Controcampo con Lorenzo De Angelis di Milannews.it:"Allo Zini mi aspetto un Milan a 'corto muso' contro una Cremonese che ha bisogno di punti"
Lo scorso agosto, alla vigilia dell’esordio in campionato della Cremonese targata Nicola, nel primo “Controcampo” della stagione scrivevo: “La storia dice che la Cremonese a San Siro non ha mai vinto, con 7 sconfitte e un solo pareggio, ma nelle prime gare di campionato il valore delle squadre spesso viene alterato e livellato dal periodo, regalando sorprese”.
E così fu. Una splendida rovesciata di Bonazzoli e un gol di testa da centravanti di razza di Baschirotto regalarono ai grigiorossi una vittoria storica nella Scala del calcio italiano, aprendo una prima fase di stagione entusiasmante: 9 risultati utili e 14 punti nelle prime 10 giornate.
A distanza di sei mesi e 25 turni di campionato, lo scenario è diametralmente opposto. La sfida di domenica allo Zini arriva in un momento di profonda difficoltà per la Cremonese, irriconoscibile e in piena crisi: appena 2 punti nel girone di ritorno e una classifica che la vede risucchiata in zona retrocessione.
Ironia della sorte, i rossoneri arrivano a Cremona dopo la seconda sconfitta in campionato, maturata ancora a San Siro, contro un’altra squadra in lotta per la salvezza, il Parma. Un ko che interrompe una serie di 24 risultati utili consecutivi e che lascia il Milan al secondo posto, a dieci punti dai cugini interisti.
Per inquadrare al meglio la sfida, ho bussato nuovamente alla porta del collega Lorenzo De Angelis, redattore di milannews.it, per analizzare il cammino delle due squadre.
Ciao Lorenzo, grazie per la disponibilità. Dopo la sconfitta dello scorso 23 agosto ti saresti aspettato, a fine febbraio, di ritrovare Milan e Cremonese in questa situazione di classifica?
“Sì, in qualche modo mi aspettavo di trovare le due squadre in questa situazione. Certo, dopo l’avvio più che convincente della Cremonese pensavo che la formazione di Nicola potesse raggiungere la salvezza in maniera molto più agevole. È però da diverse partite che non si esprime al massimo. Non a caso domenica non dico che sarà decisiva per la panchina di Nicola, ma quasi. Ad oggi, 26 febbraio, entrambe le squadre sono ancora in lotta per i loro obiettivi. Le stagioni sono fatte di momenti, di alti e bassi, sostanzialmente stanno rispecchiando le aspettative di inizio campionato, con una Cremonese che deve riprendere il suo percorso verso il suo obiettivo”.
Il Milan è incappato nella seconda sconfitta interna contro una squadra impegnata nella lotta salvezza. I numeri sembrano dire che i rossoneri soffrano più queste gare che gli scontri diretti con le big. È una lettura che condividi?
“Il Milan contro le squadre della parte destra della classifica soffre decisamente di più e lo dicono i risultati: sono stati persi 16 punti sui 27 disponibili contro le squadre che oggi lottano per la salvezza. Nei big match il gioco del Milan di Allegri lascia sfogare l’avversario, anche a costo di subire, per poi uscire nella ripresa. Contro le piccole questo non riesce, perché dovresti prendere tu in mano le redini della partita e indirizzarla. La squadra di Allegri non è ancora abituata a gestire e dominare dal primo minuto. La sconfitta contro il Parma è emblematica: nonostante una buona produzione offensiva, non è riuscita a portare a casa tre punti che avrebbero alimentato il sogno scudetto”.
Nonostante assenze e qualche limite strutturale in attacco, il Milan è secondo. Come giudichi la stagione dei rossoneri e il lavoro di Allegri, anche alla luce delle critiche ricevute?
“Non capisco chi critica Allegri. L’obiettivo principale era ridare dignità a una squadra e a un ambiente che l’anno scorso l’avevano persa. Riportare serietà all’interno del Milan è fondamentale quanto centrare la Champions League, e lo sta facendo nel migliore dei modi. Non è una squadra da “calcio champagne”, ma nel calcio contano i risultati e, ad oggi, danno ragione a Massimiliano Allegri. Il Milan è pienamente dentro il proprio obiettivo e solo a fine stagione si tireranno le somme”.
Spostiamoci sulla Cremonese. Dopo l’exploit di San Siro e la serie positiva che l’aveva portata a metà classifica, ti aspettavi un crollo così marcato?
“Non mi aspettavo una dèbacle del genere, ma parliamo di una neopromossa con un ottimo allenatore e di un mercato importante a gennaio. Il calcio è fatto di momenti e può capitare di attraversare un periodo negativo. Mi ricorda un po’ il Benevento di Inzaghi, partito benissimo e poi crollato nel girone di ritorno fino alla retrocessione. Mi auguro non sia il caso della Cremonese, ma resta una squadra partita per salvarsi e che per un periodo ha dato l’impressione di poterlo fare anche con facilità”.
Dopo Pisa, Verona e Torino, anche altre società hanno cambiato guida tecnica. A Cremona Nicola è molto criticato, ma la società lo conferma. Che idea ti sei fatto?
“Mettere in discussione Nicola, alla luce degli ultimi risultati, può sembrare inevitabile, ma nel contesto di Cremona sta facendo un ottimo lavoro. Cambiarlo ora avrebbe poco senso: lo sostituiresti con un allenatore come Giampaolo, che ha salvato il Lecce l’anno scorso ma che nelle ultime esperienze non ha fatto benissimo. Tra le squadre coinvolte nella lotta salvezza, Fiorentina a parte, penso che la Cremonese sia la più attrezzata”.
Dal mercato sono arrivati Maleh, Thorsby, Djuric e Luperto, profili esperti. L’attacco però fatica e Vardy sembra in flessione. La salvezza è ancora alla portata?
“È stato fatto un mercato mirato con giocatori che conoscono la categoria. È venuto un po’ meno l’apporto di Jamie Vardy: ci si aspettava qualcosa in più dall’inglese. Ha iniziato bene il campionato, ma forse sta pagando l’età e un momento di flessione. Resto convinto che la Cremonese possa salvarsi: molto dipenderà dalla reazione nelle prossime partite fino alla fine di marzo”.
In chiusura: che partita ti aspetti domenica allo Zini?
“Per il Milan mi aspetto una gara complicata. Se allo Zini non vince da trent’anni un motivo ci sarà. La Cremonese ha bisogno di punti e farlo davanti al proprio pubblico sarà fondamentale. L’andata e la gara contro il Parma insegnano che il Milan dovrà essere paziente, evitare di innervosirsi e di essere frenetico. Dovrà colpire al momento giusto, nel classico stile “a corto muso” di Allegri, per portare a casa tre punti vitali”.
Ringrazio Lorenzo De Angelis per l’analisi puntuale e per la disponibilità. Per la Cremonese sarà una partita spartiacque. Serviranno carattere, intensità, equilibrio e soprattutto lucidità nella gestione dei momenti della gara. Contro i ‘diavoli rossoneri’ non basterà l’orgoglio: occorrerà compattezza tra i reparti, attenzione nelle transizioni e maggiore concretezza sotto porta. I punti in palio pesano come macigni. Per riprendere il cammino verso la salvezza, la squadra di Nicola dovrà ritrovare quello spirito e quella fame che, all’andata, le permisero di riscrivere la storia battendo propio il Milan a San Siro.
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