26 giugno 2026

Fare il bagno in Po è vietato. Incuranti dei rischi e dei numerosi appelli ecco quello che succede

La balneazione nel Po e nei fiumi è vietata e, soprattutto, è pericolosa. Tante, troppe sono state le tragedie che hanno visto persone, per lo più giovani, perdere la vita in Po o in altri torrenti del territorio, speso a causa di leggerezze (inutile negarlo) che erano evitabili. I pericoli sono innumerevoli ma, purtroppo c’è chi continua, imperterrito, a sfidare la sorte o, forse, a non rendersi conto dei rischi esponendosi a pericoli decisamente importanti. E’ successo anche ieri, giovedì, nel tardo pomeriggio, a Isola Pescaroli, all’altezza della confluenza del Pozzuolo in Po dove alcuni giovani (di cui si oscura ovviamente il viso nelle foto), a due passi dal ponte “Verdi” hanno trascorso il loro tempo facendo il bagno nel fiume. In un punto, oltretutto, da sempre caratterizzato da mulinelli notevoli, anche in tempo di magra. A questo punto occorre ribadire che  frequentare le aree vicine a fiumi e torrenti, soprattutto nel periodo estivo, è un’esperienza piacevole e divertente ma occorre ricordarsi che la balneazione è vietata e che fare un bagno può portare alla morte per annegamento.  Fiumi e torrenti, a partire dal Po, come emerso anche in un incontro di pochi giorni fa nella sede di Aipo, presentano infatti una serie di pericoli: correnti, temperature fredde anche d’estate, fondoni improvvisi, mulinelli,  fondo viscido o sassoso, prese d’acqua laterali con relativi vortici e altri pericoli che non devono e non possono assolutamente essere sottovalutati. Anche i canali artificiali sono estremamente pericolosi. Ogni anno purtroppo ci sono vittime per annegamento, soprattutto di giovane età, e dunque è necessario un impegno condiviso per sensibilizzare tutti, a partire dai ragazzi, sui pericoli, anche mortali, di bagni e tuffi nei corsi d’acqua, anche quando apparentemente non sembrano presentare rischi. E’ per queste ragioni che alcune associazioni attive sul territorio parmense – Aironi del Po, CIAC, Centro Interculturale – con la condivisione di AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po), Comune di Parma e Regione Emilia-Romagna hanno lanciato un appello su queste problematiche con una conferenza stampa alla quale sono . intervenuti Gianluca Zanichelli (Direttore AIPo), Alessio Picarelli (Dirigente AIPo Navigazione interna), Gianluca Borghi (Assessore all’ambiente del Comune di Parma), Massimo Gibertoni (Aironi del Po), Emilio Rossi (CIAC), Piero Arganini (Centro Interculturale di Parma). Presenti oltre alla stampa due rappresentanti della Comunità Tunisina di Parma. Unanime il messaggio lanciato nel corso degli interventi: occorre un grande sforzo di sensibilizzazione collettiva che passi attraverso enti pubblici dei vari livelli, associazioni, comunità di cittadini, scuole, gruppi affinchè ragazzi e ragazze sappiano quali sono i rischi che si corrono quando ci si avvicina ai fiumi e quindi i comportamenti da evitare, per non incorrere in gravi conseguenze per la propria salute, fino alla perdita stessa della vita. Tutto questo vale ovviamente per entrambe le rive del Po.In particolare, è necessario informare i ragazzi di famiglie non originarie dell’Italia, che conoscono meno le caratteristiche del Po e dei nostri fiumi, i  quali col desiderio più che comprensibile di passare qualche ora di svago all’aperto, possono incorrere, senza esserne consapevoli, in gravissimi pericoli nel momento in cui decidono di immergersi  in acqua. Importante anche la collaborazione di gruppi e associazioni che hanno competenze in materia di salvataggio e che possono diffondere consigli che si rivelano fondamentali nel caso ci si dovesse trovare in difficoltà nelle acque di un fiume. Le associazioni citate hanno quindi prodotto, anche quest’anno, un doppio volantino e un video in più lingue (pubblicato al link: https://youtu.be/OofzB6cdx-M) nei quali viene spiegato in modo dettagliato quali sono i pericoli dei bagni nei fiumi: volantini liberamente riproducibili, stampabili e inoltrabili e video che si può diffondere con ogni mezzo, dai social ai siti web alle chat. “AIPo - ha detto Gianluca Zanichelli, Direttore dell'Agenzia - non ha dirette competenze in merito ai temi della sicurezza di chi frequenta fiumi e torrenti, ma da qualche anno abbiamo deciso di appoggiare questa campagna di sensibilizzazione perché è davvero terribile constatare che negli stessi corsi d’acqua che curiamo dal punto di vista idraulico si possano verificare vere e proprie tragedie, con l’annegamento di persone, soprattutto giovani, che sarebbero del tutto evitabili osservando poche e semplici regole di comportamento. Oggi siamo qui con alcune associazioni di Parma che ringraziamo per avere ancora una volta rilanciato questo impegno di conoscenza sul giusto modo di frequentare i fiumi ma l’auspicio è che sempre più soggetti, sia pubblici che privati, si sentano ingaggiati a fare altrettanto nei diversi territori”. Purtroppo, nonostante i ripetuti appelli, le situazioni di pericolo continuano e c’è chi, evidentemente con scarsa conoscenza del Po, per un momento di divertimento non sa di mettere a rischio la propria vita e quella degli altri. Purtroppo in questi giorni c’è stato anche il caso di un giovane soggetto che, evidentemente con l’obiettivo di raccogliere condivisioni e “like” sui vari social, ha prodotto un inutile e dannoso video (nei pressi della confluenza del Ticino in Po) in cui vorrebbe dimostrare e far credere che il Po si può attraversare a piedi. Chiariamolo ancora una volta, con la certezza purtroppo di doverlo fare ancora: il Po non si può e non si deve attraversare a piedi in nessun punto, mai, per nessun motivo. Tentare di farlo è pericoloso e da incoscienti. Produrre e diramare video privi di senso, per voler sembrare furbi, non è in nessun modo conveniente, soprattutto in termini legali. Scrivere o dire  che il Po si può attraversare a piedi è da incoscienti e da incivili; significa creare le condizioni per possibili tragedie che sarebbero invece da evitare, e sono oltretutto evitabilissime. A questo punto occorre solo auspicare che siano fortemente aumentati i controlli lungo entrambe le sponde del Po, per evitare disgrazie e per colpire con la massima intransigenza (a questo punto necessaria) chi non rispetta le regole e chi crea condizioni di pericolo per l’incolumità propria e degli altri. 

Eremita del Po

Paolo Panni


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