"Controcampo" con Gianni Balzarini: "Un calo era prevedibile. La Cremo deve resettare in vista della sfida con il Verona"
Il posticipo dello Stadium tra Juventus e Cremonese ha lasciato in dote ai grigiorossi un pesante 5-0 e qualche riflessione da fare, in vista della sfida di lunedì prossimo contro il Verona allo Zini. ‘Controcampo' questa volta non andrà ad analizzare il pre-partita come solitamente accade ma, approfittando di un'ospite d'eccezione che ringrazio personalmente e a nome dei lettori di Cremona Sera, andremo ad confrontarci sulla sconfitta dei grigiorossi contro la Juve e, soprattutto, il momento di ‘difficoltà’ che sta vivendo la compagine allenata da Nicola.
A farlo con me sarà Gianni Balzarini, giornalista di Mediaset e volto noto sopratutto ai tifosi bianconeri, ma con il cuore profondamente legato alle sue radici cremonesi, tanto che anche lo scorso giugno era presente nelle vesti di ‘presentatore’ allo Zini in occasione della festa della promozione in Serie A. Inviato sportivo di Mediaset, giornalista e opinionista televisivo, nato a Cremona cresciuto nel quartiere Po, nella parrocchia di Cristo Re, la stessa di Luca Vialli, con cui ha stretto un'amicizia profonda dai suoi inizi alla Cremonese fino a quando si sono ritrovati alla Juventus: Luca come calciatore di fama a caccia di trofei e Gianni che, giornalista ormai affermato a livello nazionale, ne raccontava le gesta. Entrambi legati professionalmente ai colori bianconeri, ma con le radici ben piantate all'ombra del Torrazzo di Cremona. Non è solo un giornalista di assoluto spessore, ma soprattutto un appassionato tifoso grigiorosso. Il suo legame con la società ed i suoi tifosi, è testimoniato dalle numerose partecipazioni a eventi ufficiali della Cremonese. Lo ricordiamo protagonista nell’estate 2016, sul palco di piazza Marconi per la presentazione della squadra; più recentemente, nel giugno 2023, ha presenziato alla cerimonia per il murale dedicato a Gianluca Vialli presso l’oratorio di Cristo Re e, lo scorso giugno, quando ha animato la festa promozione allo stadio Zini.
Esiste però un’occasione speciale, che ho avuto il privilegio di documentare personalmente: la sera del 24 giugno 2003. In occasione della storica Festa del Centenario della Cremonese, Balzarini condusse la serata insieme al compianto Michelangelo Gazzoni e a Eliana Jotta. Fu proprio il giornalista cremonese a consegnare il premio di "allenatore grigiorosso del secolo" a Gigi Simoni, sotto lo sguardo piuttosto contrariato, di un altro gigante della nostra storia come Emiliano Mondonico. Iconico il siparietto che potrete trovare con i due allenatori e Balzarini al minuto 21 del video linkato in questo pezzo (link).
Ciao Gianni e grazie per la disponibilità, che non è mai scontata, soprattutto dopo un lunedì di grande sofferenza ed un martedì che segue a ruota.
"Eh, molto. Questa era la mia partita, per ovvi motivi, per questo dico che se la Juve doveva pareggiare una partita avrei preferito pareggiasse quella di ieri sera e desse cinque gol al Lecce, però è andata così, purtroppo".
Gianni, partiamo dalla partita dello Stadium. Il punteggio finale è stato pesante e forse inaspettato nelle proporzioni. Ti ha sorpreso?
"Francamente sì, sono rimasto sorpreso, perché sono d'accordo con Nicola quando dice che nei primi 20 minuti la Cremo è rimasta in partita nonostante avesse già subito almeno un gol. Mi era sembrata una squadra viva che, tra l'altro, avrebbe potuto anche riaprirla in occasione dell'azione del rigore. Se Johnsen fosse stato più pronto probabilmente poteva tirare subito e non succedeva poi tutto quel casino che è successo sul rigore dato e poi revocato. Poi è chiaro che quando vai a prendere due gol in pochi minuti è normale andare un po' in confusione, però non pensavo potesse assumere queste proporzioni. Anche perché la Juve non segnava cinque gol dal 2018, un 7-0 contro il Sassuolo, quindi è stata una sorpresa".
Nell’ultimo mese la Cremonese ha guadagnato solo 2 punti in 6 partite, un periodo in cui le cose non sembrano andare tutte per il verso giusto.
"Sì, è evidente che la Cremonese stia attraversando una fase di regressione rispetto a quello che ci aveva abituato fino a un mese e mezzo fa, sia sul piano del gioco che della capacità di creare occasioni. Dopo un inizio così importante, un calo era da mettere in preventivo, per questo bisogna rimboccarsi le maniche perché la strada è ancora lunga e difficile. Nicola ha indicato la quota attorno ai 40 punti e sono d'accordo con lui, anche perché la Fiorentina non c'entra nulla con quella zona e le altre, come il Genoa, stanno iniziando a correre".
Proprio a Firenze, contro una squadra con l’acqua alla gola, la Cremo non ha brillato, e il pareggio contro il Cagliari grida ancora vendetta.
"Esatto, e come si è preso il gol a Firenze. Lì bastava un pochino di attenzione, Folino che guarda il giocatore e non guarda la palla sul traversone. È vero che, diciamocela tutta, pareggiare a Firenze sarebbe stato un lusso per quanto visto in campo, ma è altrettanto vero che è un peccato cedere su un dettaglio, una disattenzione proprio allo scadere. La squadra si era ripresa poi col Cagliari, dove ti misuravi con una squadra abituata a stare in Serie A con delle buonissime individualità che ha trovato il gol con questo ragazzino del 2-2, un gol straordinario, a cui si aggiunge l'errore di Vandeputte nel finale: colpirne di esterno da quella posizione vuol dire non prendere la porta. Sarebbe bastato colpirlo anche di punta, non necessariamente di interno, e adesso staremmo parlando di altre cose. Poi sono d'accordo ancora una volta con Nicola: sono tutti step di crescita. È chiaro che però continui ad immagazzinare lezioni, a questo punto poi le devi tradurre sul campo".
Il mercato invernale sta entrando nel vivo, pensi che la rosa di calciatori della Cremonese abbia bisogno di qualche innesto?
"Ho visto in calo Bondo, lo reputo un buon giocatore tecnico, ma l'ho visto in difficoltà nelle ultime gare. Forse servirebbe un innesto, ma credo che la Cremo abbia già in sé i mezzi per riprendersi. Se Sarmiento dovesse partire, a mio parere andrebbe rimpiazzato con un profilo meno spettacolare e più pratico. Poi c'è l'incognita Moumbagna: la speranza è che ritrovi forma fisica per aggiungersi a Vardy e Bonazzoli, che le stanno giocando tutte. C'è potenziale in questa rosa, ma bisogna esprimerlo con costanza e in Serie A non è facile".
Davide Nicola si è confermato, almeno fino a ora, la scelta decisiva per l’obiettivo che ha nel mirino la società grigiorossa, eppure qualcuno storce il naso sulla gestione di alcuni giocatori che trovano poco spazio. Che idea ti sei fatto in merito?
"Nicola è una garanzia, uno dei migliori allenatori in circolazione per questo tipo di obiettivi. Detto questo, la situazione del ‘Mudò’ Vazquez è strana: non gode delle preferenze del tecnico e ci sarà un motivo tattico, dato che tecnicamente non si discute. Se Nicola fa queste scelte, o ne farà in ottica mercato, bisogna avere fiducia nel suo operato".
E poi c’è Vardy.
"Un patrimonio fantastico: Vardy è un quarantenne che ha la vitalità di un venticinquenne, è un campione che non ha mai giocato in squadre dove avrebbe potuto esprimersi ancora meglio. Vardy è Leicester e il Leicester è Vardy, ma io penso che avrebbe potuto tranquillamente giocare al Chelsea, Arsenal, Manchester United. I campioni veri sono questi, sono umili dentro e fuori dal campo, sanno calarsi in realtà diverse per aiutare i compagni. Un motivo di vanto e orgoglio per la Cremonese e Cremona, come Luca Vialli. Detto questo, anche lui però secondo me ha un pochino bisogno di rifiatare, perché ha la sua età, sta giocando praticamente tutte le partite ed è fisiologico e normale che a 40 anni non si possa pretendere e ottenere la stessa freschezza, la stessa vitalità in così tante gare di fila, quindi sul mercato andrebbe cercato un giocatore in grado di farlo rifiatare ogni tanto e che possa essere a sua volta affidabile".
Guardiamo avanti: lunedì allo Zini arriva il Verona, uno scontro diretto non decisivo, ma fondamentale. Quanto potrebbe pesare sull’aspetto mentale la sconfitta di Torino?
"Questo è il pericolo maggiore: lo sgretolamento delle certezze costruite finora. Ma sempre per quanto detto prima sulla squadra e su Davide Nicola sono fiducioso. Nicola saprà fare dimenticare in fretta Torino, considerandolo quasi un fatto normale contro una Juve in crescita. Adesso arriva il Verona, che ha l'arma della disperazione: se perde fa un passo indietro notevole, se vince si rimette in carreggiata proprio ai danni di una diretta concorrente. La Cremo deve resettare tutto perché questa è la sua partita, quella con la Juve non lo era".
Chiudiamo la chiacchierata facendo un passo indietro nel tempo, fino alle tue origini, Cremona.
"A Cremona ho le mie radici, quelle della mia famiglia, la mia infanzia è Gianluca Vialli, è Don Angelo, è l'oratorio di Cristo Re, è tutto. I miei migliori amici sono a Cremona e quando ci torno, anche dopo molto tempo, è come se non me ne fossi mai andato. Ho trasmesso la passione per la Cremo a mio figlio, che è nato a Milano e che della Cremonese non sapeva praticamente nulla. L'ho portato in curva allo Zini quando aveva 5 anni e se ne è innamorato anche lui. Quindi il grigio e il rosso per me sono la mia terra, sono il mio sangue, la Cremo è la Cremo. Per capire, sposo un po' la definizione di Tognazzi quando diceva che il Milan era sua moglie e la Cremonese l'amante. Per me è lo stesso, ma non per il Milan ovviamente".
A proposito, la Juve gioca sabato a Cagliari e la Cremo lunedì allo Zini... “Ed io spero di riuscire a venire allo Zini”.
Ringrazio Gianni per la disponibilità e per la chiacchierata dopo la quale, mi sento di dire, ho avuto la fortuna di conoscere un grande professionista, ma soprattutto una persona che, come me, va fiera delle sue origini e dei colori che le rappresentano: il grigio e il rosso.
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