11 ottobre, giornata nazionale in memoria delle vittime dell' Arandora Star (tra cui 5 cremonesi)
Ieri, martedì 14 luglio, Con il voto favorevole dell’Aula del Senato della Repubblica, è stata approvata, in via definitiva la Legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito per causa di guerra, morti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star. Una delle pagine più dolorose, e forse meno conosciute, dell’emigrazione italiana ha così, finalmente, una Giornata nazionale a lei dedicata. Con un voto unanime, il Senato della Repubblica ha infatti approvato definitivamente il ddl n. 1799 che istituisce l’11 ottobre come “Giornata nazionale in memoria delle 446 vittime italiane dell’Arandora Star”, piroscafo britannico che deportava verso il Canada migliaia di residenti nel Regno Unito, in quel momento “nemici” del Paese (italiani, tedeschi e austriaci), morti dopo che il transatlantico venne silurato da un’unità della Marina tedesca nell'Oceano Atlantico il 2 luglio 1940. L’Arandora Star era originariamente adibito al trasporto passeggeri e successivamente, in tempo di guerra, venne riconvertito per il trasferimento di internati civili. Venne abbattuto da un sommergibile tedesco al largo delle coste irlandesi mentre era diretta in nord America. A bordo, oltre agli italiani, in molti casi colpevoli solo di avere una cittadinanza in quel momento ostile, dopo la dichiarazione di guerra che Mussolini formulò contro il Regno Unito, si trovavano oltre 1.500 persone, considerate tutte nemiche durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel naufragio persero la vita circa 800 persone, tra cui 446 italiani, molti dei quali provenienti dall’Appennino parmense e piacentino, ben 48 provenienti da Bardi. Tra gli innocenti che persero la vita quel giorno vi furono anche cinque cremonesi, che il mare non ha mai restituito. Si chiamavano Carlo Bissolotti, di Soresina; Ettore Feraboli di Pessina cremonese; Gaetano Fracassi di Pescarolo; Battista Piloni di Crema e Patroclo Ribaldi di Cremona.
L’importante riconoscimento istituzionale nasce con l’idea di restituire la memoria a una delle pagine più dolorose e meno conosciute della storia dell’emigrazione italiana. La nuova legge ha individuato nel giorno della scomparsa di Rando Bertoia, l'ultimo sopravvissuto del naufragio (11 ottobre) la data della commemorazione nazionale, con l'obiettivo di conservare e onorare il ricordo dei connazionali che persero la vita in quella tragedia, vittime innocenti delle conseguenze del conflitto mondiale. La legge prevede che, in occasione della Giornata nazionale, venga osservato un minuto di silenzio e che enti territoriali, istituzioni culturali, associazioni e scuole di ogni ordine e grado possano promuovere manifestazioni, cerimonie, iniziative pubbliche, attività didattiche e momenti di riflessione dedicati alla diffusione della conoscenza di questa tragedia storica.
L’approvazione definitiva del provvedimento (con voto unanime) rappresenta un risultato particolarmente significativo per le comunità italiane all’estero e per i discendenti delle vittime, che per decenni hanno custodito la memoria dell’Arandora Star chiedendo il riconoscimento ufficiale di una vicenda che ha segnato profondamente numerose famiglie italiane. Il relatore della legge, il senatore Roberto Menia (FdI), commentando l’approvazione ha ricordato che si tratta di una pagina poco conosciuta della storia italiana, simbolo delle persecuzioni subite da civili durante la guerra. La ricorrenza, ha spiegato il senatore, nasce anche dall'impegno delle famiglie delle vittime e delle associazioni che ne hanno custodito la memoria. La giornata vuole dunque promuovere il ricordo della tragedia, il rispetto della dignità delle persone e un messaggio di pace. Presente anche la Sottosegretaria per gli Affari Esteri, Maria Tripodi, che ha spiegato a sua volta che la legge completa il percorso di riconoscimento della memoria delle vittime dell'Arandora Star, evidenziando il valore della ricorrenza per sensibilizzare le nuove generazioni sulla storia dell'emigrazione italiana e sulle sue vicende più dolorose.
La legge prevede che, in occasione della Giornata nazionale, venga osservato un minuto di silenzio e che enti territoriali, istituzioni culturali, associazioni e scuole di ogni ordine e grado possano promuovere manifestazioni, cerimonie, iniziative pubbliche, attività didattiche e momenti di riflessione dedicati alla diffusione della conoscenza di questa tragedia storica.
“Una grande emozione che sintetizza e chiude il cerchio di un percorso iniziato anni fa grazie al lavoro dell’Associazione vittime dell’Arandora Star e che attraverso le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella prima, della legge regionale poi e di questo provvedimento del Parlamento, proietta la storia dell’Arandora Star all’attenzione della nostra Italia. E il percorso continua con tutto l’entusiasmo e la volontà che contraddistingue gli attori di questa incredibile storia. Tanti passi sono stati fatti e altri faremo tutti insieme”, ha dichiarato Matteo Daffadà, Presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e Consigliere regionale dell’Emilia-Romagna.
“L’istituzione della Giornata nazionale della memoria delle vittime dell’Arandora Star rappresenta un’importante occasione per trasmettere alle nuove generazioni una pagina significativa della nostra storia – ha dichiarato Elena Ugolini, Vicepresidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e Consigliera regionale dell’Emilia-Romagna - Attraverso attività nelle scuole, incontri e momenti di riflessione, potremo custodire la memoria delle vittime e valorizzare il contributo delle comunità italiane ed emiliano-romagnole nel mondo, affinché il loro sacrificio e le loro vicende umane continuino a essere patrimonio vivo della nostra identità collettiva.”
“Abbiamo pianto di gioia quando il 12 febbraio scorso è stata approvata all’unanimità alla Camera e abbiamo esultato nel momento in cui si è tenuta la votazione anche in Senato, in data odierna 14 luglio 2026”, ha dichiarato Giuseppe Conti, presidente dell’Associazione nazionale Arandora Star APS, l’erede del “Comitato pro vittime Arandora Star” di Bardi che ha tenuto viva dal 1968 la memoria delle vittime dell’affondamento.
Nella foto Il sorriso di Graziella Feraboli, anni 101, alla notizia dell'approvazione al Senato della Legge sulla Giornata Nazionale per le vittime dell'Arandora Star. Graziella è figlia del cremonese Ettore Feraboli perito sulla nave il 2 luglio 1940.
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