22 agosto 2026

Ed ecco gli "schiumoni" sul fiume che continua a crescere

Oltre due metri d’acqua d’acqua e la risalita continua. Il Grande fiume, dopo la magra eccezionale e storica che lo ha interessato fino a mercoledì, è salito sensibilmente passando dagli 8 metri e 30 centimetri sotto lo zero idrometrico di mercoledì ai 6 metri e 27 centimetri sotto lo zero idrometrico di oggi a metà mattina. I classici “schiumoni” bianchi, ricomparsi già da questa notte, sono l’ulteriore “indicatore” della sensibile crescita del fiume tornato a livelli finalmente accettabili che hanno portato decisamente una boccata d’ossigeno che era a dir poco attesissima. Le immagini, realizzate questa mattina tra Isola Pescaroli e Cremona “parlano” da sole e mostrano un Po non solo bello ma tornato, anche se debolmente, a “ruggire”, capace di crescer appunto anche di due metri (ed oltre) in poche ore. La crescita è destinata a continuare almeno fino a tutta domenica e questo è un dato soltanto che positivo. Che, tuttavia, non deve fare in nessun modo dimenticare quello che è successo per tutta la estate e fino a pochi giorni fa con una siccità pesantissima ed un fiume in grande sofferenza, così come tutti gli altri corsi d’acqua italiani. Di fronte al ripetersi, sempre più frequente, di queste problematiche, occorrono scelte e soluzioni, da parte di persone competenti e non “improvvisate”. Soluzioni che devono essere rapide, più che urgenti, prima che sia davvero troppo tardi. Stamattina, per la cronaca, si è rivista anche la nebbia (a causa evidentemente delle forte umidità e delle importanti precipitazioni) che, insieme al fogliame secco anche si è già accumulato lungo viali e strade (altro segno della siccità) ha donato al paesaggio un primo tocco di un autunno non lontano.

Eremita del Po

 


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commenti


daniro

22 agosto 2026 19:43

Chi era tra venerdì e sabato sul Po per gestire la risalita del livello e mettere in sicurezza zattere imbarcazioni non ha potuto non notare, a parte gli schiumoni, cosa scendeva sull'acqua: nelle acque rese torbide e melmose c'era di tutto, rami, tronchi di 10 metri, alberi interi, e tanta, tanta plastica e immondizia varia. Un'immagine desolante che sminuiva la lieta notizia dell'acqua che risaliva. Sulle montagne era infatti successo di tutto, frane, alluvioni e devastazione tutti eventi estremi conseguenti ai cambiamenti climatici, gli stessi responsabili della siccità del Po. Ma fare due più due per i nostri politici non è semplice e visto che la siccità è superata, avanti tutta senza cambiare una virgola di questo insostenibile sistema economico.