1 maggio 2026

Centinaia di visitatori al complesso monastico di San Sigismondo, ammiratissima in sagrestia l'opera del Sabbioneta appena restaurata

Centinaia di persone hanno affollato il complesso monastico di San Sigismondo, straordinariamente aperto di accedere anche negli ambienti normalmente non fruibili per le regole di clausura. Le visite organizzate dell’associazione Amici del Monastero di San Sigismondo hanno fatto il pieno. A  visitare il complesso tanti cremonesi ma anche parecchi turisti venuti da Brescia, Bergamo e dall'Emilia rimasti stupiti dalla bellezza e dall'imponenza del complesso. Le visite guidate nel chiostro (durata 45'), nel refettorio, nella sagrestia e in chiesa si sono succedute nel mattino e per tutto il pomeriggio fin quasi alle 18. Proprio nella sagrestia. eccezionalmente aperta,  i visitatori hanno potuto ammirare l'Adorazione del Bambino dipinta nel 1545 da Francesco Pesenti, detto il Sabbioneta, il cui restauro, promosso dalla Diocesi di Cremona con il supporto del Rotary Club Cremona Po e condotto da Chiara Migozzi sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Mantova, Cremona e Lodi, si è concluso lo scorso anno ed è stato oggetto di una recente pubblicazione di Raffaella Poltronieri. L’intervento ha restituito una leggibilità all’opera di un pittore meno noto al grande pubblico ma di grande interesse. Il dipinto di San Sigismondo presenta alcune particolarità di tipo iconografico, come l’insolito spazio che viene riservato a tutti i simboli delle Passione di Cristo, portati dagli angeli collocati nel registro superiore della tavola.

Ammiratissimo il chiostro e la sala del Refettorio nel convento con raffigurata sulla parete di fondo l'Ultima Cena dipinta da Tommaso Aleni nel 1508, evidente esempio della divulgazione del celebre esemplare di Leonardo. Poi la visita alla chiesa con il presbiterio e l'imponente banco di Giuseppe Sacca e nel transetto i ventiquattro stalli del coro straordinaria opera di intagli e tarsia di Domenico Capra e sopra la cassa d'organo. Tanto interesse hanno suscitato gli affreschi e i dipinti della chiesa nei visitatori rimasti incantati dalla bellezza e dalla ricchezza del percorso. 

L’apertura del complesso monasgico di S. Sigismondo del 1° maggio si colloca nel contesto della solennità del suo patrono, il martire san Sigismondo, che si ricorda proprio il 1° maggio, la seconda apertura dell'anno è la terza domenica di settembre, nel ricordo della dedicazione della chiesa, avvenuta il 15 settembre 1600 per opera del vescovo Cesare Speciano. 


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