23 ottobre 2026

Per fortuna la Cremo ha ancora il suo Cavaliere: alto, da vertice, il monte ingaggi della Cremonese. Il patron Giovanni Arvedi, generoso, spende investe sempre tanto...

Secondo i dati resi noti dalla Lega Serie B e aggiornati a ottobre 2026, la graduatoria delle prime squadre per spesa complessiva (calciatori, staff tecnico e dirigenza) vede la Cremonese in vetta: circa 33,8 milioni di euro. Il primato è di poco superiore alle spese della corazzata, destinata alla serie A, Palermo: 33.632.166 €. Senza dubbio, sui costi del monte ingaggi (da vertice) della Cremo pesano i due allenatori a contratto: l'attuale mister Pecchia e il suo predecessore Giampaolo. Il terzo: Nicola, per fortuna ha trovato una panchina e adesso allena il Venezia. C'è poi il caos di Baschirotto: voleva restare in serie A, non ha ricevuto proposte interessanti ed è rimasto, col suo stipendio, a Cremona. Insomma, per farla breve, ancora una volta il popolo grigiorosso deve ringraziare la generosità del suo patron Giovanni Arvedi; il Cavaliere, generoso, spende tantissimo per la Cremo. E i suoi soldi spesi, sul campo, meriterebbero maggior fortuna, no? 


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


biagio

23 ottobre 2026 09:20

Il dato che più colpisce è il monte ingaggi della Cremonese: 33,8 milioni di euro, il più alto della Serie B. Una cifra che testimonia lo sforzo economico sostenuto dalla proprietà e che impone una riflessione sul rapporto tra investimenti e risultati.

Perché, al netto di tutte le variabili che accompagnano il calcio, è difficile non rilevare una sproporzione tra le risorse impiegate e i traguardi raggiunti. Con un investimento di questo livello era legittimo attendersi una Cremonese capace di consolidarsi in Serie A, con una permanenza più solida e meno sofferta rispetto a quanto poi accaduto. Invece è arrivata la retrocessione.

Oggi, ritrovandosi in Serie B con il monte ingaggi più elevato della categoria, il ritorno nella massima serie dovrebbe rappresentare un obiettivo prioritario e pienamente alla portata della società. Nel calcio non esistono risultati garantiti, ma è ragionevole aspettarsi che investimenti di questo livello producano una squadra stabilmente in grado di lottare per i primi posti e per la promozione.

È qui che il dibattito si sposta dalla disponibilità economica alla qualità delle scelte. Le risorse sono importanti, ma da sole non bastano. Servono programmazione, capacità di costruire un progetto credibile e la lucidità di correggere rapidamente gli errori quando si manifestano.

Quando una società dispone del monte ingaggi più elevato della categoria non può limitarsi a partecipare al campionato: deve costruire una squadra in grado di competere stabilmente per il salto di categoria. Le aspettative non nascono da pretese irrealistiche, ma dalle risorse che vengono messe a disposizione anno dopo anno.

La questione, quindi, non è quanto spende la proprietà, perché l'impegno economico non è mai mancato. La vera domanda è se ogni euro investito sia stato trasformato nel miglior risultato possibile. Nel calcio si può vincere o perdere, ma investimenti da vertice impongono ambizioni da vertice.

Un grazie sincero alla proprietà per quanto continua a fare per questi colori. Proprio per rispetto verso questo impegno economico, la dirigenza è chiamata a fare qualcosa in più: dimostrare con i fatti di meritare la fiducia ricevuta e di saper trasformare un budget da vertice in una squadra da vertice. È questo che i tifosi si aspettano ed è questo che la Cremonese merita. Biagio