Il fascino del pianoforte tra oriente e occidente con Riyad Nicolas al Teatro Filo
Riyad Nicolas è una delle stelle nascenti tra i giovani pianisti di profilo internazionale. Da Daniel Barenboim a Vladimir Ashkenazy e fino a Mitsuko Uchida, ne hanno esaltato pubblicamente la qualità del suono e la bellezza dell’interpretazione. Con queste credenziali è salito sul palcoscenico del teatro Filodrammatici a narrare delle radici e degli orizzonti della musica. Di origine siriana (è nato della mitica Aleppo nel 1989), ma britannico di nazionalità ha la capacità di unire generi, musicalità, sentimenti. Di trovare le radici ma di saper guardare al futuro e in luoghi diversi rispetto alla cosiddetta musica colta occidentale. E così è stato anche nella performance nel teatro cremonese dove ha presentato un programma ‘bipartito’. Da una parte i classici (le radici) Johann Sebastian Bach Partita n. 2 in Do minore BWV 826 e Sergei Prokofiev Sonata n.7 in Sib maggiore op.83. Dall’altra i contemporanei: il connazionale siriano Dia Succari con Danse de Leila da Musique du Proche-Orient; Arno Arutjunovič Babadžanjan musicista sovietico con origini armene con Elegy & Danse Vagharshapat e Walid Al Hajjar, altro autore siriano di Damasco con l’ Etude No. 1 Revolutionary .
Ne è uscita una performance all’insegna della grande raffinatezza. Non solo e non soltanto per una maiuscola tecnica di Nicolas, ma anche per questa rara antologia e singolare abbinamento di musicalità. Dai severi contrappunti bachiani, per altro, resi con grandi e accurate sonorità alle ‘bizzarrie’ agoniche e armoniche dei tre tempi di Prokofiev e della sua monumentale Sonata fino ad arrivare a quello Studio di Al Hajjar dove si sono intrecciate suggestioni sonore tipiche dei brani pianistici di Rachmaninoff. Passando per Dia Succari e Arutjunovič Babadžanjan, compositori di assoluto interesse per la loro capacità di far coesistere elementi di tradizione geografica con i più importanti stilemi e costruzioni compositive della musica colta. Entrambi eccellenti nella costruzione di architetture melodiche importanti e di forte impatto emozionale. E di questo va dato atto a Nicolas per l’elevato grado interpretativo. Per il calore e la passione con cui si è accostato alla pagina pianistica. Bis dedicato a Chopin: un’altra pregevolissima chicca esecutiva.
Dunque una nuova e bella iniziativa del Teatro Filodrammatici in collaborazione con l’Associazione Colere Anima.
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