26 giugno 2026

Previsto un ulteriore calo del Po, posizionate a Isola Pescaroli le turbine per aspirare l'acqua e poter irrigare

A Isola Pescaroli si sta ripresentando quanto già visto e rivisto in occasione delle storica magra e siccità del Po del  2022. In queste ore sono state sistemate le turbine e sono iniziati tutti quegli interventi necessari in vista di quella che potrebbe essere, ancora una volta, una soluzione estrema per salvare le campagne e le produzioni agricole.  Nei giorni scorsi i vertici del Consorzio di Bonifica Navarolo, a partire dal presidente Giampietro Lazzari, lo avevano già preventivato parlando di situazione straordinariamente preoccupante, specie per il periodo in cui siamo (ancora a giugno). Nel 2022, come del resto molti ricorderanno, era stata necessario ricorrere a una soluzione emergenziale per alimentare il canale adduttore, e con trattori e pompe idrovore si aspirò l’acqua dal Po per permettere all’impianto di derivazione irrigua del consorzio a Isola Pescaroli di continuare a funzionare. All’epoca, infatti, a causa della grave siccità, si era bloccato il il funzionamento dell'impianto di sollevamento di Isola Pescaroli, gestito appunto dal Consorzio di Bonifica Navarolo. Per non compromettere la stagione irrigua, vennero posizionate pompe idrovore e turbine collegate ai trattori per "pescare" forzatamente l'acqua. Pompe idrovore e turbine sono già state sistemate, oggi come allora, e sono pronte ad entrare in azione.  Giusto ricordare che, nel 2022, il livello del  Po scese così tanto che le tradizionali pompe ed elettropompe non riuscivano più ad adescare e sollevare l'acqua per poter alimentare la rete irrigua  e così, come evidenziato, con pompe e turbine collegate a trattori venne prelevata forzatamente l'acqua dal letto del fiume ormai in magra. L'abbassamento del livello del fiume ha costretto a ripensare l'intera rete di sollevamento, portando a progetti di riqualificazione per rendere i sistemi di derivazione più efficienti e meno energivori in condizioni di portata ridotta, ma ad oggi la situazione che si sta delineando è quella, appunto, già vista nel 2022. Tra i numerosi interventi che si stanno moltiplicando in queste ore e in questi giorni anche quello di Legambiente Lombardia che, a sua volta,  ha annunciato un’estate  molto difficile sul fronte siccità visto che solo in Lombardia mancano i due terzi dei volumi idrici nevosi. Mentre nei grandi laghi c’è un miliardo di metri cubi d’acqua, nei bacini montani sono solo 0,7 miliardi di metri cubi, contro una media stagionale di 1,2 miliardi. Legambiente Lombardia, nei giorni scorsi, ha anche pubblicato il rapporto dal titolo  “Degrado del suolo e rischi di desertificazione. Agroecologia e lotta alla desertificazione per i suoli del bacino padano”.  in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994, che si celebra ogni anno il 17 giugno. Quella che si profila, anche secondo la storica associazione ambientalista, è un’estate torrida  caratterizzata da “problemi di disponibilità idrica nei mesi di luglio e agosto; questi potrebbero anche diventare estremamente severi”, specie per il settore agricolo.

Eremita del Po

Paolo Panni


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commenti


Franz

26 giugno 2026 07:33

Ghè de dacquàa 'l melegòt per daghe de mangiàa ali besti...