16 luglio 2026

Ecco il monumentale Torrione di via Ghinaglia ripulito. Quel che resta del castello di Santa Croce. Adesso un itinerario turistico sulle mura

Eccolo il grande torrione, ultimo simbolo del castello di Santa Croce, pulito anche dallo spontaneo giardino pensile sorto in questi anni, più volte segnalato anche da Cremonasera e mai pulito. Chissà che adesso venga valorizzato anziché considerarlo un pezzo di muro abbandonato tra i palazzoni e le strade, come se non si trattasse di un monumento storico di grandissimo pregio, eretto più di 500 anni fa. Un itinerario tra quel che resta delle mura di Cremona (da Porta Mosa alle mura San Michele, a quelle di via Massarotti, alla piattaforma per cannoni Biglieme "salvata" davanti al supermercato Eurospar) potrebbe avere una grande valenza turistica.

Il torrione di via Ghinaglia è il solitario resto dell'antico castello culmine delle imponenti mura che abbracciavano Cremona. Il castello venne costruito per volontà di Bernardo Visconti a partire dal 1370 per ragioni difensive in un'area un tempo occupata dal Po che i benedettini avevano bonificato per realizzarvi il monastero e la chiesa di Santa Croce. Vennero abbattuti insieme ad altri edifici (tra cui l'ospedale dei Santi Simone e Giuda). Nacque così un fortilizio difensivo straordinario che dopo il matrimonio di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza venne in parte ingentilito a residenza signorile. Da qui passarono tutti i grandi e i potenti dell'epoca: Estensi, Angioini, Aragonesi, persino Lorenzo il Magnifico. E qui si formò Lodovico il Moro. Nel XVI secolo nuovo intervento per adeguare le difese alle nuove armi da fuoco. I veneziani abbassrono poi le quattro torri e tolsero il fossato. I francesi poi costruirono due nuove torri (1520) di cui una è quella pulita in via Ghinaglia. Gli austriaci nel Settecento lo vendettero ai Magio con l'obbligo della demolizione. Una volta demolito, nel 1866 lo Stato italiano lo ricomprò come zona di passeggio: ci fu una pista per le corse dei cavalli, un'area per il tiro al piccione, spettacoli del circo come quello del leggendario Buffalo Bill che qui si esibì. Poi l'acquisto da parte del Comune che realizzò un quartiere residenziale lasciando però a vista il torrione a ricordo dell'imprendibile castello.

Le foto sono di Francesco Sessa Ventura

M.P.


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commenti


Daniele DISINGRINI

16 luglio 2026 11:39

Me lo hanno rovinato.