Ancora la truffa del finto maresciallo. Però questa volta al telefono c'è il colonnello vero. Non si fermano i tentativi dei malviventi
Il finto maresciallo che chiama il vero colonnello e cerca pure di truffarlo. E’ successo nelle scorse ore quando il telefono è squillato a casa di Luigi Regni, colonnello dei carabinieri in congedo, a lungo comandante (quando era capitano) della compagnia carabinieri di Casalmaggiore, luogo al quale è tuttora molto legato e dove è molto conosciuto e stimato. I truffatori a quanto pare non vanno in ferie, nemmeno in questi giorni di agosto contrassegnati da una eccezionale calura estiva. Questa volta a farsi vivo è stato un soggetto che si è spacciato per maresciallo dei carabinieri e, con fare disinvolto, ha chiesto se stesse “parlando col signor Luigi Regni” invitandolo a presentarsi in caserma per notificargli un atto. Peccato che (evidentemente non lo sapeva) che accanto al “signor” abbia omesso di aggiungere “colonnello”. Regni, da parte sua, non ha ovviamente abboccato e lo ha liquidato ricordandogli che “ormai questa tattica è vecchia”. Non è per altro la prima volta che Regni subisce questi tentativi di truffa che ormai, va detto, anche in questi giorni di piena estate e di estrema calura, non si smorzano e stanno accadendo un po’ ovunque, tanto in Emilia quanto in Lombardia. La tattica è ormai vecchia; contattano la gente a caso o, spaccandosi appunto per esponenti delle forze dell’ordine, invitano i cittadini a presentarsi in caserma con la scusa di dover effettuare notifiche ed atti amministrativi o giudiziari. Si tratta di un modo per indurre il cittadino ad uscire di casa per poi effettuare furti. Soltanto a Colorno, paese in cui da anni vive il colonnello Regni, a due passi quindi da Casalmaggiore, ci sono stati diversi tentativi di truffa, tutti andati fortunatamente a vuoto grazie alla capillare attività informativa realizzata dal Controllo di vicinato coordinato proprio dal colonnello Regni. Lo stesso Regni ha spiegato che grazie all’impegno e all’attività del Controllo di vicinato, in pochi minuti sono state raggiunte e contattate decine di famiglie ed è stato spiegato loro di non abboccare a queste chiamate, di non recarsi in nessuna caserma e di avvertire immediatamente i carabinieri, quelli veri, sempre molto attivi in tutte quelle attività di controllo e prevenzione finalizzate ad evitare le varie truffe. Una sinergia, quella tra Controllo di vicinato e Carabinieri, che proprio a livello preventivo sta portando a risultati importanti. Un importante risultato, per altro, è stato raggiunto in queste ore. Infatti i carabinieri della stazione di Colorno, con il fondamentale supporto del personale della Compagnia di Parma, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un 49enne residente fuori regione. L'accusa è di truffa aggravata, perpetrata attraverso la tristemente nota tecnica del "finto carabiniere". Il piano dell'uomo, già gravato da precedenti specifici per reati affini, è scattato quando ha contattato telefonicamente una 83enne residente in provincia, chiamandola sull'utenza fissa di casa. Qualificandosi con voce perentoria come Maresciallo dei Carabinieri, l'uomo ha gettato la donna nel panico: le ha raccontato che il figlio si trovava in una caserma dell’Arma in stato di fermo con la grave accusa di aver rapinato una gioielleria a Parma. Sfruttando lo shock e la vulnerabilità emotiva della vittima, facendo leva sull’amore di una madre per il figlio, il finto militare l'ha convinta che, per evitare gravi implicazioni giudiziarie, sarebbe stato necessario raccogliere tutti i gioielli presenti in casa per un "accurato controllo" da parte di un collega che sarebbe passato a ritirarli a breve. Presentatosi fisicamente presso l'abitazione dell'anziana, il 49enne si è fatto consegnare tutto l'oro a disposizione della donna: collane, spille e anelli di grande valore affettivo, rappresentanti i ricordi di una vita. Nella foga di razziare quanto più possibile, il 49enne ha persino prelevato un set di posate in acciaio, privo di reale valore economico. Il tempestivo intervento dei Carabinieri è scattato non appena la vittima, resasi conto dell'inganno subito dopo che l'uomo si era allontanato, ha trovato la lucidità di contattare il 112. È in questo frangente che la professionalità e l'intuito investigativo dei militari hanno fatto la differenza. I veri Carabinieri, infatti, non si sono limitati a raccogliere la segnalazione, ma hanno avviato un'immediata e articolata attività d'indagine, riuscendo a intercettare e seguire passo dopo passo i movimenti dell'uomo dalla provincia fino al capoluogo. A rendere l'operazione ancora più brillante è stata la capacità degli uomini dell'Arma di non farsi ingannare dai tentativi di depistaggio dell'arrestato: il 49enne, infatti, durante il tragitto verso Parma si era persino cambiato la maglia, sperando in questo modo di confondersi tra la folla, eludere le descrizioni fornite e sfuggire ai posti di blocco. Un espediente che non è bastato a ingannare l'attenta sorveglianza dei Carabinieri di Colorno e di Parma. Operando in perfetta sinergia, i militari hanno stretto il cerchio attorno al fuggitivo, riconoscendolo e bloccandolo. La successiva perquisizione personale a carico dell'uomo ha confermato i sospetti dei militari, permettendo di rinvenire l'intera refurtiva nascosta nella borsa dello stesso. Tutti i gioielli e gli oggetti sottratti sono stati tempestivamente restituiti alla legittima proprietaria, ponendo fine a un incubo. L'uomo è stato dichiarato in arresto in flagranza per truffa aggravata. Il giudice, dopo avere convalidato l’arresto, ha disposto per l'uomo l'immediato trasferimento in carcere. È obbligo rilevare che l’odierno arrestato è allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
Eremita del Po
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