Antonio Bonetti, protagonista sui social con il "Robin Hood del Granducato" e la Torta Helvetia di Leonardo Radaelli, l'uomo del Mostaccino di Crema
"Il sarto di Crema", scritto da Eugenio Giudici, come riporta il sito internet della casa editrice Castelvecchi: "è un importante romanzo storico che narra la vicenda di Paolo Ghedi, sarto a Crema, impiccato dagli austriaci nel 1816 e rimasto nella memoria popolare come un bandito leggendario. Negli anni della Grande Armée e del sogno degli Stati Uniti d'Europa, la formazione del giovane Ghedi, ricca di passioni intellettuali e amorose, è un viaggio iniziatico per la vita e il libero pensiero, attraverso le idee illuministiche diffuse dalla Massoneria. La Restaurazione interviene poi a rendere il sarto più maturo ma non vinto, pur nella sconfitta. È il tempo in cui il Risorgimento fonda le sue basi attraverso le società segrete e la Carboneria, mentre l'amministrazione austriaca fa largo uso di confidenti, infiltrati e poliziotti in incognito per contrastarle. Uno di loro verrà mandato proprio a Crema alla ricerca di un sarto sovversivo. Il sarto di Crema è l'affresco di un'epoca attraverso lo sguardo di donne e uomini comuni che hanno incontrato la Storia, ricostruito grazie a una documentazione autentica, a testimonianza di un'epopea che si snoda tra il vero e il possibile". Ebbene, nei giorni scorsi, Antonio Bonetti, postando via social le due fotografia che vedete in pagina, in una ha ricordato le vicende mitologiche di Paolo Ghedi e, con l'altra la spettagolosa Torta Helvetia della premiante pasticceria Radaelli di Crema. Allora, per quanto riguarda il Robin Hood del Granducato del Tortello, il sito pianuradascoprire, scrive che: "Sulle sponde delle sorgive del territorio cremasco sono nate e cresciute le più amate leggende popolari. Così la gente del cremasco e di Capralba, porta ancora i fiori sulla 'Büsa da Ghét', la tomba di Paolo Ghedi posta sulla riva destra della roggia Alchina. Entrato nelle narrazioni popolari come una sorta di Robin Hood nostrano, che rubava ai ricchi per donare ai poveri, in realtà questo sarto di Crema fu processato e condannato all'impiccagione proprio in questo luogo dai gendarmi austriaci, nel 1816, per aver aggredito e derubato un uomo sulla strada di Capralba, sbucando di notte dal folto di quel covo di briganti che era il bosco Canito che esisteva ancora all'inizio del secolo scorso a sud del paese. La tradizione parla e dice che il giorno dell'impiccagione, molta gente si riversò nel bosco Canito ad assistere all'esecuzione della sentenza".La Torta Helvetia? Da Giallozafferano.it: "Era la fine del '700 quando i pasticceri svizzeri Putscher del canton tedesco decisero di trasferirsi a Mantova influenzandone la cucina con diverse preparazioni. Una di queste è un dolce elvetico, dedicato alla Svizzera: la torta Elvezia, o Helvetia, un dessert molto scenografico che riunisce 3 tra le più importanti basi della pasticceria: la dacquoise, la pasta per biscotti alla francese, lo zabaione dorato e saporito e la sontuosa Crema al burro al cacao. Chapeau ad Antonio Bonetti e al pasticcere Leonardo Radaelli: il primo, cuoco in pensione, ha inventato la Gnocca Cremasca (gnocchi di patate col ripieno di Tortelli Cremaschi), per anni ha animato la cucina del leggendario ristorante Bistek di Trescore Cremasco e ha caratterizzato la nascita delle De.Co del Nobile Salame Cremasco e del Tortello Cremasco insieme ad altri compagni d'avventura. Leonardo Radaelli invece, grazie a una ricetta donata alla sua famiglia, di fatto ha reso possibile la De.Co del Mostaccino. Ah ... la poesia La Buza da Ghèd è di Domenico Barbati...
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