Il Ministero della Cultura sblocca 1,5 milioni di euro per ristrutturare il Museo "Il Mondo piccolo" dedicato a Giovannino Guareschi a Fontanelle di Roccabianca
Dopo Villa Verdi, è la volta del museo «Il Mondo piccolo» a Fontanelle di Roccabianca: il Ministero della Cultura ha sbloccato, infatti, un finanziamento di 1,5 milioni di euro per il recupero e la ristrutturazione del Museo, dedicato a Giovannino Guareschi.
L'edificio, inaugurato nel 2008 per il centenario della nascita di Guareschi e realizzato su progetto degli architetti Rossi, Bordi e Zarotti, che hanno realizzato un percorso davvero singolare e affascinante, è chiuso dal 2020 a causa di gravi cedimenti strutturali del sottosuolo. In questo agosto 2026 è arrivato il via libera definitivo con il parere favorevole del Ministero delle finanze sulla copertura finanziaria, avviando l’iter verso gli ultimi passaggi istituzionali. I lavori previsti sono: consolidamento con micropali delle fondazioni, rinforzo dei solai e delle murature lesionate. Non ultimo un auspicatissimo ampliamento. Con l’intervento si renderà agibile e aperto al pubblico anche il primo piano, raddoppiando così lo spazio espositivo e il percorso museale dedicato al papà di Peppone e don Camillo. In questo primo piano, potrebbe essere collocata anche una parte museale dedicata agli altri personaggi delle storie di «Mondo piccolo», che quest’anno compiono idealmente tutti 80 anni, da quel primo racconto pubblicato la vigilia di Natale del 1946. Perché è proprio qui, soprattutto a Fontanelle (che ricordiamo essere il paese natale di Giovannino), che incontriamo anche gli altri interpreti delle storie pepponiane e doncamilliane: esiste infatti la casa del «Brösch», ovvero Il Brusco; la catapecchia dove viveva il carrettiere «Giaròn», il cui figlio ha fatto lo stesso mestiere e viveva anch’egli a Fontanelle; c’era «Ganassa», l’oste colossale del racconto «Nel paese del melodramma», anch’egli di Fontanelle benché, invece dell’oste, facesse il «maridén», ossia lo scariolante; viveva a Fontanelle pure «Bigiulòn», fabbricante di ocarine che a Mondo piccolo diventa «Il Bigio»; poi il «Crick», pescatore in Stirone e Taro, che nell’omonimo racconto è un camionista irrimediabilmente legato al proprio automezzo di nome «Leopardo»; «Doardo Il Lungo», storico frequentatore della piazza; «Amato e la Pinto», prototipi di «Abbondanza e Carestia», lei infermiera, lui reduce ferito in un bombardamento e ricondotto a casa ogni giorno, dalla malcapitata compagna mai sposata, dopo le sbronze che rimediava all’osteria della «Bèla Rosa» che, nel racconto «Paesaggio e Figura», cambia «colore» e diventa la Celestina. Poi il campanaro Sargenti, prototipo del Maguggia di Giovannino e il farmacista «Furmiga», che si chiamerà Bognoni (foruncoli nel dialetto della Bassa) in «Don Camillo e don Chichì». Prima fra tutti, però, la «Signora maestra»: Lina Maghenzani, madre di Giovannino e storica insegnante dell’abc alle generazioni di bambini del Mondo piccolo. Sulla loro «genesi», poi, Giovannino è lapidario: «Non è che mi dia le arie del creatore: è la Bassa che li ha creati. Io mi sono limitato a prenderli sotto braccio e portarli a spasso per l’alfabeto».
E la Bassa è «Mondo piccolo» che, per tutti, rimane il luogo della memoria del cuore. Attendiamo dunque di veder riaprire anche il museo dedicato a Giovannino, il cui cantiere principale beneficerà di interventi di consolidamento delle fondazioni già eseguiti tra il 2021 e il 2023.
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