Manifesto Pro Vita, spunta la lettera del Comune che non sapeva neppure se la pensilina fosse sua
La vicenda della rimozione dell’ormai famoso antiabortista dell’associazione Pro Vita & Famiglia, assume, ogni giorno contorni sempre più incredibili. Cremonasera ha visionato una missiva che Ugo Gagliardi del Servizio di Protezione Civile, Illuminazione pubblica e Trasporto Pubblico Locale invia, il 22 di giugno 2026 (a rimozione avvenuta e a polemica politica scoppiata) a Arriva srl e per conoscenza a I.C.A. spa.
L’oggetto è chiaro e, nello stesso tempo, imbarazzante e recita testualmente: richiesta di informazioni e documentazioni in merito alla gestione degli spazi pubblicitari afferenti al servizio di Trasporto Pubblico Locale nel Comune di Cremona. Dunque, ben dopo l’operazione di rimozione disposta dal sindaco Andrea Virgilio, l’amministrazione comunale non era a conoscenza dei meccanismi riguardanti la gestione degli spazi pubblicitari. E chiedeva lumi alle due società interessate. Ma il punto ancora più incredibile è il quarto contenuto nella missiva comunale. Il Comune chiede, perché evidentemente non era a conoscenza, l’attuale regime proprietario concessionario o gestionale delle fermate, delle pensiline, delle paline identificative, degli impianti informativi, dei manufatti e di ogni altra infrastruttura o pertinenza connessa al Servizio di Trasporto Pubblico. Tradotto dal burocratese: l’amministrazione non era in grado di sapere se la bacheca dove era appeso il manifesto (da sei anni) fosse sua. Fosse in capo alla sua gestione o fosse di chissà chi.
Tanto più che la nota comunale si fa ancora più precisa esigendo di conoscere chi siano: “i soggetti titolari dei beni, i soggetti responsabili della gestione e della manutenzione, nonché le rispettive competenze e responsabilità in materia di installazione, utilizzo, manutenzione ordinaria e straordinaria, sostituzione, rimozione, gestione degli spazi pubblicitari e ogni altra attività correlata”.
Ma non solo l’amministrazione pubblica non sapeva che quel materiale fosse di sua proprietà, ma non era a conoscenza neppure dell’iter autorizzativo. A tal punto che Gagliardi chiede (sempre a pratica del sindaco già chiusa) l’iter procedurale, l’autorizzazione, e l’installazione dei messaggi pubblicitari. Da palazzo Comunale si tenta di sapere, oramai a fine giugno, atti e regolamenti e disposizioni che ne disciplinano la gestione.
La richiesta è ancora più stringente quando al punto tre si sollecitano l’invio in piazza del Comune: regolamenti, linee guida procedure operative, convezioni o altra documentazione contrattuale che disciplinino la proprietà, la disponibilità e la concessione d’uso delle stesse pensiline.
A questo punto è chiaro come la vicenda si sia mossa su due binari paralleli. Da una parte la macchina amministrativa che stava raccogliendo gli elementi tecnici e burocratici, di cui non era in possesso. E dall’altra quella politica che ha avuto fretta nel chiudere la ‘pratica’, facendo rimuovere il manifesto senza una valutazione della struttura giuridica del comune che, come dimostra la missiva, non era in grado di sapere nulla su quel manifesto; neppure se le pensiline fossero di proprietà del comune o quale fosse l’iter autorizzativo.
Un bel pasticcio.
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commenti
Marzio
24 luglio 2026 05:45
La lettura di quanto scritto dal sig. Poli è una cosa raccapricciante ma non nel modo o nella scrittura ma per il contenuto. Evidenzia ancora una volta l'incapacità di chi ci governa, la pressapochezza con la quale le questioni vengono affrontate, l'ignoranza di regole e regolamenti e aggiungerei, dati gli ultimi avvenimenti, la viltà dimostrata mancando un appuntamento istituzionale confermando il fatto che la miglior difesa non è l'attacco ma la fuga. Francamente non so se al prossimo giro basteranno una manciata di voti per restare in carrozza e credo che i "patti del tramezzino" non saranno più sufficienti a tenere in piedi il baraccone.
Da persone che sanno fare "scelte responsabili" (così come scrisse Pizzetti sul caso Biometano) sono passati ad essere persone che navigano a vista...abbiamo una amministrazione che non ha una rotta precisa e calcolata e lasciano andare per abbrivio la barca dove vuole.
In Marina quando un comandante non è in grado di gestire la sua nave tre sono le soluzioni....o viene rimosso per manifesta incapacità o rinuncia al comando o l'equipaggio si ammutina. Tolta la terza scelta per ragioni di colore (in fondo sono sempre di rosso vestiti) e vista l'impossibilità della prima in quanto ci vorrebbe una mozione di sfiducia approvata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri comunali per appello nominale, non resta che la seconda scelta ovvero che rimetta il mandato con umiltà conscio di rendere un grande servizio alla cittadinanza.
Dario
24 luglio 2026 06:41
Sarebbe interessante sentire anche Gabriella Di Girolamo che "dovrebbe" garantire la conformità dell'azione amministrativa alla legge e non tacere sull'operato di un primo cittadino diventato tale per la celebre citazione del Vangelo secondo Matteo "gli ultimi saranno i primi". Se il significato profondo della visione religiosa ribalta la logica umana, è ora che Cremona si doti di persone capaci e pensanti.
Chi ha più talento, competenza e preparazione deve ricoprire ruoli di responsabilità e di guida nella società e nelle istituzioni. Diversamente sarà un disastro... per tutti.
nella prospettiva di Dio, chi nella vita è umile, svantaggiato o "l'ultimo" per la società, vedrà riconosciuti i propri meriti per primo.
Vincenzo Montuori
24 luglio 2026 07:36
Un esempio perfetto di dilettantismo totale
marco
24 luglio 2026 07:59
Siamo nella commedia dell'assurdo.
Il controllore che chiede al controllato cosa deve controllare e perché.
Ma davvero ci siete ridotti a questo?
È così che funziona la tanto decantata macchina comunale?