Maggio 1946, 80 anni fa, dopo lo stop imposto dal fascismo rinascevano gli scout a Borgo Loreto. Il gruppo «Cremona 1 - Giovanni Cazzani» con Umberto Cariani
Maggio 1946, esattamente 80 anni fa, nella chiesetta di Borgo Loreto dopo il fascismo (li aveva proibiti) rinasceva un gruppo scout a Cremona. Ecco il racconto di quei primi momenti, la ripartenza, le difficoltà, i problemi ma anche l'entusiasmo di quei primi quindici ragazzi coordinati da Umberto Cariani raccontato da Giorgio Bonali nel libro "Cremona così, ricordi d'infanzia tra città e campagna" edito da "Cremonasera"
E' un incontro importante quello che ho avuto con Umberto Cariani, classe 1925, alla quale rende onore con un alto tasso di vivacità sia fisica che intellettuale. Ha voluto raccontarmi della ripresa dello scoutismo a Cremona avvenuta 65 anni or sono, dopo la soppressione operata dal fascismo per lasciare spazio solo all'Opera Nazionale Balilla, ripresa della quale si è trovato ad essere protagonista. Ci tiene a rievocare quei momenti anche in vista della XIX Rimborgata di domani, domenica 22 maggio, l'ormai tradizionale raduno fra borghigiani, vecchi e nuovi, ed ex borghigiani che per vari motivi hanno lasciato, ma non dimenticato il loro Borgo. Infatti il primo nucleo di esploratori dell'ASCI (l'attuale AGESCI) della zona di Cremona, dopo lo scioglimento del 1928, è nato nel quartiere di Borgo Loreto col nome appunto di "Cremona 1".
Umberto, cresciuto presso il Circolo Zaccaria di San Luca e andato ad abitare al Borgo considerato in quei tempi un po' come un paese per la ferrovia che lo divideva dalla città, verso il Natale del 1943, appena diciottenne, è stato chiamato alle armi con prima destinazione Piacenza per l'addestramento. Finita questa fase durante la quale ha sparato gli unici colpi di fucile, gli sono stati concessi alcuni mesi di licenza straordinaria per poter terminare gli studi ed affrontare gli esami da perito elettrotecnico. Subito dopo, col suo fresco diploma, è stato aggregato come lavoratore ad un reparto tedesco addetto alle telecomunicazioni e di stanza a Berlino: questo fino al marzo 1945, "ho fatto in tempo a sentire l'avvicinarsi delle cannonate", quando è stato spostato nella zona di Dresda per la costruzione di una linea telefonica diretta a Praga. Si trovava nei Sudeti e, verso il 25-26 aprile, sono arrivati i soldati russi che inizialmente lo hanno lasciato libero di andarsene, ed anzi per un giorno lo hanno trasportato sui loro "cariaggi", ma che poi sono diventati più intransigenti, rendendo necessario nascondersi anche da loro.
Del suo lungo viaggio di ritorno, parzialmente a piedi, ricorda un incontro "premonitore" con un gruppo di giovani "con un grande cappello in testa", che lo hanno aiutato: si trattava di un gruppo di scout cecoslovacchi. Sono stati comunque quasi quattro mesi di peripezie che lo hanno fatto giungere a casa soltanto il 15 agosto del 1945: quel giorno, per la gioia di tutti i suoi familiari ed amici, ritornava finalmente al Borgo.
Anche il parroco di allora, don Franco Amigoni, si è interessato immediatamente del ritorno di Umberto, coinvolgendolo in una importante iniziativa: formare un reparto di scout per aggregare i tanti ragazzi del Borgo, sempre in strada e molto liberi dal controllo familiare. "Gli inizi sono stati un po' duri" dice Cariani; "mi mancavano punti di riferimento e tradizione ed ho dovuto inventarmi lo scoutismo sulla base della poca letteratura esistente. Molto mi ha aiutato la lettura e l'assimilazione di ciò che aveva scritto Sir Robert Baden-Powell nel libro Scoutismo per ragazzi (Scouting for Boys, 1908), che è da considerare un po' il vangelo dello scoutismo". Per iniziare l'attività scout il gruppo ha dovuto affrontare il problema della divisa e delle attrezzature; il Borgo era prevalentemente abitato da famiglie operaie in difficoltà economiche ma, seguendo il detto "miseria fa industria", si sono dovuti dare da fare.
Racconta Cariani come "per i camiciotti tante mamme hanno messo a disposizione della tela da lenzuolo che è stata tinta in un quasi color cachi, ma con diverse sfumature per la diversità dei tessuti: comunque alla fine ne sono uscite delle camicie". Per i pantaloni è successa la stessa cosa creando una variegata gamma di blu, mentre per i calzettoni ha dovuto sferruzzare il piccolo esercito di madri e nonne; i distintivi di "CREMONA 1, Estote Parati" (Siate Pronti) col giglio fiorentino, sono stati ricamati con arte da alcune signorine dell'oratorio femminile che ne hanno fatto omaggio "provvisorio"; presenteranno il conto più tardi, facendo innamorare e sposando un certo numero di quei primi scout. Per le varie attrezzature si è dato da fare il parroco che, avvalendosi dello stato di cappellano militare degli alpini, è riuscito a ricuperare gavette, borracce, teli tenda, federe per pagliericci (non esistevano ancora i materassini gonfiabili), coperte, bastoni da montagna, marmitte e tanto altro. Il secondo anno, era il 1947, gli scout del Borgo otterranno gratis abbondante semente per bachi da seta e Cariani così racconta: "Abbiamo riempito di arelle il teatro dell'oratorio e, sotto la guida di nonne che al loro tempo avevano occupato la loro casa per l'allevamento, siamo riusciti a portare a termine l'operazione con un notevole lavoro per fornire foglia di gelso ai famelici bachi. La vendita dei bozzoli ci ha fruttato una sommetta con la quale abbiamo subito acquistato un paio di tende canadesi". In quell'anno è entrato a far parte del gruppo anche Emilio Perissinotto, conosciuto come sarto dei preti, che aiuterà molto nella confezione dei camiciotti e diventerà vice capo, sostituendo Cariani durante le assenze per lavoro.
E' opportuno fare un passo indietro per ricordare il momento solenne della "personale promessa" pronunciata nella chiesetta di Borgo Loreto dal primo gruppo di ragazzi, una quindicina, che è avvenuta nel maggio del 1946 di fronte al commissario provinciale Giuseppe Bergomi, al parroco e assistente don Franco Amigoni ed allo stesso Umberto Cariani. Aveva così inizio la ripresa dello scoutismo cremonese che ha potuto mostrarsi pubblicamente per la processione del Corpus Domini, facendo scrivere dal segretario del Circolo Zaccaria: "Sono stati notati con gioia, per la prima volta dopo tanto tempo alcuni giovani Esploratori' che, fieri nelle loro divise, han fatto scorta d'onore a Gesù. Essi sono sorti per merito di un nostro carissimo compagno, Umberto Cariani, che ha lasciato la nostra Associazione per dedicarsi con maggior impegno all'Apostolato nella nuova parrocchia". Il gruppo, arricchitosi in fretta con l'ingresso d'altri ragazzi del Borgo e successivamente con la formazione di una pattuglia di Rover (i giovani più grandi) guidata da Santino Carini e con assistente padre Aureliano da Milano, è riuscito così a formare un Reparto iscritto nell'albo nazionale con la denominazione "CREMONA 1- Giovanni Cazzani" concessa dall'allora vescovo che ha dimostrato sempre molta benevolenza verso di loro.
Guardiamo assieme una delle prime fotografie del gruppo scattata a Borgo Loreto con al centro il vescovo Cazzani affiancato da don Giglio Bonfatti e da don Franco Amigoni: Cariani, che nella foto sovrasta tutti per la sua altezza, mi indica uno ad uno i volti dei ragazzi ricordando con commozione e orgoglio, per ognuno, quello che sono riusciti a realizzare nella loro vita, grazie anche all'impegno che li ha presi da una situazione di abbandono a se stessi e li ha aggregati in "un progetto di crescita per diventare autonomi, responsabili delle proprie scelte e capaci di vivere meglio con gli altri e per gli altri", come recita una delle regole dello scoutismo. Diventeranno, in genere, operai molto apprezzati con diversi passaggi a capi operai, ma anche dirigenti in numerose ditte, impresari edili e commercianti in vari settori merceologici. I ricordi in Umberto Cariani si rincorrono: il campo scuola di Colico del 1947, durante il quale c'è stato l'incontro con i vecchi della pattuglia "Aquile randagie" che durante il fascismo avevano continuato a fare attività scout con cento artifici e trucchi e che avevano tanto da insegnare, e l'opportunità di trovarsi come compagno di tenda Erminio Balossi, divenuto poi prete, assistente del Silvio Pellico, dove fonderà un gruppo scout ed infine direttore del Seminario; il viaggio a Roma per il campo nazionale del 1948 durante il quale ha conosciuto il "gran capo" Monas; di nuovo a Roma per l'Anno Santo 1950 ma in bicicletta, con un faticoso percorso pieno di disavventure, ma ricco di tanti ricordi; infine il pellegrinaggio Lourdes del 1954 dove Umberto si è trovato a fare da chierichetto al cardinal Lercaro.
Mi ha raccontato anche dei campi estivi, sempre a Ponte di Legno per sfruttare i mezzi che già servivano la colonia del Borgo: viaggi di andata e ritorno sul camion e rimorchio messo a disposizione, assieme a qualche sacco di farina, dal molino Rapuzzi, "caricati" con tutto il materiale da campeggio, balle di paglia comprese per riempire i pagliericci. Era in questi campi che si potevano sviluppare tutte le tecniche imparate nell'arte di arrangiarsi per fare tutto quanto serviva al gruppo e che poteva venir messo alla prova il comportamento collettivo degli scout. Tutti i ragazzi di quella prima pattuglia si trovarono molto rapidamente impegnati nel lavoro e pian piano con la famiglia, svuotando questa pionieristica esperienza del Borgo; il "Cremona I" è passato così, con il rover Carini, a San Michele. Ripensando a quei primi anni, Umberto Cariani si è trovato immerso nel ricordo dei "tanti bei momenti, vissuti con entusiasmo e convinzione" ed ha voluto concludere l'incontro dicendomi che anche se "parecchi di quei ragazzi sono ormai ritornati alla Casa del Padre, quando ci ritroviamo nella 'Rimborgata di maggio' e riviviamo quei tempi, li sentiamo presenti. Ed è certo che stiamo ancora tanto bene assieme".
Nelle fotografie. 1947: il Reparto "Giovanni Cazzani" del gruppo scout Cremona 1 invita, ad un anno dalla fondazione, il vescovo mons. Giovanni Cazzani, cui il nuovo Reparto è intitolato. 1948: insieme agli esploratori del Reparto, nel Cremona 1 sono ormai presenti anche i rovers, i ragazzi più grandi del Clan. Il ventitreenne Cariani è il terzo accasciato da sinistra. 1954: Una delle ultime circostanze in divisa. Col matrimonio Cariani chiuderà in quell'anno la propria attività scout. Ottobre 2015: Umberto Cariani con gli esploratori del Cremona 3 alla conclusione dell'incontro in cui raccontò loro la vicenda della riapertura dello scoutismo cremonese. Maggio 2016: incontro col vescovo Napolioni, anch'egli scout.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti