28 agosto 2026

E lungo il Po, nonostante le nubi, spettacolo astronomico: l'eclissi parziale sembrava totale

Nuovo spettacolo astronomico nonostante un cielo che, con le nuvole, ha fatto le bizze. Dopo l’eclissi di sole dello scorso 12 agosto (che in Italia era stata solo parziale) nella notte appena trascorsa, nonostante gli ostacoli dati dalle nuvole, è stata  visibile l’eclissi parziale di Luna.  In terra di fiume, tra argini, campagne e direttamente dalle rive del Po lo spettacolo alla fine c’è stato e qui si propongono le foto che comprendono sia il momento della luna piena che le successive fasi della eclissi. Una eclissi  molto profonda che ha oscurato quasi tutta la Luna sembrando totale. Infatti  gran parte del disco lunare è diventato scuro, assumendo una colorazione brunastra o ramata, mentre è rimasto visibile solo un sottile bordo luminoso.  La fase parziale è iniziata  alle 4 e mezza del mattino, col massimo raggiunto intorno alle 6,12. con la Luna a quel punto molto bassa sull’orizzonte ovest-sudovest. La Sardegna e l’Italia nordoccidentale hanno offerto le condizioni più favorevoli, nonostante le tante nuvole. L’eclissi è  avvenuta durante la Luna piena di agosto, tradizionalmente chiamata Luna dello Storione. Non è stata una vera Luna di Sangue, detta anche Luna rossa, perché l’eclissi non è stata totale. Questa eclissi, ha sottolineato la Nasa, fa parte della serie Saros 138: le eclissi di una data serie Saros sono separate da 18 anni, 11 giorni e 8 ore. L’eclissi precedente di questa serie Saros si è verificata il 16 agosto 2008, mentre la prossima avrà luogo il 7 settembre 2044. A differenza di un'eclissi solare, un'eclissi lunare può essere osservata a occhio nudo, con un binocolo o un piccolo telescopio che possano consentire di vedere più da vicino l'ombra curva della Terra che si sposta sulla Luna. Si tratta di uno degli ultimi spettacoli astronomici di agosto, che è per tutti gli amanti di questa scienza un mese davvero straordinario. Per quanto riguarda la denominazione di Luna dello Storione va  ricordato che i nomi popolari attribuiti ai pleniluni sono nati come un modo per raccontare il trascorrere delle stagioni attraverso ciò che accadeva in natura. Secondo la tradizione oggi divulgata dall'Old Farmer's Almanac, la Luna dello Storione trovava un’associazione con il periodo dell'anno in cui la pesca degli storioni nelle zone dei Grandi Laghi e del lago Champlain era particolarmente attiva. Lo storione non è un pesce qualsiasi. Appartiene a una famiglia antichissima, gli Acipenseridi, presente sulla Terra da milioni di anni. Alcune specie possono raggiungere dimensioni impressionanti e vivere per molti decenni. Per le comunità che vivevano intorno ai grandi bacini d'acqua nordamericani lo storione rappresentava un'importante risorsa alimentare. Quindi, il nome della Luna racconta il ripetersi di un momento che accadeva ogni stagione e rappresentava la raccolta delle provviste prima dei mesi più freddi. è importante ricordare che non esiste un unico calendario lunare condiviso indistintamente da tutte le popolazioni native del Nord America. Le denominazioni oggi diventate popolari derivano da consuetudini differenti, in cui le tradizioni native americane sono sopravvissute intrecciandosi anche alle osservazioni dei coloni, successivamente raccolte e diffuse da pubblicazioni come l'Old Farmer's Almanac. Popoli diversi osservavano fenomeni differenti nel territorio e affidavano ai nomi delle lune ciò che la natura annunciava in un particolare momento dell'anno. Denominazioni diverse provenienti da differenti tradizioni indigene legavano la fine dell'estate ai raccolti e ai cambiamenti osservabili, dai riferimenti al mais e al raccolto, fino alle migrazioni e il volo degli uccelli Testimonianze interessanti oggi sono custoditi negli archivi di organizzazioni come Smithsonian Institution di Washington D.C. dove si trovano studi di inizio Novecento. Per esempio, presso gli Ojibwa la raccolta del riso selvatico era così importante da dare il nome a una delle lune tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno: era la Wild Rice Moon, la “Luna del riso selvatico”, ora in agosto, ora in settembre. Il nome della Luna si trasformava così in un calendario della natura, capace di raccontare la maturazione delle piante e, insieme, le attività da cui dipendeva la vita delle comunità. Dietro ciascun nome ci sono un luogo e un momento dell'anno: un modo per prepararsi a una nuova stagione.

Osservando il cielo si teneva memoria della Terra. A questo spettacolare fenomeno astronomico si legano anche parecchie leggende. Babilonesi, Maya, Incas, Egizi ad esempio vedevano nell'oscuramento della luna l'azione di forze malefiche. Per i celti e la cultura wicca tutt’ora la Luna rossa ricopre il ruolo di una delle 13 lune degli Esbat, rituali e cerimonie religiose pagane e neopagane associati alle fase lunari: nelle notti di luna piena l’energia emanata dalla luna è maggiore ed è per questo che è il momento propizio per svolgere riti magici. Le leggende che collegano la luna alla guarigione fanno parte della tradizione induista. Non solo, questo mito riguarda anche gli indigeni americani, anche se in modo diverso. Secondo il sistema induista, si tratta di un momento dell’anno durante il quale un semplice taglio potrebbe lasciare una cicatrice per tutta la vita: poiché l’eclissi fa persistere il sanguinamento per un periodo di tempo più lungo. Inoltre, molti indù sono convinti del fatto che durante l’eclissi sia meglio non mangiare e non bere: ancora oggi questa credenza è viva e sono molti coloro che la seguono, evitando alimenti e bevande per tutta la durata della Luna di sangue. E, per lavare via tutta la negatività e i peccati, le culture antiche consigliano di fare un bagno durante l’eclissi, considerata come un periodo buio di cui liberarsi con il potere purificante dell’acqua. Un momento così critico e buio che in Africa esiste un mito secondo cui l’eclissi lunare è il momento in cui il sole e la luna sono impegnati in una battaglia l’uno contro l’altra. Questa credenza esiste ancora oggi tra la gente del Togo e del Benin e significa che il periodo segna un momento in cui le persone si impegnano a mettere fine a tutte le faide. E ancora, secondo gli Inca, l’eclissi lunare è vista come un attacco al satellite da parte di un giaguaro. Si crede che dopo aver attaccato la luna e averla divorata, il felino discenda sulla terra per scatenare la sua ira contro gli uomini. L’unico modo per fermarlo era provocare molto rumore e far abbaiare e latrare i cani colpendoli incessantemente per scacciare l’eclissi lunare. In occasione di questa magica e misterica notte, dalle culture antiche non mancano anche i consigli per le donne in dolce attesa. Si raccomanda infatti di stare dentro casa e di essere molto caute durante l’eclissi lunare: i suoi effetti negativi, secondo questa credenza, potrebbero attaccare il bambino. Inoltre, viene chiesto alla future mamme di stare lontane dagli oggetti appuntiti, in quanto si è convinti che il loro contatto possa far nascere il bambino con il labbro leporino. Miti e leggende fatte di spiriti, demoni, streghe, lotta e unione con la natura che si fondono con la storia. Ci sono miti che la collegano a eventi catastrofici o apocalittici, come un terremoto imminente o addirittura la fine del mondo, come in alcune profezie di Nostradamus. In epoca medievale era considerato come un presagio di sventura. Tanto che ci si rinchiudeva in casa per restare al riparo da spiriti o creature notturne. O si evitavano battaglie. Secondo alcune tradizioni agli uomini era anche vietato guardarla: si diceva che si potesse rimanerne incantati e diventare preda di creature mostruose. In altre culture la Luna Rossa era profondamente collegata a un cambiamento importante e, in onore di quest’evento, venivano fatti numerosi riti e sacrifici propiziatori. I Persiani credevano che l’Eclissi fosse una punizione divina nei confronti degli uomini. Gli indigeni, invece, credevano che l’Eclissi di Luna fosse causata da un “mostro” che, dopo aver attaccato il corpo celeste, raggiungesse la Terra ad uccidere gli esseri umani. La maggior parte dei miti quindi legano la Luna rossa a eventi disastrosi.

Ma ci sono culture meno pessimiste e più romantiche, che considerano l’Eclissi come un romantico abbraccio tra Sole e Luna. Si è detto anche del celeberrimo Michel de Nostre Dame, meglio conosciuto come Nostradamus, famosissimo medico, astrologo e scrittore francese di cui ricorre il 460esimo della morte (morì nel 1566) e qui è doveroso aggiungere che nelle sue opere, specie nelle celebri “Le Profezie” (1555) il fiume Po  viene citato più volte attraverso il suo nome latino "Padu" (Padus) o con riferimenti geografici ai suoi affluenti (come il Ticino).  Le quartine che coinvolgono il Po e la Pianura Padana non descrivono un singolo evento, ma si dividono in tre filoni interpretativi principali. Nostradamus associa spesso il Po a catastrofi naturali di tipo idrico. Una delle interpretazioni storiche più note riguarda la Centuria III, Quartina 70, in cui si parla di grandi inondazioni che colpiranno la "terra del Po" e le città vicine, interpretata ex post dai sostenitori delle profezie come il presagio di storiche alluvioni nel nord Italia. Il bacino del Po viene descritto anche come un corridoio di sangue e scontri militari. Nella Centuria II, Quartina 15, o in analisi collegate ai presagi per il medio periodo viene esplicitamente nominato il Canton Ticino (principale affluente del Po) come luogo che sarà "invaso dal sangue". I territori padani vengono indicati come il punto di passaggio per eserciti stranieri diretti a invadere la penisola o a minacciare il Papato. 

In tempi recenti, alcuni studiosi e appassionati di esoterismo hanno riletto i versi sulle "acque che si prosciugano" e sulla "terra bruciata dal sole" correlandoli alle gravi crisi di siccità del fiume Po verificatesi negli ultimi anni, sebbene i testi originali utilizzino metafore applicabili a qualunque grande corso d'acqua europeo.

Nelle foto le straordinarie fasi dell'eclissi parziale di luna di ieri sera

Eremita del Po

Paolo Panni


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