19 maggio 2026

C'era una volta il viale di Santa Maria della Croce. Ma in fondo al tunnel Grande Bellezza da tutelare...

Un varco diretto, (comunque per ingannare l'attesa, rendere più accogliente, informante, accessibile e percorribile quello del nuovo sottopasso ferroviario non sarebbe una brutta cosetta, no?), sereno, sicuro e idoneo, per tutti, compresi i diversamente abili, sopra o sotto, il passaggio a livello dei sospiri (oggi chiuso) sul viale di Santa Maria della Croce, serve come acqua al mais d'estate. Intanto, per la serie, c'era una volta il viale, un passo oltre la nuova cancellata della ferrovia, tra erbacce, sporcizia e polvere, due panchine, più che ristoro ai viandanti, ahinoi, danno la quotidiana possibilità a perdigiorno e lazzaroni, di sedersi a bere birra bivaccando, discutere animatamente e scrutare, non tanto il passaggio, quanto chi per ventura o sventura (date le circostanze), passa da quelle parti, regna l'incertezza. E introrno, al netto dello storico stabilimento e del supermercato che danno lavoro, sostegno e speranza, svetta, il brutto... tra casolari abbandonati (e mal frequentati) e una fastidiosa, brutta, grigia, stagnante sensazione di abbandono. E più avanti, verso la meravigliosa (Grande Bellezza Cremasca da tutelare) Basilica di Santa Maria della Croce, escluse le ginestre nel deserto rappresentate dalle case, dal mare del Granducato Vacchelli, la farmacia, la banca, ristoranti e bar (Osteria Muschirola e Casa del Pellegrino) e da un parchetto che meriterebbe maggior considerazione, le cose non vanno meglio. Soprattutto e tutti, prevale un sinistro, brutto, pericolante (così dicono cartelli appositi) e traballante mix di trascuratezza, ancora abbandono e bruttezza rappresentato, da quel che resta dello stabilimento delle Ex Macchinette (poi Olivetti) di Crema. Sì il viale di Santa Maria della Croce, senza dubbio è un incompleto Mestiere Cremasco lasciato a metà, da affrontare, risolvere, abbellire  e sistemare... O no? 

 

 


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