Giovanni Stroppa concede il Bis: il tecnico di Mulazzano centra la seconda promozione consecutiva al Picco contro lo Spezia
La penultima giornata del campionato di Serie B 2025/26 è stata il manifesto definitivo di una categoria tanto difficile quanto avvincente e affascinante.
È un calcio che batte a un ritmo diverso da quello di una Serie A tutta luci e lustrini, funestata da troppe ombre mediatiche confezionate su misura e a beneficio esclusivo di protagonisti che in Europa — e non solo — vengono poi sistematicamente ridimensionati.
In B la musica è diversa. A sottolineare la ferocia e il fascino di questa categoria, gli ultimi dieci minuti dell’ultima giornata che mi sono ritrovato a seguire hanno rappresentato un concentrato di pura follia ed estasi agonistica, come in questo campionato di Serie A non mi è mai accaduto.
Un palpitare, disperare ed esultare di migliaia di tifosi di maglie e colori diversi, che si sono visti rimescolare le carte proprio quando i giochi sembravano ormai fatti.
L’altalena del Picco incorona ancora Stroppa
La trama di questo finale di stagione sembra scritta da un regista d’altri tempi: i riflettori sono su Spezia-Venezia, una partita sulla carta decisiva per entrambe. Allo stadio Picco, e manco a dirlo, sulle rispettive panchine siedono D’Angelo — tornato da qualche partita dopo l’esonero — e Stroppa.
Due tecnici, due amici, due destini incrociati. D’Angelo contro Stroppa ha perso ben due finali playoff per la Serie A; Stroppa, con quella di oggi, ne ha centrate quattro, le ultime due consecutive, con Cremonese e Venezia.
Stroppa è un vincente, e lo ha ampiamente dimostrato: tre stagioni di vertice, una finale playoff alla guida della Cremonese — persa proprio contro il Venezia — e due promozioni dirette.
Al Picco è andato in scena un copione da cardiopalma e Stroppa, come lo scorso giugno, ha rischiato l’infarto prima di liberare la propria gioia sotto il settore ospiti gremito dai tifosi lagunari al seguito.
Folle, se si pensa che a un quarto d’ora dalla fine, con un doppio vantaggio — e un rigore fallito nel primo tempo — il Venezia vedeva il traguardo avvicinarsi. Ma in Serie B, a differenza della massima serie, non ci sono megafoni né riflettori: bisogna guardarsi sempre le spalle, l’avversario non demorde mai.
Stimoli, orgoglio e attaccamento alla maglia riescono a fare la differenza più di quanto accada altrove. Retrocedere dalla A alla B non è percepita come un’umiliazione — per certi versi può essere persino una liberazione — ma vai a dirlo alle squadre e ai tifosi che rischiano di sprofondare nell’inferno della Serie C: lì non c’è spazio per prime donne né per nomi in vetrina.
Lo Spezia di D’Angelo — sì, quello che per ben due volte si è visto soffiare la Serie A da Stroppa — pur in dieci uomini, fischiato a tratti dal proprio pubblico, ha trovato un moto d’orgoglio straordinario. Ha rimontato fino al 2-2 grazie alla rete dell’ex grigiorosso Valoti e alla zampata al 90’ di Artistico, mentre il silenzio calava nel settore ospiti,lo stesso settore che, lo scorso giugno, aveva ospitato i tifosi della Cremonese, protagonisti di un quarto d’ora finale da incubo.
Ma il vero colpo di scena arrivava da Mantova: i virgiliani, dopo essersi fatti rimontare il doppio vantaggio, abbattevano il Monza con un colpo da ko al 95’. Brianzoli disperati, Mantova incredulo e ancora in corsa per i playoff, ma soprattutto Venezia promosso matematicamente in Serie A.
Il Condottiero di Mulazzano: i numeri e i meriti
Giovanni Stroppa da Mulazzano, con il Venezia, ha centrato la sua quarta promozione in Serie A in carriera, dopo Crotone, Monza e Cremonese. Nelle ultime cinque stagioni ha collezionato tre promozioni e una finale playoff: numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: 79 punti, 75 gol fatti e 31 subiti, alla guida di una squadra appena retrocessa dalla Serie A.
Nella conferenza stampa post partita del Picco, Stroppa seppur in modo equilibrato, quasi rispettoso, ha messo i puntini sulle “i” ad una cavalcata strepitosa: "Una stagione grandiosa, una cavalcata incredibile dal primo giorno fin dal primo giorno sapevo che questa squadra era la mia squadra, con un’idea ed un'identità molto più forte delle squadre che avevo già allenato”.
Alla domanda sul suo futuro, memore della beffa della scorsa stagione a Cremona, ha risposto con grande fermezza:"Lo deve decidere Antonelli, non è un problema, ma sono molto tranquillo è la mia quinta promozione in 8 anni con 5 squadre diverse, una finale playoff con la Cremonese persa a Venezia, Direi che forse una squadra la posso trovare”.
Parlando del collega D’Angelo, Stroppa ha dato la sensazione di volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe:”Spiace per D’Angelo, è tornato in una situazione molto difficile. Ci sono passato anche io, esonerato (a Monza) ho preso in mano una squadra retrocessa (la Cremonese) con grandi aspettative anche eccessive, che soverchiano il valore delle prestazioni per i risultati. Io ho pagato sulla mia pelle. Due stagioni fa (alla Cremonese) perdendo a Venezia e cominciando la stagione, io credevo nella squadra che partiva da una base tecnica e tattica superiore dopo un anno di lavoro, sono stato esonerato, poi fortunatamente sono stato richiamato ed ho vinto un campionato alla fine della stagione”.
Credo e spero che il Condottiero di Mulazzano, non verrà messo da parte a favore del “profeta ed i suoi adepti” di turno. La sua vittoria è l’ennesima dimostrazione che a fare la differenza, in qualsiasi categoria, sono il gruppo, il lavoro, la determinazione, il coraggio e l’attaccamento alla maglia che deve essere messo in campo. Chi ha orecchie per intendere intenda…
Chapeau, «Giuanin».
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commenti
Enrica
1 maggio 2026 20:03
Complimenti!👏👏👏❤️