Approvata la Convenzione tra il Comune e la Federazione Oratori Cremonesi. Rinnovato il sostegno dell’Amministrazione all’azione educativa, sociale e culturale delle parrocchie in città
Il Comune di Cremona, in qualità di ente deputato alla programmazione locale sociale, annovera tra i propri obiettivi strategici nel campo dell'educazione, l'attuazione di interventi finalizzati a sostenere un'offerta formativa territoriale, considerata nel suo insieme, e pertanto realizzata da soggetti diversi, che accompagni nel loro percorso di crescita i bambini e i giovani, supportando nel contempo le famiglie e la comunità nel proprio compito educativo. In quest’ottica, nel corso della seduta di Giunta di mercoledì 18 febbraio, su proposta dell’assessora all’Istruzione Roberta Mozzi, è stata approvata la convenzione con la Federazione Oratori Cremonesi (FOCr), che rinnova il sostegno dell’Amministrazione, in termini di contributo finanziario, all’azione educativa, sociale e culturale svolta dalle parrocchie sul territorio cittadino.
“La Convenzione - sottolinea l’assessora Roberta Mozzi - è stata preceduta da un percorso condiviso, con incontri ad hoc a partire dal mese di ottobre. I contatti, proseguiti nei nei mesi successivi, sono stati finalizzati all'aggiornamento del testo della Convenzione secondo quanto emerso dal confronto. L’ultimo incontro, avvenuto nella seconda metà di gennaio, è stato quello più operativo e ha consentito di mettere a fuoco i principali progetti che le parrocchie realizzano e che hanno un impatto educativo e sociale misurabile per il territorio. Ci si è soffermati, in particolare, sulle progettazioni che, oltre al prezioso ruolo dei volontari, prevedono anche la presenza di personale professionalmente qualificato a ulteriore garanzia dell'efficacia dei progetti stessi. Tra questi, spicca quello del doposcuola, che ha visto negli anni un numero sempre maggiore di richieste da parte delle famiglie”.
“Siamo soddisfatti - prosegue l’Assessora - che da questo percorso di confronto sia scaturita una Convenzione che dà maggiore rilievo alla funzione educativa, sociale e culturale delle parrocchie nella cornice delle collaborazioni con i servizi e i settori comunali e si concentra sul sostegno dell’Amministrazione a specifiche progettazioni su temi ritenuti centrali quali ad esempio il supporto al raggiungimento del successo scolastico, la prevenzione della dispersione scolastica nel senso più ampio del termine e anche in collaborazione con il Settore Politiche Sociali, il supporto ai ruoli educativi familiari nel contesto della rete extrascolastica, con particolare riferimento al periodo estivo”.
“Per questo abbiamo ritenuto importante continuare ad investire su questa collaborazione e previsto la possibilità di incrementare le risorse stanziate, compatibilmente con gli equilibri di bilancio e nei limiti delle disponibilità di parte corrente o di eventuali ulteriori finanziamenti statali o regionali che dovessero rendersi disponibili” – conclude l’assessora Roberta Mozzi - “Le parrocchie e gli oratori sono, a tutti gli effetti, soggetti del sistema sociale integrato che, anche in virtù della loro presenza diffusa sul territorio cittadino, garantiscono un'attenzione per la promozione della persona nella sua interezza, nell'ottica di sviluppare la consapevolezza di una cultura della solidarietà sociale diffusa e partecipata. La FOCr, infatti, è coinvolta anche nelle programmazioni territoriali, come ad esempio il Piano di Zona, e nelle progettazioni per l'accesso a risorse extracomunali, proprio perché si configura come punto di riferimento per il dialogo e il coordinamento delle singole parrocchie, al fine di non disperdere i contributi dei singoli, ma al contrario di valorizzarli”.
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stefano ETN
19 febbraio 2026 21:49
Quando gli oratori erano ambienti in sintonia con la loro definizione (luoghi dove oltre a giocare si prega), e la matrice cristiana era una loro connotazione imprescindibile, l’area politico/culturale cui appartiene gran parte dell’attuale giunta comunale guardava quelle realtà con un atteggiamento di superiorità, di sufficienza e di distanza. A volte di vera ostilità. Se oggi si deve assistere al completo sdoganamento degli oratori da parte della sinistra (la proposta è di Mozzi!), è perché gli oratori sono diventati un’altra cosa, come confermato dalla definizione che ne dà Mozzi: “Le parrocchie e gli oratori sono, a tutti gli effetti, soggetti del sistema sociale integrato che, anche in virtù della loro presenza diffusa sul territorio cittadino, garantiscono un'attenzione per la promozione della persona nella sua interezza, nell'ottica di sviluppare la consapevolezza di una cultura della solidarietà sociale diffusa e partecipata”. Spiritualità, catechesi e preghiera non menzionati. Gli oratori si sono dunque omologati alle altre ‘agenzie educative’ (come si dice oggi) di matrice laica, e mettono a disposizione del Comune (che ‘delega’ ancora una volta una funzione in merito a tematiche ‘ritenute centrali’!) la loro organizzazione, ovviamente a fronte di un congruo contributo finanziario. A questo proposito, alcune domande: a quanto ammonta lo stanziamento? Che durata ha la convenzione? Come verranno selezionati i professionisti retribuiti? E poi: l’otto per mille – si legge di un milione e mezzo di euro l’anno di denaro pubblico per la diocesi di Cremona – non è sufficiente?
Risulterebbe ingenuo domandarsi se dalle parti del palazzo vescovile si siano accorti della valenza politica dell’operazione, tanto questa è evidente. Si deve dedurre dunque che si tratti di un consapevole nuovo assist nei confronti di una parte politica. Chi voteranno mai, alle prossime elezioni, i tanti beneficati, direttamente o indirettamente, da questa convenzione?
E allora, per un centrosinistra che puo’ contare sull’evidente sostegno dei principali potentati economici locali, del terzo settore, degli ambienti ecclesiastici, e – non dimentichiamolo – di importanti media locali, la palese inadeguatezza dimostrata finora risulterà facilmente non decisiva per una eventuale riconferma.