Nicola: "Io credo con le persone con cui lavoro. Se qualcuno non crede in me, me lo dica"
Il tecnico grigiorosso Davide Nicola è intervenuto in conferenza stampa al termine di Cremonese-Fiorentina, sfida valida per la 29ª giornata di Serie A Enilive. Ecco le sue dichiarazioni al completo.
Cosa si può fare per cambiare la situazione?
“Avere la forza di crederci, che sembra scontato ma non lo è. La manifestazione dei tifosi a fine partita la condivido, nessuno è contento del periodo che stiamo vivendo in cui è troppo facile farci gol. Abbiamo preso gol alla prima situazione e ci siamo persi dal punto di vista emotivo, ma non possiamo permettercelo. La salvezza dista sì tre punti, ma serve avere un’altra forza e questo bisogna coltivarlo interiormente e negli allenamenti. Bisogna avere la forza di produrre un cambiamento”.
La Cremo ha faticato a produrre qualcosa, se non nei minuti successivi al gol di Okereke…
“Il punto è che viviamo un periodo in cui farci gol è troppo facile. Non so se serve essere più qualitativi in termini di proposta o lavorare su alcuni aspetti, ma quello che so è che sono passato da periodi del genere, anche più lunghi. A contare è quanto tu ci credi e quanto ti metti nelle condizioni di creare il cambiamento. In questa squadra tutti hanno giocato, il gruppo sa stare bene insieme e dovremo trovare il modo di creare le condizioni migliori. Ripeto però che io ci credo ciecamente, mi sono messo in testa questo obiettivo e lavoro per capire come trovare una forza mentale diversa. Abbiamo reagito con il cambio modulo ed è arrivato il terzo gol, abbiamo accorciato e hanno segnato il quarto… Bisogna crescere dentro”.
Crede che qualcuno non ci creda abbastanza? Perché ha scelto di tenere fuori Terracciano?
“In questo momento stiamo commettendo a turno errori individuali. Terracciano ha giocato tutte le partite, non era brillantissimo e in funzione della Fiorentina volevamo interpretare diversamente la partita. Chi mi conosce bene sa che io non mi pongo mai il problema che qualcuno non sia adeguato, ognuno può esserlo per le proprie qualità per arrivare all’obiettivo che desidera. Dobbiamo crescere dentro, a costo di prendere delle badilate in faccia. Resto convinto che la forza sia individuale che di squadra può portare a cambiamenti incredibili, e la squadra ha questa forza”.
Pensa di poter dare ancora qualcosa alla squadra? Il primo tempo è stato sportivamente indecoroso…
“Non faccio questo lavoro con timore, sarei incoerente nel farlo. Se la società non mi ritiene adeguato lo accetto, mi concentro su quello che posso cambiare io. Non si può vivere col timore di non essere qui il giorno dopo in base a delle scelte. E dirò di più, se le responsabilità sono mie spero di rimanere fino alla fine ed eventualmente essere io il caprio espiatorio. Mi metto in discussione ogni giorno da trent’anni per produrre risultati e miglioramenti. La Fiorentina soffre gli attacchi laterali e le seconde palle, di indecoroso nella partita non c’è nulla. C’è una strategia di base che non può essere sempre la stessa, questa è la forza, il cambiamento e la volontà di cambiare le cose. L’importante è essere nelle condizioni di fare ciò che si vuole, stasera non ci siamo riusciti”.
Sente di avere la squadra in pugno?
“Io vedo che i miei giocatori si impegnano, ma in questo momento non c’è la forza per produrre il cambiamento. Oggi la Cremonese ha corso, si è impegnata, ma non siamo forti a tal punto da ottenere quel cambiamento. Io credo da sempre nelle persone con cui lavoro, se qualcuno non crede in me che me lo dica”.
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