"Controcampo" con Antonio Parrotto di sassuolonews.net: "Per entrambe le squadre sarà una sfida fondamentale per scacciare via i brutti pensieri e rilanciare le proprie ambizioni"
Domani, domenica 25 gennaio, alle ore 12:30, la cornice del Mapei Stadium ospiterà un incrocio delicatissimo per la zona salvezza. Nella partita valida per la 22ª giornata del campionato di Serie A 2025/26, l'US Cremonese fa visita a un Sassuolo in crisi d'identità. Entrambe le formazioni, appaiate a quota 23 punti, cercano disperatamente una scintilla per interrompere un digiuno di vittorie che dura ormai da oltre un mese. Per analizzare il momento dei neroverdi guidati da Fabio Grosso, abbiamo interpellato Antonio Parrotto, firma di riferimento e direttore di Sassuolonews.net.
Antonio, partiamo da una tua recente analisi: 'Crisi di gol e di vittorie, con la Cremonese per rinascere'. Qual è il peso specifico di questo match e con quale spirito il Sassuolo si presenta all'appuntamento?
“Sassuolo-Cremonese è una sfida di vitale importanza per entrambe le squadre, visti i recenti risultati. Io penso che il pensiero sia comune, da ambo i lati: dobbiamo vincere, è la gara giusta per il rilancio. Il Sassuolo non vince dal 6 dicembre, la Cremonese dal 7. I neroverdi hanno perso le ultime 3 gare con Juventus, Roma e Napoli incassando 6 gol e segnandone 0, e hanno visto ridursi il margine di sicurezza rispetto alla terzultima e di conseguenza la gara di domenica è fondamentale per scacciare via i brutti pensieri e per rilanciare le proprie ambizioni”.
Dopo dieci turni di stop forzato, sembra finalmente giunto il momento del rientro di Domenico Berardi. Quanto ha condizionato il rendimento offensivo di Grosso l’assenza prolungata del suo uomo simbolo?
“Tantissimo. Senza di lui la media punti si è abbassata, la squadra fa fatica a segnare. Non ne avremo mai la controprova ma credo che con Berardi in campo il Sassuolo avrebbe fatto qualche punticino in più. Quest'anno i neroverdi sono stati molto sfortunati, perché non solo hanno perso Berardi, ma hanno perso anche il loro sostituto naturale, Cristian Volpato, e Grosso ha dovuto adattare dei giocatori nel tridente offensivo, non sempre riuscendo a trovare le soluzioni giuste e per questo il suo rientro, che dovrebbe avvenire proprio in occasione della sfida di domenica con la Cremo diventa importantissimo per il Sassuolo”.
Sia Sassuolo che Cremonese non centrano i tre punti da inizio dicembre. Tra l’astinenza di Pinamonti e l'involuzione di Laurienté, quali sono le ragioni tattiche o psicologiche dietro questa sterilità sotto porta?
“Un momento di involuzione in una stagione così lunga e tortuosa ci può stare, curioso il fatto che nell'ultimo mese e mezzo siano state proprio le tre neopromosse Sassuolo, Cremonese e Pisa a fare meno punti di tutti e ad avere delle performance negative rispetto al passato. Io credo che il calo di rendimento dei neroverdi sia dovuto a un po' di fattori: gli infortuni che hanno costretto Grosso a far giocare sempre gli stessi e ad avere meno alternative, il calendario che non ha certo aiutato con sfide contro Milan, Bologna, Juventus, Napoli e Roma nelle ultime 7, lo scarso rendimento di Pinamonti (che non segna da 9 gare) e dell'attacco in generale, il calo di alcuni singoli che non sono riusciti a esaltarsi e far esaltare il collettivo”.
Il mercato invernale è nel vivo. Quali sono le priorità della dirigenza emiliana per puntellare una rosa che ha mostrato lacune evidenti in alcuni reparti?
“È un mercato difficile quello di gennaio perché bisogna essere bravi a cogliere le occasioni e a non farsi rifilare i pacchi. Il Sassuolo ha bisogno di rinforzare la rosa soprattutto in difesa perché c'è una doppia lacuna sulle fasce da colmare (servono due terzini, uno a destra e uno a sinistra) e con l'infortunio di Candé potrebbe servire anche un altro centrale. E poi serve un attaccante di riserva che sia in grado di far rifiatare Pinamonti e che, vista la partenza di Cheddira, sia in grado di offrire nuove soluzioni a Grosso”.
Volgendo lo sguardo ai grigiorossi, come valuti il percorso della squadra di Nicola e come spieghi questo recente rallentamento?
“Io forse sono stato uno dei pochi a inizio anno a non inserire la Cremonese fra le papabili tre retrocesse perché secondo me la società prendendo Nicola, con un mercato oculato e mirato frutto anche degli insegnamenti del passato, aveva allestito una buona squadra con giocatori di categoria abituati alla lotta salvezza e resto della mia opinione. Credo che il cammino sia in linea con un andamento salvezza e che un calo durante l'arco di una stagione sia fisiologico. Possono capitare degli up&down durante i 9 mesi, dei momenti in cui si fa fatica a segnare e bisogna essere bravi a tenere la barra dritta, a mettere quanto più fieno in cascina, e poi a ripartire”.
Veniamo al campo: dopo il pareggio contratto tra Cremonese e Verona, che tipo di confronto tattico ti aspetti domenica a Reggio Emilia, considerando la posta in palio altissima?
“Il Verona è ultimo però secondo me resta una squadra difficile e ostica da affrontare. In questo momento magari la Cremonese ha meno certezze rispetto a un mese e mezzo fa e quindi ne è uscita fuori una gara non particolarmente spettacolare e sbarazzina dei grigiorossi. Quella di domenica tra Sassuolo e Cremonese potrebbe essere una sfida simile, dove a prevalere potrebbe essere la paura perché conta vincere ma conta soprattutto non perdere, visto il momento non particolarmente positivo vissuto dalle due squadre e per questo potremmo assistere a una sfida tesa, nervosa, sporca e poco spettacolare”.
Chiudiamo con una riflessione sul sistema calcio italiano: tra polemiche arbitrali, dominio dei procuratori e una qualità media che sembra calare costantemente, questa Serie A riesce ancora ad appassionarti?
“Il problema principale è la mancanza di denaro, il gap che si è creato con le altre super-potenze europee. I giocatori forti vanno in Premier League oppure accettano le offerte milionarie dei campionati arabi e poi tradizionalmente siamo un Paese per vecchi che considera ancora un classe '99-2000 un giovane e invece non ci rendiamo conto che un '99 compirà 27 anni e i giovani dovrebbero essere altri. Rispetto a 20-25 anni fa è tutto cambiato, la Serie A ha perso appeal e ci sono sicuramente tanti aspetti da migliorare e alcuni li hai elencati tu ma tra questi non ci metto il campionato spezzatino, io ad esempio vado controcorrente e sono un fan del campionato spezzatino perché da grande divoratore di partite quale sono, in questo modo riesco a vedere un sacco di partire durante il weekend e non solo. Il campionato si è livellato verso il basso però non è tutto da buttare, resta comunque un campionato affascinante e che tra tante note negative racconta comunque le sue belle storie, Sassuolo e Cremonese per me ne sono due esempi”.
Ringraziamo Antonio Parrotto e la redazione di Sassuolonews.net per la disponibilità e la preziosa analisi tecnica fornita in vista del match di Domani tra i neroverdi ed i grigiorossi.
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