico Licer”. Con la morte del Principe Diofebo se ne va un uomo capace di custodire il passato con rispetto, ma anche di raccontarlo con un sorriso, con ironia, con quella naturale umanità che faceva sentire chiunque accolto tra le mura della sua Rocca Meli Lupi di Soragna. “Era un grande amico - dice il Conte Orazio Zanardi Landi di Veano presidente del circuito Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli - ed era cugino caro del Principe Corrado Gonzaga, venuto purtroppo a mancare alcuni anni fa: Diofebo ha attivamente partecipato alle iniziative della nostra rete turistica culturale di rocche, fortezze, manieri”. “Noi – scrive poi l’associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacemza e Pontremoli - vorremmo restituire, accanto alla figura pubblica del Principe, che stanno pubblicando i giornali, qualcosa di più prezioso: una piega del suo lato umano, fatto di passioni, sorrisi, ironia e piccole confidenze. Ti guardava negli occhi e, parlando con assoluta serietà di leggende e presenze, sorrideva: «Sono protetto da un fantasma… ma spero di non vedere Donna Cenerina, perché si manifesta quando un membro della famiglia Meli Lupi sta per venire a mancare». Aveva rispetto per le storie che abitano da secoli la sua Rocca, ma sapeva raccontarle con quella sottile ironia che gli era propria. Si commuoveva quando sentiva intonare i canti degli Alpini, in particolare La Montanara”.
Alpino lo era stato davvero e in quelle canzoni ritrovava qualcosa di sé: la vita in montagna, la nostalgia di casa, gli amici, la fatica e il ricordo delle dure esperienze della guerra. Nato a Varese nel 1941, laureato in Scienze politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Meli Lupi era stato ufficiale di complemento del VI Reggimento Alpini, conservando negli anni uno stretto legame con le penne nere. Parlava inglese, francese e tedesco. Amava le moto, le biciclette sportive, lo sci. E amava, profondamente, i suoi fedeli cani. Aveva anche il dono dell’ironia e della giocosità: in un’occasione di festa, per la gioia dei bambini, aveva indossato persino i fastosi abiti del Principe Azzurro. Appesa alla sua stanza stava la scritta “Qui dorme il Principe”, quel principe che da piccolissimo - narrava con amore per la sua infanzia - pedalava in bicicletta e correva lungo il Bocchirale. “Un’immagine che oggi ci piace ricordare – evidenzia l’associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli - perché racconta la leggerezza e la simpatia con cui stava accanto alle persone e con cui incontrava delegazioni e turisti. Sono questi i ricordi che restano: non soltanto quelli legati ai suoi tanti titoli, alla sua storia millenaria e alla sua Rocca - visitatissima e scelta spesso anche come location per matrimoni, cerimonie e convegni - ma quelli di un uomo che viveva per vivere pienamente, emozionarsi, sorridere, commuoversi e condividere le proprie passioni. Alla sorella Isabella e ai due nipoti Maria Consolata e Manfredo Radicati di Primeglio, le più sentite condoglianze da parte del Presidente dei Castelli del Ducato Conte Orazio Zanardi Landi di Veano, del direttore Maurizio Pavesi con i Soci ed i Sostenitori tutti, e da parte dello Staff Antonella Fava e Francesca Maffini”. La camera ardente del principe è allestita nella Rocca Meli Lupi oggi, mercoledì 23 settembre, dalle 15 alle 18. Questa sera, mercoledì 23, alle 20.30 sarà recitato il Rosario. Giovedì 24 la camera ardente riaprirà alle 9: poco prima delle 14 è prevista la benedizione del feretro nella Rocca, quindi alle 14.30 partirà un breve corteo funebre, seguito dalla celebrazione della Messa esequiale.
Eremita del Po
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