Il primo sciacallo dorato accertato nel Parco Regionale Oglio Sud
Il primo sciacallo dorato al confine tra mantovano e cremonese è stato ufficialmente accertato. E’ accaduto il 18 febbraio scorso, alle ore 12, all’interno dei confini del Parco Regionale Oglio Sud. Un dato di rilievo naturalistico che segna un nuovo capitolo nell’espansione della specie in Italia settentrionale.
“L’osservazione è emersa nell’ambito del progetto di studio e monitoraggio della teriofauna condotto nel territorio del Parco dal naturalista e tecnico faunistico Davide Meggiorini” spiega una nota del Parco Oglio Sud.
“Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è un canide eurasiatico che in Italia non era presente fino alla fine del Novecento:la prima comparsa documentata risale al 1984 in Veneto. Per oltre trent’anni la specie è rimasta concentrata nell’estremo Nord-Est, tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, con presenze sporadiche nelle pianure e lungo i corsi d’acqua durante le fasi di dispersione. Negli ultimi anni, però, ha mostrato una significativa espansione verso Sud-Ovest, superando il Po e colonizzando aree di pianura anche fortemente antropizzate. Alcune evidenze preliminari indicano che la spinta verso l’Italia centrale potrebbe essere stata accelerata dall’incontro con elevate densità di lupo.
Specie di medie dimensioni e dotata di grande plasticità ecologica, lo sciacallo dorato frequenta ambienti di pianura e bassa collina, in particolare mosaici agro-naturali, aree golenali, fasce ripariali e boschi planiziali, dimostrando al contempo capacità di adattamento a contesti periurbani. Opportunista nella dieta, si nutre di piccoli e medi mammiferi, invertebrati, frutta, carcasse e risorse di origine antropica, svolgendo anche un ruolo di “spazzino” naturale e contribuendo al controllo di alcune popolazioni di micromammiferi. L’organizzazione sociale si basa generalmente su piccoli gruppi familiari” continua la nota.
“La specie è inserita nell’Allegato V della Direttiva Habitat (92/43/CEE) ed è particolarmente protetta in Italia ai sensi della legge 157/1992. Le segnalazioni degli ultimi anni confermano una diffusione sempre più ampia nel Nord Italia,rendendo necessario un monitoraggio coordinato. Per il Parco Oglio Sud l’accertamento assume un significato ecologico importante: il fiume e le sue aree golenali rappresentano infatti un corridoio naturale lungo l’asse padano, favorendo la dispersione della fauna. Al momento non è possibile stabilire se si tratti di un individuo in transito o dell’avvio di una presenza più strutturata. L’evento non comporta automaticamente criticità gestionali, ma richiede un approccio scientifico prudente, basato su monitoraggi sistematici e raccolta di dati oggettivi per valutarne l’evoluzione nel medio periodo” concludono dal Parco Oglio Sud.
Lo sciacallo dorato appare come un forte predatore della nutria ma dalle diverse tracce lasciate, si deduce che possa predarsi anche di esemplari di notevoli dimensioni, come la volpe. Viene considerato non è pericoloso per l’uomo, dal quale mantiene una debita distanza. É comunque consigliato, come per tutti gli animali selvatici, di non fornire cibo e di non manifestare atteggiamenti confidenti.(da www.mantovauno.it)
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