24 ottobre 2026

Giorgio Barbieri non le manda a dire: "Giusti i fischi. Chi ha reagito male fra i giocatori ha sbagliato". E già in settimana i tifosi avevano detto la loro

Più giù, sempre più giù. Non so più cosa dire di questa Cremonese che ormai è scivolata sul fondo della classifica e che sembra non avere le forze per reagire. La Juve Stabia tira una volta in porta e segna il gol decisivo per vincere la partita. La Cremonese calcia 19 volte (6 nello specchio della porta) e non riesce a mettere dentro nulla. I numeri però non dicono tutto. La Cremonese ha giocato una gara generosa ma piena di errori, ha sbagliato passaggi e controlli palla che giocatori di serie A non possono fare, ha dimostrato di non avere un attacco valido e ha messo in mostra un centrocampo che non sa inventare. La Juve Stabia ha vissuto sul gol del vantaggio, difendendosi nel primo tempo. Ma nella ripresa ha giocato sulle ripartenze e almeno tre volte ha buttato via il gol del ko definitivo. Senza dimenticare del gol di Bellich, su un calcio d'angolo regalato da Fulignati, con il difensore libero di calciare (bene) di controbalzo. Errori che una squadra come la Cremonese non può permettersi di fare. 

Ma tutto non ha funzionato: difesa lenta e prevedibile, centrocampo incapace di costruire gioco, trequartisti con troppe carenze tecniche (Licina, a parte, l'unico in grado di infiammare il gioco), attacco pari a zero. I cambi ancora una volta non hanno dato benefici alla squadra. Fuori Nasti anche De Luca si è adeguato.   

I fischi della curva sono meritati, chi ha reagito male (fra i giocatori) ha sbagliato. Il popolo grigiorosso non ne può più di queste figure. Perchè, al di là degli errori, questa squadra manca di carattere. Ognuno sembra andare in campo per fare il compitino. Pecchia si è assunto giustamente la responsabilità della sconfitta, ma non basta. Occorre anche la voce della società, quella che era mancata anche nella passata stagione nei momenti negativi. 

Intanto continuano a mancare sempre giocatori, l'infermeria della Cremonese è sempre piena. I misteri di Collocolo, Bianchetti a Pisa e di Pezzella e Stuckler oggi non sono affatto chiariti.

Martedì si va a Mantova. Senza tifosi e contro una squadra che sta volando. Io non so davvero cosa dobbiamo aspettarci. 


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Biagio

24 ottobre 2026 21:42

Leggendo l'editoriale di Giorgio Barbieri, la sconfitta contro la Juve Stabia fotografa una situazione di classifica delicata e pesante. Tra i tifosi è umano che prevalgano amarezza e contestazione: allo stadio c'è poca voglia di filosofia. La piazza vede una proprietà che ha fatto investimenti importanti e sforzi economici notevoli, e giustamente non accetta di trovarsi in questa posizione.
​La pressione psicologica sui calciatori è evidente e la palla scotta. In un momento simile ci si interroga sull'opportunità di un ritiro: una misura utile se serve non a punire, ma a compattare il gruppo e a ritrovare serenità.
​Sul piano del campo, però, bisogna smetterla con le solite frasi fatte che sentiamo ripetere troppo spesso — tipo "ci vuole più carattere", "dobbiamo correre di più" o "serve più cattiveria". Spesso sono gli stessi allenatori ad usarle nelle interviste, omettendo però di dire che sono proprio loro a dover dare le giuste indicazioni per tradurle sul rettangolo verde. Il vero nodo è come trasformare quegli slogan in realtà:
​Il carattere non si invoca a parole, ma si ritrova semplificando i compiti in campo e restituendo certezze;
​La velocità nasce dal far girare la palla a due tocchi e dal muoversi senza palla, non dal correre a vuoto;
​La concretezza negli ultimi metri si costruisce affinando gli automatismi, smettendola di sbagliare le scelte decisive.
​La realtà, però, impone anche un'analisi tecnica: la squadra va puntellata nel prossimo mercato invernale per correggere le lacune attuali.
​Alla fine, la palla passa alla classe dirigente: speriamo che sappiano individuare con lucidità dove intervenire, altrimenti la situazione rischia di complicarsi seriamente.
​Biagio

Manuel

25 ottobre 2026 10:09

Quando la situazione si fa critica, bisogna mantenere la calma ed usare il cervello, non bombardare la squadra con i soliti slogan: penso più ai tifosi, poiché i giornalisti, essendo pagati, devono recitare la loro scontata sicumera.
Pecchia è arrivato a campionato iniziato, la squadra non l’ha scelta, ma non s’e’ ritrovato, comunque, un gruppo di bidoni.
Bisogna aspettare, non sovraccaricare di tensioni e, specialmente, evitare di cambiare ancora allenatore.
Ricordiamo sempre che il calcio rimane un gioco. A mio avviso, va privilegiato il divertimento piuttosto che il risultato, anche a costo di retrocedere.