7 luglio 2026

Contrappunto e fantasia, quanta bellezza con lo Stauffer String Ensemble all'Auditorium del MdV

 Tema dato: il contrappunto. Tema svolto perfettamente e con grande ‘ars’ dallo Stauffer String Ensemble diretto da Jean-Christophe Spinosi, musicista francese dalle grandi capacità di concertazione. ‘Contrappunti’ è stato infatti il ‘manifesto ideale’ del concerto gemmazione dei corsi della Fondazione Walter ‘Stauffer’ all’auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino. Argomento complesso, seppur tra i più affascinanti delle forme musicali. E ancora una volta, come già accade spesso, in eventi musicali di grande spessore artistico, sviluppato sul piano dello sviluppo cronologico della ‘forma’. Dai monumenti barocchi di Bach/Vivaldi fino ad Avo Part, compositore estone dalla meravigliosa creatività armonica e melodica.  Nodo essenziale della proposta musicale è stato quello di affiancare al Concerto per due violini in re minore, BWV 1043 di Johann Sebastian Bach ( violini Lucrezia Lavinio Mercuri e Assia Weissman dalla cavata d’arco prodigiosa ) il Concerto per due violini in la minore, op. 3 n. 8, RV 522 di Antonio Vivaldi  ( violini Jacobo Christensen e Mira Marton dalla musicalità spumeggiante e contagiosa) . Composizioni allo specchio per la costruzione appunto contrappuntistica tra i due violini ‘obbligati’ , protagonisti delle partiture. Esempi di architettura complessa ma nello stesso tempo di superba espressività. Accostamento ancor più intrigante perché Bach riprese proprio questo concerto vivaldiano facendone una mirabile trascrizione per tastiera (Concerto per organo BWV 593). Una sorta di virtuosa circolazione di forme e di soggetti tra i due autori nella trattazione del dialogo contrappuntistico di strumenti solisti e della loro interlocuzione con il resto dell’orchestra. E su questo ha puntato la concertazione di Spinosi che ha avuto due meriti fondamentali: quello di aver letto con eleganza ma soprattutto con fantasia e teatralità la costruzione compositiva e quello di aver dato spazio alla tecnica dei giovani solisti nelle parti dei violini obbligati. Ha graduato, con sapienza, i volumi sonori rendendo perfettamente la dinamica del ‘dialogo’. Aiutandola con un movimento corporeo fluttuante ma affatto fuori contesto. 

Anche il secondo concerto vivaldiano per due violoncelli in sol minore, RV 531( violoncelli Alessandro Sacchetti e Haolong Chen) ha avuto la medesima ineccepibile lettura interpretativa, con i due violoncelli in costante confronto soprattutto in quel meraviglioso Larghetto e spiritoso: una vera e propria gemma della poesia vivaldiana. 

Dalle due voci con orchestra,  con Fratres composizione di Arvo Part (1977) , qui nella versione per orchestra d’archi) si è passati alla gestione delle tre voci dialoganti immersi costantemente in suggestivi piani sonori di grande effetto emotivo. E anche qui la concertazione di Spinosi è stata elegante. Ricercata, ma sempre e comunque coinvolgente. 

Benissimo tutto il resto dell’Ensemble. Amalgama sonora senza sbavature. Precisa. Studiata anche nei dettagli. Suono, in alcuni momenti, soprattutto nel pezzo di Part assolutamente emozionante e fortemente coinvolgente. 

Un applauso immenso del pubblico dell’auditorium Giovanni Arvedi ha sommerso questi giovani e bravissimi musicisti.

Servizio fotografico di Francesco Sessa Ventura

Roberto Fiorentini


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