Assemblea cittadina all’oratorio di Cristo Re: il Quartiere Po si compatta e incalza l’amministrazione sui tanti problemi della zona
Si è svolta ieri, presso l’oratorio di Cristo Re, l’assemblea del Comitato di Quartiere Po. Un incontro operativo che ha visto la partecipazione della vicesindaca Francesca Romagnoli e degli assessori Simona Pasquali e Luca Zanacchi, chiamati a rispondere su decoro, mobilità, gestione del suolo e visione futura della zona.
Il punto su verde e strade
L'assessora Pasquali ha preso la parola elencando gli interventi eseguiti: dalla manutenzione delle alberature alla pulizia dell'area della Fornace Frazzi, fino alla conferma del fatto che si sta mettendo allo studio il rifacimento delle siepi in viale Po; il ripristino della fontana di piazza Cadorna dovrebbe concludersi entro aprile. Tuttavia, malgrado le puntuali spiegazioni, i residenti hanno incalzato su diverse criticità irrisolte: la segnaletica mancante in via Portinari del Po, la gestione del verde in via Mincio e via Biazzi, e la pericolosità dei cantieri chiusi malamente, solo per citare qualcuna delle numerose segnalazioni. È stata messa in evidenza per l’ennesima volta la preoccupazione per i tempi dei semafori pedonali su viale Po, giudicati troppo brevi, e per la gestione del laghetto adiacente alla pista ciclabile, con riferimenti alle recenti morìe ittiche.
Luci e marciapiedi
L’assessore Zanacchi ha delineato il piano asfaltature che coinvolgerà via Massarotti, via del Sale e via Paolucci de Calboli. Sul fronte illuminazione, è stato ammesso lo stato di sofferenza dei 14.000 punti luce cittadini, molti dei quali vicini all'esaurimento. Se per Parco Sartori l'intervento all'impianto elettrico è previsto per maggio, resta aperta la questione dei lampioni spenti in via del Porto e degli errori di posa cavi in piazzale Azzurri d’Italia.
La forza del gruppo e i temi sociali
Nonostante le criticità, l'assemblea ha dimostrato che la pressione civica paga: grazie all'azione compatta dei residenti, sono stati sbloccati lavori di sistemazione minori ma fondamentali per la sicurezza, rimasti fermi per anni. Il vivace dibattito si è acceso anche su temi meno tangibili ma non per questo meno urgenti. Un residente ha richiamato il dato del 41% di cremonesi che vivono da soli, chiedendo strategie per migliorare la qualità della loro vita: una domanda caduta nel vuoto per quanto riguarda la reazione dei rappresentanti delle istituzioni presenti. Parallelamente, una consigliera del Comitato ha denunciato l’assenza di un centro culturale laico nel quartiere, istanza già presentata in diverse occasioni ma ad oggi ignorata.
Oltre l'elenco delle "cose da fare"
Momenti di confronto come questo sono vitali per la città, ma non possono ridursi a un mero elenco di segnalazioni e promesse tecniche. Se il Comitato si spende quotidianamente per monitorare il territorio, è evidente che senza una partecipazione corale dei cittadini e una reale capacità di ascolto politico non ci sia progresso. Occorre uno sforzo comune per cambiare passo: i cittadini devono abitare la comunità con più compattezza — perché i risultati arrivano solo quando ci si muove uniti — e l'amministrazione deve avere il coraggio di "volare più alto", che vuol dire guardare anche oltre la singola buca per affrontare le sfide sociali e culturali che definiscono il benessere generale di un quartiere.
Foto Francesco Sessa Ventura
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