"Un'odissea di mesi per ottenere gli atti edilizi del Comune. Pratiche edilizie al rallentatore". Interrogazione di Maria Vittoria Ceraso
Per tale motivo ho scelto questa giornata per depositare un’interrogazione a risposta orale sulle criticità e sui ritardi nelle procedure di accesso agli atti edilizi presso gli uffici comunali.
La situazione è diventata critica dopo il recepimento regionale (D.G.R. XII/4246) del decreto “Salva Casa”, che obbliga i cittadini a ricostruire la storia edilizia completa degli immobili per ogni nuovo intervento. Oggi chi vuole ristrutturare casa o venderla ha bisogno di recuperare i vecchi permessi edilizi in Comune senza i quali i tecnici non possono firmare le pratiche e i cantieri non partono. Ma a Cremona, ottenere questi atti è diventata un’odissea che dura mesi, ben oltre i 30 giorni previsti dalla legge. Il motivo? Gli uffici lavorano ancora come cinquant'anni fa: gli impiegati devono andare fisicamente in archivio, cercare tra migliaia di faldoni e sperare di trovare la pratica giusta.
Tra l’altro nello stesso perimetro cittadino abbiamo due velocità opposte. Da una parte l’Archivio di Stato, un modello di efficienza che ha digitalizzato oltre 25.000 mappe e risponde alle consultazioni in due giorni; dall’altra il Comune, fermo a ricerche manuali tra documenti cartacei e attese infinite. In altre città le pratiche sono online e le risposte arrivano in 10 giorni. Perché a Cremona i cittadini devono aspettare mesi? Questo ritardo non è solo un fastidio, è un danno economico per le famiglie che vogliono ristrutturare casa, per chi vuole vendere e per le imprese edili già in difficoltà.
L'interrogazione non vuole essere una semplice critica, ma uno stimolo per accelerare il processo di modernizzazione già avviato dall'Amministrazione.
Il Comune sta investendo, con i fondi PNRR, in nuovi software (come XArc) ed è la strada giusta. Ma per far funzionare davvero queste tecnologie serve investire con decisione in un piano straordinario di scansione dei faldoni cartacei. Solo trasformando la carta in file digitali potremo permettere ai dipendenti comunali di lavorare meglio e ai professionisti di ricevere risposte in pochi giorni, non in mesi.
Pertanto chiedo all’Amministrazione quanto devono aspettare realmente i cittadini per un documento? Quante pratiche sono attualmente bloccate oltre i 30 giorni di legge? Sono previste misure urgenti (più personale o aiuti esterni) per sbloccare subito le ricerche negli archivi? E' in previsione l’avvio di un piano straordinario di scansione per rendere i vecchi documenti cartacei subito consultabili al computer? E infine la Giunta non ritiene necessario aprire un tavolo di confronto con gli Ordini Professionali (Architetti, Geometri, Ingegneri) e le imprese (ANCE) per semplificare le procedure e ridurre il peso della burocrazia su chi lavora?
Il 1° Maggio ci ricorda che il lavoro è un diritto e un dovere. Il compito della politica è rimuovere gli ostacoli che lo frenano. Sbloccare gli archivi del Comune significa ridare ossigeno all'edilizia cremonese e rendere la nostra città più moderna, efficiente e pronta alle sfide del futuro.
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