L'affascinante "semplicità" del prete rosso al Cremona Summer Festival nel cortile del Fodri
Dire Vivaldi è sempre dire: bella musica. E’ sempre un tuffarsi in quel infinito universo melodico e armonico che non smette mai di sorprendere e di emozionare. E’ constatare come la sua arte arrivi diretta: senza alcuna esigenza di interpretazioni intellettualistiche. E così è stato per il concerto del Cremona Summer Festival che ha avuto come gradito protagonista l’ Ensemble Microcosme, formazione cameristica svizzera guidata dal violinista Franck-Edouard Bernard, che del ‘prete rosso’ ha proposto una piacevolissima antologia di pezzi noti e meno noti del ‘veneziano’. A partire da due concerti tratti da quel capolavoro che è l’opera 3 Estro Armonico i numeri: 3, 6 e 9. Per proseguire con il funambolico secondo pezzo tratto dal Cimento dell’Armonia e dell’invenzione opera 8 noto a tutti come l’Estate dalle Quattro Stagioni, transitando per due adattamenti strumentali di pezzi sacri vocali : Cum dederit dal salmo Nisi Dominus pezzo di una profondità estrema di sublime lirica melodica e l’estratto da Nulla in mundo pax sincera. Aggiungendo poi il corelliano Concerto grosso Op. 6 n. 2 e la ‘spuria’ Ave Maria del seicentesco Giulio Caccini .
Hugues Tavernier e Maud Muller, violini Julie Voisin-Banasiak, viola; Diego Amaral Coutinho, cello e Ruben Castaneda, contrabbasso, con la concertazione di Franck-Edouard Bernard, hanno regalato un’ esecuzione di tutto rispetto a partire proprio dal volume sonoro, assolutamente vicino a quella che era la quotidianità vivaldiana dove i musicisti suonavo a parti reali, ovvero ogni singolo una singola melodia.
La resa è stata splendida nella sua semplicità. Nella proposta genuina del lessico musicale vivaldiano. Nè romanticizzato con volumi enormi di suono, nè mummificato tra rigide pareti filologiche e da ricercata prassi esecutiva trattatistica. Un Vivaldi vero. Naturale come lo si sarebbe sentito in una delle tante stanze dell’ospedale della Pietà a Venezia, in un qualsiasi giorno della sua lunga carriera tra le ‘putte de choro’. Ma tutto ciò non sminuisce la performance dell’ Ensemble Microcosme, anzi ne esalta la buonissima tecnica strumentale dei suoi musicisti che sanno rendere con grande linearità passaggi che possono sembrare semplici ma che in realtà non lo sono. Che sanno rendere omogeneità tra i ‘forti’ e i ‘piano’ così espressivi nella scrittura del maestro della Pietà.
Franck-Edouard Bernard, oltre che concertatore carismatico, ha dato prova di un’istronica tecnica violinistica. Spesso attraente. Quasi capricciosa. Virtuosistica al punto di ‘limare’ qualche passaggio nel turbinio delle arcate vivaldiane. A lui il merito di aver scelto un programma bellissimo.
Sempre piacevolissima la cornice del rinascimentale cortile di palazzo Fodri, anche grazie alla disponibilità della Fondazione Città di Cremona. Applausi intensi
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