Si pulisce il torrione di via Ghinaglia, quel che resta dell'imprendibile Castello di Santa Croce
Da due giorni, si sta finalmente procedendo alla pulizia del vecchio torrione di via Ghinaglia soffocato da piante ed erbacce che ormai lo oscuravano anche alla vista. Bene dunque l'intervento che ridà ai cremonesi quel che resta dell'imprendibile Castello di Santa Croce. Sul torrione è visibile la mappa con la planimetria completa del castello inserita nella pianta della città di Cremona di Antonio Campi del 1583 inserita in "Cremona fedelissima".
Le mura che racchiudevano Cremona abbracciavano anche l'antico complesso del Castello di Santa Croce. Il Torrione rimasto è uno dei due aggiunti dai francesi nel 1520.
Il castello di Santa Croce fu eretto a partire dal 1370 per volontà di Bernabò Visconti, per motivi difensivi, in un'area in precedenza lasciata libera dal Po e bonificata dai benedettini che vi avevano costruito il monastero e la chiesa di Santa Croce. Distrutti questi, l'ospedale dei Santi Simone e Giuda e vari altri edifici, il castello omonimo prese forma. Dopo il matrimonio di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza (1441) un'importante opera di riforma ne smorzò lievemente l'aspetto fortilizio in favore di una nuova impronta residenziale signorile: di qui passarono Estensi, Angioini, Aragonesi, persino Lorenzo il Magnifico; qui si formò politicamente e culturalmente Ludovico il Moro. All'aprirsi del XVI secolo il castello subi interventi radicali per aggiornare la struttura alla veloce evoluzione della scienza balistica e delle armi da fuoco. Furono abbassate le quattro torri e il fossato difensivo dai Veneziani; i Francesi nel 1520 costruirono i due Torrioni, di cui sopravvive quello orientato a nord. Seguirono altre opere di riforma. Ordinatone lo smantellamento a fine Settecento dagli Austriaci, fu venduto ai Magio con l'obbligo della demolizione. L'area fu poi ricomprata dallo Stato Italiano nel 1866 per costruire edifici a scopo militare, ma ormai veniva utilizzata come zona di passeggio. Prosegui negli anni un utilizzo misto, con tanto di gare di tiro al piccione, pista per corsa di cavalli, spettacoli circensi tra cui quello del leggendario Buffalo Bill, fino al riacquisto da parte del Comune che realizzò, a partire dagli anni Dieci, un quartiere residenziale ancora oggi molto elegante su un'area ritenuta ideale per la leggera sopraelevazione e la salubrità del terreno. (la storia del Castello è tratta da "Ti racconto Cremona", guida della città edizioni Silla Data a cura del Crart).
Le foto sono di Francesco Sessa Ventura
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