27 giugno 2026

Il Po a -8,15, allacciate le pompe idrovore per "pescare" forzatamente l'acqua a Isola Pescaroli. In calo la portata di tutti i corsi d'acqua. Attese riduzioni ulteriori

Con il Po che è ormai a 8 metri e 15 centimetri sotto lo zero idrometrico (un calo, va detto, che negli ultimi giorni è stato leggero ma questo era prevedibile) sono entrati in azione, a Isola Pescaroli, i trattori ai quali sono attaccate le turbine che servono a dare acqua alla campagna. Come del resto era prevedibile si sta ripresentando, in tutta la sua chiarezza, la situazione di siccità e magra del Po che si era già verificata quattro anni fa.  Per non compromettere la stagione irrigua, sono state posizionate le pompe idrovore e le turbine collegate ai trattori per "pescare" forzatamente l'acqua. Una operazione inevitabile, oggi come allora, voluta dal Consorzio di Bonifica Navarolo per salvare campagne e produzioni agricole. Quella odierna del resto è una situazione straordinariamente preoccupante, specie per il periodo in cui siamo (ancora a giugno).

Nel frattempo il Grande fiume  continua  lentamente a scendere e gli “spiaggioni” si fanno sempre più largo. Lanche e rami morti sono sempre più in sofferenza (i bassi livelli delle acque e le temperature torride hanno già causato morìe di pesci) e la situazione non è destinata a migliorare. Da giorni, all’idrometro di Cremona  il Po è  sensibilmente oltre gli 8 metri sotto lo zero idrometrico. Uno scenario da “deserto” che si è verificato proprio durante le giornate di “Exe Po 2026”, esercitazione di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico coordinata dal dipartimento della Protezione civile, in collaborazione con l’Aipo e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Lo scenario delle attività è stato ispirato alla storica alluvione che, nell’ottobre del 2000, colpì il Nord-Ovest... Una “simulazione”. appunto. Ma la realtà è fatta dall’esatto opposto col  fiume  in grande sofferenza e l’Osservatorio ufficiale  permanente per gli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che si è riunito in questi giorni a Milano nella sede di Coldiretti, ha  sancito il calo drastico delle portate di tutti corsi d’acqua; inoltre l’intrusione salina dall'Adriatico raggiunge i 20 km nel delta. Le portate lungo tutta l’asta del Po sono in calo così come il livello di fiumi e laghi. La situazione è giudicata particolarmente critica su tutto il Distretto. A destare grandi preoccupazioni è l’area del Delta per la risalita dell’intrusione salina nei rami di Pila/Venezia e Goro con sospensione dell’irrigazione per l’agricoltura.  Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha spiegato che i temporali dei giorni scorsi "non hanno determinato un contributo significativo e duraturo agli afflussi idrici, che continuano a mantenersi al di sotto della media. Le elevate temperature di questi giorni, poi, hanno contribuito a ridurre ulteriormente i già esigui accumuli nivali che sono ormai ridotti praticamente a zero”. Le portate superano di poco i 200metri cubi al secondo e anche i Grandi Laghi prealpini presentano volumi generalmente prossimi o inferiori ai valori medi di riferimento. Inoltre i corsi d’acqua del Distretto mostrano una progressiva riduzione dei deflussi, specie in Emilia-Romagna. Le previsioni meteorologiche indicano anche per i prossimi giorni condizioni prevalentemente stabili, con temperature superiori ai valori tipici del periodo, interrotte solo da locali fenomeni sui rilievi. Di conseguenza lungo l’asta del  Po è attesa un’ulteriore graduale riduzione delle portate. Le indicazioni provenienti dalle previsioni stagionali per il trimestre estivo confermano con crescente probabilità un mantenimento di condizioni termiche superiori alla norma. Alla luce di tutto questo l’Osservatorio ha definito  la severità idrica a scala distrettuale “Media in assenza di precipitazioni” e quindi  sarà anche possibile attivare eventuali deroghe al deflusso minimo vitale che verranno valutate attentamente, escludendo la possibilità di darle sui corpi idrici principali che, al momento, stanno contribuendo a mantenere in equilibrio il sistema. La situazione generale viene definita di estrema gravità e, per questo, l’Osservatorio si riunirà di nuovo già il 3 luglio. 

Eremita del Po

 

Paolo Panni


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