10 aprile 2026

I Tortelli Cremaschi (eretici, ma non troppo) del Maestro Vailati? Mancano assai. Rock e Ok, gli Amaretti Grello per la De.Co, ma c'è bisogno pure di Gnocca Cremasca, quella del Bonetti!

Quando al Ridottino, in cucina furoreggiava il Maestro Carlo Alberto Vailati, i Tortelli Cremaschi, si differenziano da quelli tradizionali perché l'impasto aveva le uova. E ... sì, quei Tortelli erano buonissimi (e oggi che il Maestro è in pensione, mancano un sacco sulle cremasche rive del fiume Serio, no?)  e, il giornalista, ma soprattutto, "Mister Identità Golose" Paolo Marchi, a quei meravigliosi eretici Tortelli, sul sito internet del suo "congresso"  (magazine ed expo milanese, di cucina internazionale con notizie su grandi chef, ricette da tutto il mondo e nuove aperture ristoranti), dedicò un articolo, ancora oggi tra i più cliccati e letti, intitolato "L'eresia dei Tortelli Cremaschi...". Ebbene, a distanza di tempo, la De.Co (attestazione di tipicità istituita dai Comuni italiani), nel suo disciplinare prevede anche la possibilità di ricorrere, alle uova (uno per un chilogrammo di pasta, fino a un massimo di due), per preparare la pasta dei mistici tortelli del Granducato. Pure una vecchia ricetta, liberamente ispirata al Droghiere di Crema Amilcare Cazzamalli, prevedeva tra l'altro, un uovo nell'impasto. Ah ... la De.Co consente pure di utilizzare per il ripieno, Amaretti di tipo Gallina, quindi, ben venga, il prodotto tutto cremasco, (made in Pasticceria Grello di via Mazzini a Crema), Trito degli Amaretti al Cacao. Dato comunque ai Tortelli Cremaschi, il giusto tributo, beh, è doveroso ribadire che, soprattutto, oggi più che mai, ci sarebbe bisogno di ... Gnocca Cremasca, la trovata gastronomica (da quanto al Bistek non si cucina più, le Gnocche sono sparite dalla circolazione) più Foodish della storia della cucina cremasca, ideata, anni fa dal cuoco, ahinoi (ma beato lui) in pensione, Antonio Bonetti




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